Ominide 4553 punti

Il fu Mattia Pascal

In quest’opera è presente il relativismo gnoseologico in senso orizzontale, che descrive i rapporti dell’individuo con la società. Nell’opera è rimarcato il contrasto tra maschera e volto, essere e apparire, dicotomie ricorrenti nelle opere pirandelliane.
Dopo un litigio con la moglie, Mattia Pascal, il protagonista dell’opera, si reca in Francia, dove vince un’enorme somma di denaro. Intenzionato a tornare, egli legge sul giornale la notizia della propria morte e così, tentato dalla possibilità di iniziare una nuova vita, si reca a Roma, dove adotta il nome di Adriano Meis, liberandosi della forma precedente. Egli vorrebbe sposarsi ma, non disponendo di un documento d’identità, non ne ha la possibilità. Mattia Pascal comprende così che la vecchia forma, di cui si era sbarazzato, era ciò che lo rendeva libero. Egli tenta così di riappropriarsi della vecchia forma, ma non ci riesce, poiché la moglie ha sposato un altro uomo e l’impiego che occupava non è più disponibile. Perduti la famiglia e il lavoro, egli si reca nel luogo in cui si trova la sua presunta tomba e, a chiunque gli chieda informazioni sulla sua identità, risponde: «Io sono il fu Mattia Pascal».
Attraverso il romanzo, Pirandello descrive la reazione dell’uomo di fronte alla constatazione che nessuna nuova forma può liberare l’individuo, il quale rimane sempre vincolato a una forma che gli viene imposta dalla società.
Hai bisogno di aiuto in Luigi Pirandello?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email