Capitolo 1 il Principe

Questo capitoletto è breve e conciso perché quest’opera voleva essere di facile comprensione.
Esso comincia con un assioma: tutte le forme di potere che ci sono state e che hanno dominato sugli uomini o sono state delle repubbliche o sono state dei principati. Immediatamente dalla prima massima generale si passa ad un'altra considerazione che segue la prima: se gli stati o sono repubbliche o sono principati, questi ultimi possono essere ereditari o nuovi.
Continua ancora seguendo un sistema dilemmatico o anche propagginato : infatti partendo dai due diversi tipi di stato, prende ad analizzare un solo elemento dei due, e continua con i due tipi di principato, e ancora una volta di questi due elementi prende in considerazione solo i principati nuovi, che a loro volta sono di due tipi: quelli che sono nuovi del tutto, come la signoria degli Sforza a Milano, e quelli in cui il principe amplia il suo territorio ereditato con altri nuovi, e questo tipo di principato viene chiamato misto.
Essi si possono acquistare o con le armi proprie o con le armi altrui, e si possono conquistare o per mezzo della fortuna o per mezzo della virtù. I principati che si acquistano con la fortuna sono quelli meno durevoli e instabili mentre quelli che sono acquistati con la virtù sono sicuramente più durevoli, perché essendo il principe un virtuoso sarà anche in grado di mantenerli.
Questo metodo di indagine ha tutte le caratteristiche di un metodo deduttivo, che sicuramente Machiavelli usa, ma le considerazioni di ordine generale sono scaturite in maniera induttiva, non sono date per scontate ma ottenute mediante osservazioni.
Machiavelli riconosce la validità sia di una formazione culturale che viene dallo studio teorico sia di quella che proviene dall'esperienza pratica, e crede fermamente che la storia si ripete, per cui la lezione degli antichi ha validità nella vita reale e non serve solo ad arricchire la propria mente. Per il fondamento di un ottimo stato, che riesca a controllare la natura selvaggia dell’uomo, c’è bisogno di buone leggi che regolino una convivenza civile, e inoltre il principe deve essere un ottimo statista, poiché le leggi sono alla base della stabilità di uno stato, e trovare metodi coercitivi per farle rispettare. Ogni stato che si rispetti è basato su tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario, tutti di vitale importanza.
Importante è la differenza con quella che era la trattatistica precedente del tipo politico, ad esempio il De Monarchia o il Convivio di Dante, che partiva sempre, come tutta la trattatistica medievale, da principi che attenevano alla sfera trascendentale e aveva anche come fine ultimo il trascendente. Invece, la grande novità di Machiavelli fu quella di disinteressarsi del trascendente, che non rientra nella sfera pratica di cui fa parte la politica. I punti di partenza sono quindi completamente diversi: infatti la religione viene vista dal Machiavelli soltanto come uno strumento del governo, e il principe può far leva su di essa per governare meglio.
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