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Machiavelli nel principe delinea le caratteristiche fondamentali che deve avere un principe per conquistare e mantenere uno stato nel migliore dei modi e la qualità principale è l’essere virtuoso. La virtù per Machiavelli è appunto la capacità di conquistare e mantenere uno stato, ma un principe deve anche avere altre qualità come ad esempio l’essere fedele, umano, casto, astuto, religioso, animoso, duro, pietoso ecc..ma per la natura umana, avere tutte queste qualità è impossibile e quindi bisognerebbe saper fuggire dai “vizi che li torrebbano lo stato”, cioè un principe deve essere prudente e capace di evitare i vizi che lo distoglierebbero dalla corretta manutenzione dello stato e deve anche far credere di avere le soprascritte qualità, e questo è possibile solo perché gli uomini sono sciocchi e creduloni. Un principe deve anche imparare ad essere non buono, perché vi sono cattive azioni indispensabili per mantenere lo stato (in quanto gli uomini sono tristi, ovvero malvagi e per “comandarli” bisogna essere non buoni) ed egli non deve nemmeno preoccuparsi dei giudizi negativi che queste (azioni) gli porteranno. Per Machiavelli esistono due modi per “combattere”: seguendo le leggi o usando la forza. Considerando che molto spesso la sola osservanza delle leggi non è sufficiente, bisogna ricorrere alla forza, che è una tecnica utilizzata dalle bestie. Per questo motivo un buon principe deve essere golpe e lione, quindi astuto e forte e di conseguenza un centauro (per metà umano e per metà bestia). L’astuzia consiste principalmente nel saper ingannare e nella capacità di compiere il male dissimulando la malvagità e simulando la virtù, mettendo in primo piano i fini ultimi delle proprie azioni, nascondendo i mezzi con cui ci si è arrivati. In Machiavelli vi è anche la teoria del riscontro o della duttilità che consiste nella capacità di un principe di adattarsi alle circostanze e agire secondo queste. Infatti per un principe è molto importante saper cogliere, con l’uso della virtù, le occasioni, ovvero i momenti propizi per agire correttamente. Inoltre, a volte è preferibile agire impetuosamente piuttosto che in modo respettivo, ovvero in modo accorto perché, essendo la fortuna per metà arbitra della nostra vita, bisogna approfittare dei suoi momenti di quiete.

Il modello di principe che Machiavelli ci propone è nettamente diverso da quella che doveva essere la figura del principe tradizionale. Infatti il principe tradizionale non doveva farsi trascinare dalla superbia, doveva essere in grado di stabilire un equilibrio, doveva ammettere che le vicende umane sono regolate da dio, doveva sempre mantenere la parola data perché non vi era nulla di più vergognoso nel non rispettarla (elemento in contrasto con Machiavelli, in quanto lui pensava che si potesse anche non prestare fede alla parola data nel momento in cui sarebbe stato più favorevole non farlo) e infine un principe doveva sempre dire la verità e non doveva anteporre nulla a questa.
Molto importante è anche il concetto di morale, infatti Machiavelli scinde questa dalla politica. Egli ammette che sarebbe molto lodevole per un principe il rispetto delle leggi ma capisce che a volte non mantenere la parola data e utilizzare inganni e raggiri gioverebbe maggiormente. Machiavelli però non è indifferente alle leggi morali ma il rimanere fedele alla realtà effettuale lo induce ad arrivare ad una conclusione incontrovertibile e cioè che ingannare è politicamente utile e a volte indispensabile.
Comunque bisogna ricordare che il pensiero politico di Machiavelli è sicuramente influenzato dalla situazione politico-sociale di quel tempo. Infatti intorno agli inizi del ‘500 l’Italia stava attraversando un periodo di forte crisi e quindi era necessaria e indispensabile una figura come quelle del principe delineato dall’autore stesso. L’Italia viene descritta proprio come una campagna senza argini per mancanza di virtù e di un esercito proprio che fosse più fedele in confronto agli eserciti mercenari che erano facilmente corruttibili.
Il pensiero politico di Machiavelli anche se è stato spesso visto come macchinazione del demonio, sconcertante, profetico o repellente, ha dato le basi per la moderna scienza politica. Cioè ha espresso ciò a cui gli uomini arriveranno più tardi, ovvero che la politica deve prescindere dalla religione e che quindi questa non può rispettare la volontà di dio. Di conseguenza ci saranno due metodi per valutare un’azione: secondo la morale, distinguendo bene e male e secondo la politica distinguendo ciò che potrebbe essere utile e ciò che potrebbe essere dannoso. Infatti se un’azione è buona moralmente magari sarà dannosa politicamente e viceversa. Dunque il pensiero politico di Machiavelli anche se per alcuni aspetti potrebbe sembrare esagerato o contrario ad una concezione più moderna, è comunque un punto di riferimento per la scienza politica odierna.

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