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Luigi Pirandello

Autore molto eclettico, è l’innovatore del teatro.
Tematiche della “poetica” pirandelliana:
- Contrasto tra realtà e apparenza.
- Relatività delle vicende umane: non esiste una verità assoluta, ma ne esistono tante quanti sono coloro che credono di possederla (influsso di Einstein).
- La realtà è un continuo divenire, con sempre nuove forme di essere.
- Conseguenza del divenire è la percezione di casualità e imprevedibilità.
- Percezione della tragicità e dell’assurdità della condizione umana.
- Importanza che assume nella società la catalogazione.
- Incomunicabilità dell’uomo, che non è mai in grado di capire fino in fondo gli altri e neanche se stesso.
- Tema di fondo: poliedrico sfaccettarsi della realtà.

Importante è l’umorismo pirandelliano:

- 1908: saggio “L’umorismo”. Il ridicolo è la percezione del contrario, l’umorismo la sensazione del contrario. Per esempio, una donna non accetta la sua vecchiaia, quindi si trucca pesantemente: ridicolo -> umorismo (ci si rende conto della tragicità della situazione).

Le novelle sono raccolte in “Novelle per un anno”: alcune hanno un impianto ancora verista, altre una dimensione surreale, altre ancora una mescolanza dei due elementi. In quasi tutte c’è il procedimento dell’umorismo: all’inizio del racconto i personaggi si trovano in una situazione di normalità, che ad un certo punto entra in crisi per un motivo del tutto casuale che scatena la coscienza più o meno forte della propria condizione di isolamento o alienazione.

Romanzi

- 1901: “L’esclusa” = verte attorno al fatto-ombra, è la storia di una donna che viene cacciata di casa dal marito perché considerata ingiustamente adultera. Il marito la rivuole con sé, ma questa volta ella ha veramente un amante e il marito non se ne accorge. Ancora verista, comincia ad affermarsi lo smantellamento univoco della realtà.
- 1904: “Il fu Mattia Pascal” = è un continuo giocare tra quello che è e quello che appare -> svolta umoristica di Pirandello, che ha in cuore il ruolo vincolante delle convenzioni.
- “I vecchi e i giovani” = romanzo generazionale giocato sul conflitto tra i vecchi che hanno vissuto il Risorgimento e i giovani che hanno visto il fallimento dei valori risorgimentali.
- “Uno, nessuno, centomila” = il tema di fondo è l’estraneità dell’uomo nei confronti della società.

Spesso si ripresenta lo schema: quotidianità -> motivo casuale -> crisi.
- “I quaderni di Serafino Gubbio operatore” = romanzo di taglio diaristico.

Tema del teatro


Le forme più diffuse di teatro erano quelle del teatro borghese di ispirazione francese che verteva attorno ad una triade amorosa (lui – lei – l’altro). Il teatro di D’Annunzio è un po’ più impegnato, ma incentrato su tematiche difficili (violenza, lussuria…).
Il teatro di Pirandello è raccolto in “Maschere nude” = i personaggi rappresentati sono umani che vestono una maschera di cui Pirandello vuole mettere a nudo quello che c’è dietro: un’umanità molto dolorante.
Giacomo De Benedetti afferma che Pirandello fa una critica di tipo psicanalitico.
Adriano Tilgher, invece, studia la filosofia che c’è dietro a questo teatro e conia il temine “pirandellismo”.

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