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Il treno ha fischiato

L’opera inizia in medias res: il racconto si apre con la descrizione della pazzia del protagonista e solo in seguito l’autore spiega le cause che l’hanno determinata. Un giorno, l’inappuntabile contabile Belluca assume un atteggiamento assurdamente strano, suscitando l’incredulità dei colleghi, che lo ritengono pazzo. Dopo aver descritto la follia del protagonista, avendo quindi mostrato l’avvertimento del contrario, Pirandello porta indietro la narrazione per approfondire, tramite l’uso della ragione, le cause che l’hanno scatenata, giungendo dunque al sentimento del contrario. Egli esamina la vita del protagonista: Belluca vive una situazione alienante poiché è costretto a lavorare sia di giorno che di notte, per mantenere la moglie, la suocera e le due figlie vedove. Inoltre, non ha nemmeno la possibilità di riposarsi, perché è costretto a dormire sul pavimento, poiché tutti i letti della casa sono occupati. Una notte sente all’improvviso, per la prima volta, il fischio di un treno che passava vicino alla sua abitazione. Il fischio è come una valvola di sfogo, che permette a Belluca di evadere con la fantasia dalla propria situazione famigliare alienante (trappola), ed è proprio questo a scatenare in lui, il giorno seguente, quell’inaspettata reazione. Scusatosi con il capo dell’ufficio, Belluca afferma che da quel momento gli saranno sufficienti cinque minuti al giorno per fuggire con la mente dalla situazione in cui vive, per poi proseguire poi la sua vita regolarmente. L’alienazione, dunque, è per Pirandello l’unico strumento che consente all’uomo di sopportare la propria condizione e la trappola in cui egli è costretto a dibattersi.

Passo tratto dalla novella (a partire dal verso 165)

Dopo aver sentito il fischio del treno (valvola di sfogo), Belluca inizia a viaggiare con la fantasia e comprende che da quel momento in poi per trarre conforto gli basterà distarsi per prendere con l’immaginazione una boccata d’aria nel mondo. Naturalmente il primo giorno aveva ecceduto, «ubriacandosi di libertà» e perdendo il controllo, ma si sarebbe ricomposto presto per scusarsi con i suoi colleghi. Soltanto il capoufficio non avrebbe potuto pretendere troppo da lui: gli avrebbe dovuto concedere ogni tanto una pausa di svago in modo che vagasse con la mente per sfuggire anche solo temporaneamente dalla condizione alienante in cui è imprigionato.

ANALISI
La novella ha la struttura dell’inchiesta (richiamo a Ludovico Ariosto): viene infatti ricercata una verità che permetta di comprendere le ragioni che hanno determinato l’episodio centrale della narrazione. La realtà dei fatti si svela lentamente al lettore. L’opera inizia in medias res e l’inchiesta si muove dall’esterno (poiché inizialmente Belluca è descritto da occhi estranei, quelli dei colleghi – avvertimento del contrario) all’interno (poiché la situazione del protagonista è in seguito analizzata attraverso la prospettiva famigliare – sentimento del contrario). È proprio tramite la descrizione della famiglia, concepita come una trappola, che l’autore, avvalendosi del discorso indiretto-libero, lascia trasparire l’origine della follia del protagonista.

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