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Luigi Pirandello ( 1867-1936)
-Vita: La famiglia, siciliana, possiede una miniera di zolfo. Alti e bassi economici. Studia Lettere alla Sapienza di Roma. Durante quella che sarà una lunga serie di crisi nervose della moglie, scrive Il fu Mattia Pascal (1904) ( a far esplodere la malattia della moglie era stato il crollo di una miniera di zolfo). Sono anni in cui si dedica alla narrativa, sia in forma di romanzo che di novella, quando nel 1910 tenta la via del teatro. Nonostante sia un firmatario del Manifesto degli intellettuali fascisti, è palese la distanza tra Pirandello e la cultura del regime; tanto che nel 1932 pronuncerà un discorso commemorativo su Verga , dal tono anti-dannunziano. Premio nobel della letteratura nel 1934 ( critica di Benedetto Croce).
-Poetica: La ricerca Pirandelliana si rivela indagine sul senso di un’esistenza chiusa in un soffocante reticolo di convenzioni (società = STANZA DELLA TORTURA) e interrogazione costante sul linguaggio. Dalla tradizione verista, Pirandello, riprenderà la “scrittura di cose” e non di parole, mentre gli studi filosofici e letterari lo metteranno a contatto con la letteratura romantica tedesca, con il pensiero di Schopenhauer e di Nietzsche , con la psichiatria e la psicologia sperimentale di Alfred Binet ( scritti sulla personalità e sul doppio).

-Arte e scienza:Gran parte della sua riflessione e ricerca culturale ruota attorno alla crisi del rapporto tra arte e scienza, rivelando, così, una visione critica e relativistica della modernità. Pirandello si convince che compito dell’arte moderna è quello di svelare le contraddizioni, la caoticità e l’assurdo dell’esistenza. Dunque l’arte deve scomporre e farsi arte grottesca e umoristica.
-Vita e forma: P. sottolinea come l’autenticità della vita sia costantemente messa a rischio dagli stessi meccanismi sociali che imbrigliano l’uomo in una rete di convenzioni, gli impongono un’identità fittizia, cristallizzata in una maschera. La vita, ovvero il fluire incessante e libero dell’esistenza viene opposta alla forma, cioè il risultato dell’irrigidimento del flusso vitale. Questa opposizione coglie il rapporto dialettico tra l’indefinito del Caos e la necessità delle convenzioni( Henri Bergson)
-Tema della follia : Ci sono dei momenti, in cui la forza sotterranea della vita vera, a lungo repressa e occultata riesce a emergere: sono i momenti della FOLLIA o della creazione artistica, oppure attimi casuali. Si hanno allora delle vere e proprie epifanie. È questo il destino dei personaggi-filosofi che , ai margini dell’esistenza, dentro una mediocre vita borghese, cominciano a vedere la vita dal di fuori scoprendone gli artifici e la vacuità.
-La poetica dell'umorismo: nel saggio L’umorismo Pirandello esprime la novità della sua poetica ( 1° parte = terminologia e manifestazioni dell’arte umoristica; 2° parte = concetto di umorismo, tratti caratterizzanti, analisi del suo meccanismo scompositivo). Pirandello oscilla tra un’idea di umorismo come categoria artistica e la convinzione che esso sia tipico della modernità. L’argomentazione di P. ruota attorno alla distinzione tra comicità e umorismo: la prima è scaturita dall’ “avvertimento del contrario”; nel momento in cui subentra la riflessione, il comico è superato dal “sentimento del contrario”: accade così che il riso si mescoli al pianto. Attraverso questo sentimento si svela dunque l’oltre che nasconde la reale condizione esistenziale dell’uomo
Poeta: è chiamato a una sorta di solidarietà.
testo:Essenza, caratteri e materia dell’umorismo -differenza tra umorismo e comicità utilizzando l’esempio della vecchia signora. – si sofferma sulla riflessione come momento essenziale dell’arte umoristica (es. Promessi Sposi)- concezione della vita come flusso continuo e degli ideali e dei valori come forme prodotte dall’uomo in cerca di certezze – caratteristiche dell’arte umoristica e differenze con l’arte tradizionale.
I Romanzi: riflettono una stagione di intensa sperimentazione,collegata al definirsi della sua poetica umoristica, basata sulla scomposizione e sul relativismo conoscitivo.
Il fu Mattia Pascal(1904):
-si lega alla poetica dell’umorismo. Il romanzo dichiara sin dal titolo la sua carica innovativa, il fu davanti al nome non lascia intendere se il libro tratti di un vivo o di un morto: infatti quel personaggio è entrambe le cose. P. utilizza la tecnica del racconto retrospettivo, cioè la vicenda è narrata dalla fine. L’epilogo del romanzo non conclude ma riapre gli stessi interrogativi dell’inizio.
-Le vicende si sviluppano in 6 anni. Il tempo della storia non coincide con il tempo del racconto(tranne nelle due premesse). L’utilizzo a volte di un ritmo condensato altre dilatato fa si che la narrazione si sviluppi come intorno a una spirale.
-Siamo di fronte a un antieroe e a un nuovo tipo di narratore. Il personaggio rivela una condizione di disagio, di straniamento e di esclusione. Mattia dopo essere fuggito dalle prigioni della sua vita provinciale scopre l’impossibilità di un’esistenza slegata dagli obblighi delle forme.
-Importanza tema del doppio che si collega allo specchio e all’occhio strabico che decentra lo sguardo di Mattia obbligandolo a due visioni differenti
-Questa crisi d’identità ha come esito l’estraniazione totale rispetto alla vita. Egli constata che nella società non c’è spazio per la libertà delle forme, l’unica via d’uscita è quella di farsi personaggi, ovvero maschere nude.
testi:
- Premessa
- Premessa seconda (filosofica) a mo’ di scusa
- Cambio treno!
- Lo strappo nel cielo di carta
- La lanterninosofia
- Il fu Mattia Pascal
Uno nessuno e centomila(1926): Vitangelo Moscarda, resosi conto di un difetto segnalato dalla moglie giunge alla consapevolezza della molteplicità di punti di vista rivelati dallo sguardo altrui, fino ala scelta cosciente della follia. Tema Pirandelliano dell’identità. La stessa maschera che si indossa nella vita sociale è soggetta a infinite moltiplicazioni. C’è un unico modo per infrangere le centomila identità che impediscono una vita autentica: apparire folli
testi:
- Tutto comincia da un naso
- Non conclude
Così è (se vi pare)(1917): triangolo ambiguo di tre personaggi -> signor Ponza, la suocera(signora Frola) e la moglie di Ponza. La comunità borghese cerca di appurare la verità sui rapporti di parentela. Ma la verità non esiste
testi:
- La verità velata (e non svelata ) del finale

Enrico IV(1922): Pirandello fa i conti con il rifiuto della storia. L’eroe resta solo sul palco bloccato in un’esistenza già vissuta, quella del personaggio storico di cui ha scelto di vestire per sempre i panni. L’omicidio indica la volontà di rinchiudersi nella follia, ultimo rifugio.


Sei personaggi in cerca d’autore: ( 1921) Attraverso il contrasto tra vita e teatro Pirandello giunge a un’ambivalenza del rapporto finzione/realtà. La trama si sviluppa su un duplice piano.
Temi: conflitto tra personaggi e autore che rifiuta le sue stesse creazioni, conflitto tra attori e personaggi e conflitto tra i personaggi stessi. Sono conflitti bloccati senza soluzione.
La rappresentazione scenica è un tradimento dell’opera concepita dall’autore. l’unico linguaggio è quello meta teatrale che svela al pubblico le maschere del teatro.

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