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Divisione in sequenze de Il treno ha fischiato


Dividere il testo Il treno ha fischiato di Luigi Pirandello in sequenze non è complesso data la linearità della narrazione scritta.

Prima sequenza


"da Farneticava. Principio di febbre cerebrale a …la spiegazione più semplice di quel suo naturalissimo caso": in questa parte del testo viene descritta la pazzia di un paziente che si trova nel manicomio, Belluca. La seguente prima sequenza si conclude nel testo con un vero e proprio commento del narratore esterno che è anche onnisciente.

Seconda sequenza


La seconda sequenza del brano si apre con queste parole: "da Veramente, il fatto che Belluca la sera avanti a trascinato nell’ospizio dei matti". La sequenza inizia quindi con l'introduzione di un fashback in cui si ricorda che Belluca si sarebbe ribellato al suo capo. Viene descritto il comportamento di Belluca nell'ufficio, fino all'ultimo suo giorno di lavoro. Ancora una volta è presente la figura del narratore onnisciente che riporta il punto di vista dei colleghi dell'ufficio.

Terza sequenza


Questa sequenza inizia da questi versi: "da Seguitava ancora, qua, a parlare di quel treno a appena l’avrò veduto e avrò parlato con lui..." e riporta la descrizione delle vicende di Belluca in manicomio, viene descritto il suo cambiamento di personalità, come sia cambiato fisicamente, ecc... In questa sequenza il narratore non assume una posizione esterna, bensì assume un ruolo importante, intervenendo in prima persona.

Quarta sequenza


La quarta sequenza del testo di Pirandello inizia da "Cammin facendo a Una coda naturalissima"
ed è molto breve. Viene descritto il cammino del personaggio-narratore verso l'ospizio.

Quinta sequenza


La quinta sequenza va queste parole: "da Non avevo mai veduto un uomo vivere come Belluca a da cui ogni mattina si levava a stento, più intontito che mai". In questa parte del testo il narratore descrive con un flashback la vita familiare del personaggio Belluca. Viene descritta una vita attorno a figure femminili impossibili e anche una vita molto pesante, quasi soffocante.

Sesta sequenza


La sesta sequenza invece viene introdotta da queste parole: "Ebbene, signori!", in cui il narratore sembra rivolgersi a coloro che stanno leggendo il racconto, esprimendo dunque il suo punto di vista sull'accaduto e sulle vicende descritte. Viene descritta anche dal narratore la visita che ha fatto a Belluca presso il manicomio. Viene anche fatto cenno al contrasto che si viene a creare tra la vita familiare e lavorativa di Belluca che viene descritta come oppressiva, asfissiante e il rumore esterno del treno che ha fischiato nel corso della notte. (contrasto tra la vita personale opprimente di Belluca e della vita degli altri che viene descritta come indeterminata)
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