Luigi Pirandello

Pirandello nasce nel 1877 a Girgenti da una famiglia di proprietari di Zolfare. Inizia gli studi tecnici e poi passa a quelli letterari che continua a Roma dove si stabilisce nel 1887. Perfeziona gli studi a Bon, dove si laurea in tedesco sulla parlata di Girgenti. 1891: torna a Girgenti sposa Antonietta Portulano-> Roma( Capuana). 1897 comincia ad insegnare letteratura italiana al magistero. 1901: "L'esclusa" . 1903: allagamento Zolfare -> dissesto economico. Porta la moglie alla depressione e poi alla pazzia ( nevrosi e pazzia saranno centrali nelL'arte pirandelliana. 1904: il fu Mattia Pascal. 1908: Scrive il saggio "l'umorismo" . Intanto varie raccolte di novelle. Con il titolo " Novelle per un anno" 1910: inizia l'attività teatrale con il comico angelo musco e scrive come atti unici la morsa e lumie di Sicilia. 1913: i Vecchi e i Giovani. 1915: inizia periodo tragico. Si schiera con gli interventisti perché vede il conflitto come una continuazione diretta del moto risorgimentale. Il figlio Stefano parte per la guerra e viene fatto prigioniero. La moglie ricoverata in una clinica psichiatrica. 1916: 3 opere teatrali. Pensaci Giacomini. Li o là. Il berretto a sonagli.1917-1922: fase più innovativa del teatro. Così vi è se vi pare sei personaggi in cerca di autore e l'enrico IV(1922). 1925: scrive i quaderni di serafino gubbio operatore e fonda la compagnia del teatro d'arte con l'attrice Marta abba. 1926: uno, nessuno centomila. 1924 Aderiro Fascismo, secondo alcuni per ingenuità, secondo altri per avere un appoggio politico per diffondere il teatro italiano. 1934: Premio Nobel. 1936: Muore a Roma.

CONCEZIONE POETICA

All'origine della suo visione del mondo vi è la crisi del positivismo e della società borghese dell'800, che era alle radici della civiltà decadente. Questa crisi diventa per lui crisi della ragione umana e in tutta la sua opera cercherà di dimostrare l'irrazionalità della ragione; la crisi della società diventa crisi della realtà tutta in assoluta. Egli avanza il dubbio squisitamente decadente sulla consistenza oggettiva del reale. Da qui le altre sue convinzioni e cioè: 1. Il contrasto tra ciò che appare e che convenzionalmente siamo abituati a vedere, cioè la forma e ciò che è, cioè La vita. Il reale però è inattingibile, perché la vita è sempre in fieri. È un flusso dominato dal caso, quindi la verità non esiste, se non nell'illusione di ciascuno di noi. Nell'interno della coscienza questo relativismo diventa contrasto tra ciò che sembriamo esteriormente agli occhi degli altri ma anche di noi stessi che tendiamo a costruirci del nostro io un'immagine convenzionale e la nostra vera realtà che noi vorremmo affermare. La nostra personalità non è univoca, non ha una realtà oggettiva; al di sotto della maschera in cui ci si cristallizza l'anima si muove e cambia continuamente. 3. Applicato alla società il contrasto tra vita e forma diventa conflitto fra le istituzioni storiche e le convinzioni sociali da una parte cioè le forme che l'uomo si è dato e in cui si è imprigionato e la natura dall'altra. 4. Nell'arte si traduce si traduce nell'umorismo che non è la comicità fine a se stessa e neppure la satira d

Sdegnosa, ma la capacità di cogliere criticamente le contraddizioni del reale integrando la rappresentazione della realtà quale appare e la riflessione su quanto si cela dietro le apparenze. L'umorismo è quindi il sentimento del contrario: è un'arma bifronte che ride per una faccia del pianto della faccia opposta. Nel momento in cui fa conoscere una realtà contraddittoria e drammatica, l'arte si fa specchio per la vita e non specchio della vita, diventa arte vera e non solo verosimile. Perciò l'umorismo stilisticamente scompone disordina, discorda portando opere disarmoniche ricche di continue digressioni. Il comico è dunque un'avvertimento del contrario tramite la riflessione si passa al sentimento del contrario e questa è la differenza tra comico ed umoristico.
I romanzi e le novelle: temi di Pirandello, l'incidenza del caso sulla vita e la lotta dell'individuo contro le convenzioni sociali che condizionano la sua esistenza; l'inutile ribellione alla forma nella ricerca di una verità e di un'identità impossibili; l'incomunicabilità ( fra maschere o forme) non è possibile il dialogo; l'alienazione: se l'io non consiste, l'uomo tende a diventare altro da se, ad identificarsi con la macchina; la disperata coscienza di una vita sospesa nel vuoto. Il risultato finale è la sconfitta nelle forme della pazzia del suicidio, della solitudine, una sconfitta totale che travolge l'individuo, ma anche tutti i miti e i valori tradizionali.
Fu Mattia Pascal(1904): dove viene rappresentato il tramutar si della personalità a seconda delle circostanze e quindi l'inconsistenza del l'io e l'incongruenza della vita con le sue forme. Temi: le convenzioni sociali, il caso, il conflitto uomo-società, la solitudine, l'incomunicabilità. Il narratore è il protagonista stesso e focalizzazione interna Nn sul l'io narratore, ma sul l'io narrato. Quindi non c'è un punto di vista oggettivo, ma soggettivo.
Stile: Disarmonico, continuamente spezzato da parentesi, incisi , interiezioni ed è espressionistico.

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