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Lo Stato


La riflessione di Machiavelli introduce i moderni ragionamenti sullo Stato, le sue forme, le sue strutture. Il principe, infatti, si presenta come un trattato sulle forme dello Stato e i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio rappresentano una riflessione complessiva sulle dinamiche dello Stato stesso. nel pensiero di Machiavelli e in quello degli scrittori politici del suo tempo, però, la parola Stato assume anche significati diversi da
quelli dell’uso contemporaneo e spesso è utilizzata per indicare il “governo”, ovvero il ceto dirigente di un determinato regime. A Machiavelli, in particolare, si deve la concezione dello Stato come organismo naturale. Questa metafora dà risalto a due aspetti decisivi per la creazione e per la sopravvivenza dello Stato stesso: la solidità dei suoi fondamenti, quindi delle sue radici, e la sua capacità di sviluppare anticorpi contro le insidie provenienti dall’esterno.
L’analisi machiavelliana riserva inoltre uno spazio importante al fondamentale rapporto tra le leggi e lo Stato, e alla capacità di quest’ultimo di governare e orientare i costumi dei sudditi, condizione necessaria all’efficacia delle leggi. In sostanza, uno Stato funzionante crea i presupposti per il buon funzionamento delle leggi.

Lat.: stare→ Lat.: statu(m) [ciò che sta fermo, ciò che è stabile]

Machiavelli: organismo fondato su leggi e principi propri; potere politico o di governo ciò che sta fermo, ciò che è stabile.

Italiano odierno


persona giuridica territoriale sovrana costituita dalla organizzazione politica di un gruppo sociale stanziale su di un territorio.
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