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Luigi Pirandello

1867-1936 Pirandello è convinto del fatto che la vita è un flusso cangiante,un’essenza che pervade tutto l’universo,ed è libera,dinamica.Ma la vita non è questa misera cosa che noi viviamo qui,in quanto la vita vera è fissata in una forma.Il flusso è imprigionato in un corpo,che è costrizione posticcia.Non solo noi stessi ci fissiamo in una forma,ma anche gli altri ci danno determinate forme.Noi crediamo di essere uno per noi stessi,mentre siamo tanti individui diversi,a seconda della visione di chi ci guarda.Ciascuna di queste forme è una costruzione fittizia, imposta dal meccanismo sociale,dietro alla quale non c’è un’identità.Dire io sono è affermare la morte della vita,in quanto la vita è assenza di definizione.L’identità personale non esiste come forma fissa è una maschera imposta dalla società,in particolare dalla famiglia e dal lavoro,ed una trappola,da cui si può evadere solo attraverso l’immaginazione e la follia,strategia di chi vuole essere libero dagli schemi→L’unica via di relativa salvezza è la fuga nell’irrazionale,in un altrove fantastico,come per Belluca di il treno ha fischiato,che sogna paesi lontani e attraverso l’evasione riesce a sopportare l’oppressione del lavoro e della famiglia.I personaggi pirandelliani rifiutano la socialità Accade però che mi accorga che tutti le identità che mi si danno sono falsi,ed in questo momento mi vedo vivere e divento forestiere della vita,colui che ha preso coscienza e vvede vivere gli altri dall’esterno.L’uomo è come sdoppiato,acquista una consapevolezza,ha capito il gioco.E’ la filosofia del lontano:contemplare la realtàà da un’infinita distanza e vedere ciò che è normale in una prospettiva straniata,cogliendone l’assurdità.--> l’uomo che ha capito il giuoco può o indossare una maschera consapevole,come nel caso dello Iettatore o di Mattia Pascal,o evadere completamente,come nel caso di Vitangelo Moscarda. -Frantumazione dell’io Il relativismo conoscitivo:ognuno ha la sua verità,che nasce dal suo modo di vedere le cose;il reale è inoltre molteplice e polivalente,le prospettive sono infinite.--> inevitabile incomunicabilità fra gli uomini,che non possono intendersi. -Mancanza di senso del reale

Umorismo:Scritto nel 1898.Si compone di una parte storica,in cui esamina la storia della letteratura umoristica,ed una teorica,in cui viene definito il concetto di umorismo.Lo scrittore propone un esempio:se vedo una vecchia signora coi capelli tinti e tutta imbellettata,avverto che è il contrario di ciò che una vecchia signora dovrebbe essere.Questo avvertimento del contrario è il comico.ma se interviene la riflessione e suggerisce che quella signora soffre a pararsi così e lo fa solo nell’illusione di poter trattenere l’amore del marito più giovane,non posso più solo ridere:dall’avvertimento del contrario,cioè dal comico,passo al sentimento del contrario,cioè all’atteggiamento umoristico.E’ l’atteggiamento dell’erma bifronte:nel momento in cui rido,devo anche piangere.E’ un arte che tende a scomporre,a disgregare,a far emergere contrasti,dove il tragico si lega indissolubilmente al comico.Riproduce il carattere caotico della realtà e rappresenta la vita nuda irta di contraddizioni.

Novelle per un anno:Scritte nei primi 15 anni del novecento,si tratta di una produzione copiosissima.A differenza delle raccolte classiche ,non c’è un ordine determinato.lo stesso titolo allude allo sperpero dei giorni e delle vicende.Non c’è organicità,il corpus riflette infatti la visione globale del mondo di Pirandello:un mondo disgregato e frantumato.Titolo antifrastico Novelle siciliane:apparentemente risentono della poetica verista:sono ambientate nella sicilia contadina,le situazioni sono rurali.In realtà i casi di cui si parla sono paradossali e assurdi,erosi grazie allo strumento del riso.Novelle piccolo borghesi,romane:offrono un completo campionario del ceto impiegatizio,figure dolenti e avvilite da una trappola che mortifica l’uomo.Analisi si concentra sulle convenzioni sociali che impongono all’uomo una trappola.Ai miseri esseri prigionieri del meccanismo non si propone alcuna vera via d’uscita:la loro insofferenza esplode in gesti inaspettati e folli come quelli di belluca. Ciaula scopre la luna:differenze con maleplo,portatore di una coscienza lucida,che elabora una sua filosofia.ciaula è un minorato mentale,un animale,privo di coscienza;essere primordiale e primitivo ai confini dell’animalità.Agli occhi del primitivo la luna assume le connotazioni del divino,ridà la vita e libera dalle angosce.Antichi miti,novella non impianto realistico,ma simbolico e mitico,si rappresenta un’esperienza mistica ,una fusione panica con la vita universale. Il treno ha fischiato:ambiente piccolo borghese,emblema della trappola,alienazione indotta dal lavoro e dalla famiglia,riaduzione all’assurdo:moglie cieca,tre cieche,due figlie vedove con sette figli.Scatta allora il sentimento del contrario.La causa che ha scatenato la follia è stata una sorta di epifania,la rivelazione di qualcosa di qualcosa che era rimasto ignoto,scatta da un fatto banale.La follia inceppa il meccanismo,è qualcosa di naturalissimo che l’ha inceppato.Evasione consolatoria:grazie a uno sfogo può sopportare la meccanicità della forma :la fantasia,fuga momentanea.Si impone la maschera consapevollmente:riprende la sua computisteria,ma si concede il suo spazio di evasione.

