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Confronto tra Pirandello e Cervantes

Miguel de Cervantes e Luigi Pirandello sono due autori appartenenti a contesti socio-culturali differenti ma grande attenzione hanno entrambi riservato al concetto di ironia e ambiguità all'interno della loro produzione. Entrambi vivono un periodo di crisi e criticano aspramente il presente a loro contemporaneo : Cervantes partecipa al crollo degli ideali dell'amore cavalleresco, Pirandello è immerso nel tormento dell'uomo del novecento. In Pirandello l'ambiguità viene realizzata tramite la commistione tra realtà oggettiva e soggettiva, Cervantes invece adotta repentini cambi di prospettiva per ribaltare il punto di vista della sua opera. In tutti e due gli autori gli eventi ambigui generano comicità a causa dell'avvertimento del contrario che trasforma l'ironia in umorismo grottesco, rimescolamento della prospettiva per cui non c'è farsa senza tragedia e tragedia che non possa essere farsa. I due autori attribuiscono grande importanza all'espediente narrativo dello sdoppiamento dei personaggi ma con delle differenze : per Pirandello serve a sottolineare il suo relativismo conoscitivo e filosofico, per Cervantes serve a esprimere disprezzo nei confronti del presente. La figura di Don Chisciotte della Mancia, protagonista del medesimo romanzo, anticipa fortemente il rapporto tra realtà oggettiva e soggettiva di Pirandello grazie ad alcuni episodi come quando il cavaliere toglie la catinella di rame a un barbiere che scambia erroneamente per l'elmo di Mambrino. Ciò che definitivamente accomuna i due autori è la realtà sdoppiata, multiforme e caleidoscopica, tratto distintivo del barocco prima e necessità urgente nella cultura del novecento.
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