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Cosi è se vi pare

Cosi è se vi pare è un’opera di Luigi Pirandello. Ci troviamo in una cittadina, arriva un uomo della prefettura, arriva con una giovane donna (sua moglie) e con una donna anziana, nel popolo si scatena subito la curiosità per capire quale era il tipo di rapporto che lega i tre nuovi arrivati. L’arrivo del signor Ponza (nome dell’impiegato) è un fenomeno di cui sparlare, così costui si presenta alle donne del paese e spiega ciò che volevano sapere. Ponza, con fatica, racconta la sua storia, dicendo: “Mi sono sposato con una donna, però sfortuna vuole che mia moglie sia morta, questo fatto scosse molto mia suocera, a tal punto da impazzire. Io mi sono risposato, ma non me la sono sentito si abbandonare al suo destino mia suocera, così con l’accordo della mia seconda moglie l’abbiamo accettata, però mia suocera, non avendo mai accettato la morte di sua figlia, tratta la mia seconda moglie come se fosse sua figlia, e quest’ultima sta al gioco”.

Dopo la presentazione del signor Ponza anche sua suocera, la signora Frola, si presenta alle signore del paese dicendo: “Per caso è venuto il signor Ponza a parlare di me? Vi ha detto per caso che sono matta, che mia figlia è morta, che si è risposato e che la sua seconda moglie mi tratta come sua madre?”, a queste domande le signore stupite rispondono di si, di si, e la signora Frola continua a parlare, affermando di non badare alle parole di Ponza perché lui è pazzo. Detto ciò, Frola inizia a raccontare la sua versione dei fatti: “Il signor Ponza vuole talmente tanto bene a mia figlia che ad un certo punto mette in pericolo la sua salute, così si separarono però lui non ha mai accettato la separazione e si è messo in testa che mia figlia è morta e si risposa, con tanto di celebrazione; io e mia figlia lo assecondiamo e stiamo al suo gioco”.
Uno dei due è sicuramente pazzo, ma non si capisce chi dei due perché entrambi raccontano storie logiche, non sono storie assolutamente inverosimili; altro elemento importante è che tutti e due parlano con estremo amore dell’altro, non dicono che è pazzo con disprezzo, ma con amore, come se provassero compassione l’uno per l’altro.
Tutti sono sconvolti; la vicenda ha un valore simbolico, serve per sottolineare l’impossibilità dell’uomo di riconoscere la realtà. Chi potrebbe chiarire tutto è la seconda moglie; è il capo del signor Ponza ad obbligare la seconda moglie, del signor Ponza, a presentarsi alle signore del paese per chiarire la situazione. Lei si presenta con il volto celato, con un cappellino che gli permette di non esser vista in faccia perché rappresenta la verità, la realtà. Lei inizia a presentarsi dicendo: “Sono la figlia della signora Frola e la seconda moglie del signor Ponza”.
Dà una risposta duplice che non ci fa capire la realtà dei fatti come è realmente. Questo brano ci vuole far capire che è vero ciò che è falso, chi è sano e chi è pazzo.

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