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E’ un progetto, incompiuto, dell’autore che si è proteso durante tutta la sua vita. Le novelle infatti dovevano essere una per ogni giorno dell’anno ma non le concluse, arrivando così a 241 novelle.
Le novelle sono tutte slegate fra di loro e comprendono argomenti vastissimi.
Costituiscono un serbatoio per ispirazione teatrale, molte diventano atto unico, alcune fanno da premessa alle commedie, altre ancora si trasformano in commedia.
Ogni novella è incentrata su un personaggio solo e hanno un ambientazione verista.

“Ciaula scopre la luna” è una di queste, nella quale ritroviamo la stessa atmosfera di Rosso Malpelo di Verga. Ciaula è un caruso (ragazzini che fanno i lavori più umili, come i lavori in miniera), orfano, l’anello più debole della catena della vita. Ciaula insieme ad altri ragazzi vengono maltrattati secondo la legge del più forte, ma, siccome non avevano vissuto altra vita, non erano nemmeno consapevoli di ciò che stavano subendo. In una notte di lavoro Ciaula viene sorpreso dall’immagine della luna.

“Il treno ha fischiato”: rappresenta l’ambiente tipico della piccola borghesia di Pirandello.
Il protagonista, riesce, a malapena col suo stipendio a mantenere la sua famiglia (residui del verismo) e conduce pertanto una vita difficile. L’uomo, mentre è al lavoro sente il fischio di un treno e sente il bisogno di ribellarsi alla sua vita, così si sfoga con il suo capufficio tramite un vaniloquio e viene ritenuto pazzo.
Il tema della pazzia è molto caro a Pirandello.

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