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Pirandello

Luigi Pirandello è nato ad Agrigento nel 1867 da una famiglia agiata e abbandona l'isola per cominciare a studiare lettere, prima a Roma e poi in Germania dove si laurea in glottologia. Dopo la laurea si sposa con una siciliana benestante da cui avrà tre figli e torna a Roma dove cerca di dedicarsi totalmente alla letteratura: frequenta gli scrittori, collabora a riviste letterarie e scrive le sue prime novelle. Nel 1903 l'allagamento di una miniera di zolfo in cui il padre aveva investito, riduce la famiglia sul lastrico. La notizia causa nella moglie una grave crisi che compromette il suo equilibrio psichico. Pirandello sarà costretto a rinchiuderla in un manicomio. Intanto la situazione economica costringe lo scrittore a lavorare duramente e la letteratura è un mezzo per mantenere la famiglia. Comincia con la pubblicazione della “Nuova Antologia” ed in seguito escono i saggi “Arte e scienza” e “L'umorismo” grazie ai quali vince un posto di professore ordinario. In seguito esordisce anche come autore teatrale con “Lumie di Sicilia”. Gli anni della guerra sono per Pirandello un periodo di solitudine e di angoscia, oltre che per l'aggravarsi della malattia della moglie, anche per la morte della madre e per la prigionia in Germania del figlio. Ma proprio in questi anni la sua attività teatrale incomincia a dare i suoi frutti e diventa un grande successo. Pirandello diventa l'autore più famoso e discusso del teatro italiano. Nel 1921 i “Sei personaggi in cerca d'autore” sono fischiati a Roma, ma accolti a Milano e nei due anni successivi l'opera viene riprodotta a Londra, Parigi e New York. Questo successo cambia la vita di Pirandello che a quasi sessant'anni abbandona l'insegnamento e fonda una compagnia teatrale. Continua a scrivere poesie e novelle, pubblica il romanzo “Uno, nessuno e centomila” e si avvicina con interesse al cinema. Pirandello riceve anche un premio Nobel nel 1934. Egli aveva uno strano rapporto con la politica. Infatti egli si dimostra superficiale nelle prese di posizione pubbliche e nel 1924 aderisce al fascismo. Nell'ultimo periodo della sua vita il successo e le onorificenze non cancellano l'amarezza e il senso di isolamento. Si ammala di polmonite e muore nella sua casa romana.

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