L’Esclusa:La protagonista è una donna accusata ingiustamente di adulterio,cacciata di casa dal merito e riammessa solo dopo essersi resa effettivamente colpevole;basato sul falso e sull’equivoco,si sballano i rapporti di causa effetto,la realtà è irriducibile ad una spiegazione irrazionale.gioco imprevedibile e beffardo del caso:marta viene scacciata quando è innocente,riaccolta in casa quando colpevole. Il turno:risvolti greottschi,caso fondamentale.

Il fu Mattia Pascal:Storia di un piccolo borghese imprigionato nella trappla di una famiglia insopportabile e di una misera condizione sociale,che per ul caso,si trova padrone di se.però non approfitta della liberazione dalla forma,ma si impone un’altra identità,per lo più falsa.Gioco paradossale del caso,realtà ridotta a meccanismo bizzarro.Il protagonista soffre sia quando è imprigionato nella trappola,sia quando ne è escluso:scatta il sentimento del contrario,tragico comico congiunti.Punto di vista inattendibile:narratore è mattia agens,non auctor.Mattia si è trovato di colpo libero dalla duplice trappola,ma incorrein un errore:si foggia una nuova identità,perché troppo attaccato ad essa per liberarsene.Quando diventa adrian meis,prova un senso di solitudine,soffre perché è escluso,prova nostalgia.Essere completamente forestiere della vita lo fa soffrire.Il suo vero errore è stato quello di rifiutare la libertà totale,il suo legame con l’identità personale è inscindibile.Non è ancora capace di elevarsi alla condizione di filosofo estraniato dalla realtà sociale.Ritorna nella vecchia trappola della prima identità,ed assume l’atteggiamento di osservatore distaccato dell’assurda commedia dell’esistere,e vive in pace,riprendendo il posto nella biblioteca.Solo un successivo eroe procederà oltre,sino a rinunciare totalmente al nome,sprofondando gioiosamente nel fluire della vita,senza cristallizzarsi più in nessuna forma.L’eroe,deve ancora fare riferimento al suo nome,ne è un esempio quando al termine del romanzo accosta il segno meno,la particella fu,al suo nome:indica la negazione dell’identità,ma senza soluzioni alternative.E’ infatti un eroe che ha toccato solo il vertice della consapevolezza,è un eroe provvisorio.

I Vecchi e i giovani: E’ un romanzo storico che affronta il tema del confronto generazionale fra i padri del risorgimento ed i figli che hanno tradito le loro tradizioni,diventando pragmatici ed affaristi.Si declina attraverso la storia dei laurentano.Nonostante l’impianto del romanzo storico,la storia si polverizza,grazie alla compresenza del taglio umoristico e dell’elemento caricaturale.Non c’è punto di vista univoco del narratore,ciò provoca straniamento e nonsenso.Si conclude con l’uccisione del personaggio più tragico e comico,capitan sciaralla,che aveva dedicato la vita per italia(ucciso dai piemontesi:paradosso).Il quadro storico si dissolve e la storia non si conclude.

I Quaderni di Serafino Gubbio Operatore: il romanzo è costituito dal diario del protagonista,operatore cinematografico che non fa che girare la manovella per riprendere la scena:è ridotto al silenzio,tutta la sua vita è limitata a questo,ossia vedere gli altri vivere.è un anti eroe perché non compie nessun azione se non il guardare,è un inetto non inserito nel meccanismo della vita;ha capito il gioco:scopre che nella società della mercificazione dell’arte e della violenza della macchina non c’è posto per il sentimento,si riduce infatti al silenzio di cosa,diventando un essere insensibile.Critica alla mercificazione,visibile in un industria culturale come il cinema,che fissa la vita in convenzioni;repulsione per la macchina che fissa in un fotogramma della pellicola il fluire della vita;imprigiona immagine dell’uomo e la riproduce.
Evoluzione:Gli anni 15 sono gli anni del teatro;esprime giudizi nuovi sul cinema,che diventa opportunità eccezionale,non più alienazione,ma offre immagine e suoni in movimento,non cinematografia ,ma cinemelografia.Espressione svincolata dalla forme,l’attore è un ‘immagine rubata.ARTE LIBERA DALLA FORMA.(Solo film muto,che permete di associare immagini e musica)

Uno, nessuno e centomila:1925 Anno del metateatro e desione al fascismo,espressione di quella forza anarchica che cercava;poi cambia idea e lo giudica violenza di una maschera,prende le distanze.Il protagonista è vitangelo moscarda,ed il tema che apre il romanzo è il disagio del proprio corpo,figlio di un usuraio vive felicmente fin quando non si riconosce più e vede che il suo naso gli pende a destra.tutto il romanzo è un monologo interiore.Entre in crisi,perché non sa più cosa sia la sua identità,nessuno lo vede in modo uguale,ma ha centomila facce,quindi nessuna faccia.Moscarda vuole distruggere tutte le forme che gli vengono imposte,in primo luogo quella dell’usuraio,senza però la pretesa di costruirsene altre alternative.Ha preso coscienza di non essere nessuno per sé,e di esistere solo per gli altri.Cominciano così le sue pazzie,rinuncia ad essere tutto ciò che è stato,e sceglie di non essere più nessuno.Viene ricoverato nell’ospizio per matti che lui stesso aveva fondato,spogliandosi di ogni suo avere.Si immerge totalmente nella fita,in ogni albero,nuvola vento,in una totale estraniazioe dalla prigionia delle forme.Opera aperta,che non conclude.Vitalismo mistico,fluire della vita universale.

Teatro:Nei colloqui coi personaggi del 16,si rappresenta la stanza dell’autore,alla cui porta è affissato un cartello:a causa di forze maggiori l’udienza è sospesa.” Il figlio stefano è infatti andato in guerra e Pirandello sente più che mai il peso dell’esistenza,in cui l’uomo ed il poeta sono inutili.sente infatti il bisogno di una vita che sia pratica ed utile→ arriva al teatro,con l’inento di distruggere.Porta sulla scena personaggi immateriali,elementali,che una volta fissati cessano di vivere e diventano forma.rifiuta di dare vita ai suoi personaggi.Grazie al teatro entra dentro all’azione che gli è negata nella vita vera,ed erode l’arte più formale e borghese,mettendo in discussione l’arte e l’uomo. Periodo siciliano:commedie recepite come di impianto verista,ma in realtà portano sulla scena il grottesco,che fa ridere ma lascia dentro inquietudine profonda.E’ una farsa che porta in scena personaggi strampalati che indossano una maschera e appaiono come matti.Nel grottesco parodia e caricatura non sono sovrapposti,il riso è tragico e la commedia fa piangere,sulla scena vediamo l’assurdo della condizione umana.Periodo grottesco:così è se vi pare,del 17:il signor ponza relega la moglie,lontana dalla suocera,signora frola ,in quanto la crede pazza.a sua volta la signora frola afferma che è pazzo il genero,in quanto quella donna è sua figlia,che in realtà era morta in un terremoto.C’è un processo sulla scena,ed alla fine compare sulla scena una donna muta e velata,la moglie,allegoria della verità che dev’esser svelata.Dice:io sono colei che mi si crede e per me,nessuna”.una volta tolto il velo,sotto non c’è nulla:critica all’idea comune di identità.La fase del grottesco si trasforma in metateatro:trilogia Sei personaggi,ciascuno a suo modo,questa sera si recita a soggetto.

Sei personaggi in cerca d'autore:impossibilità di comunicare,ognuno di noi ha visione soggettiva sconosciuta;rapporto verità-finzione;rifiuto dell’autore che non dà vita ai personaggi,disperati in quanto hanno bisogno di vivere;nessuno racconta la storia;non è solo una storia,punti di vista non coincidono;critica agli attori del tempo,chiusi nei loro schemi stereotipati,traditori;rappresentazione scenica è un tradimento,è quanto aveva teorizzato nel saggio dell’8:illustratori,attori e traduttori.

Fase dei miti teatrali:una volta smascherata la finzione,si torna al flusso vitale bergsoniano,ritrovando libera espressione.

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