Concetti Chiave
- Gerolamo nacque a Stridone e ricevette una formazione classica che influenzò profondamente la sua opera letteraria e traduttiva.
- La sua attività di traduzione della Bibbia, commissionata da papa Damaso, portò alla creazione della Vulgata, versione ufficiale della Chiesa cattolica.
- La produzione letteraria di Gerolamo è vasta e include opere di polemica dottrinale, esegetica, e biografie di scrittori cristiani.
- La vita di Gerolamo fu caratterizzata da viaggi in Grecia e Oriente, dove approfondì lo studio delle Sacre Scritture e della lingua ebraica.
- Il suo stile di scrittura mescola riferimenti classici e biblici, con un uso variegato del linguaggio, dai termini colti a espressioni più colloquiali.
Indice
Qual è l'infanzia e la formazione di Gerolamo?
Gerolamo nacque a Stridone in Dalmazia intorno al 347. Di famiglia agiata studiò a Roma presso il grammatico Elio Donato che gli infuse la passione per la cultura classica.
Viaggi e traduzioni bibliche
Terminati gli studi compì numerosi viaggi in Grecia e in Oriente dove alternò esperienze ascetiche ed eremitiche allo studio delle Sacre Scritture e della lingua ebraica. Nel 382 tornò in Italia a Roma e papa Damaso gli commissionò una nuova traduzione latina della Bibbia. Pochi anni dopo lasciò Roma raggiungendo Betlemme dove fondò due monasteri e dove concluse la sua vita.
Produzione letteraria e epistolario
La sua produzione letteraria è molto vasta e tocca svariati ambiti: vi sono scritti di polemica dottrinale, esegetica e morale e di agiografia (Vita Pauli, Vita Hilaronis, Vita Malchi), scritti a imitazione della celebre biografia di Antonio composta dal greco Atanasio.
Maggiore interesse suscitano le lettere dell’epistolario, ricco di informazioni che ci aiutano a comprendere la sua complessa personalità, come pure le opere di tipo storico-manualistico.
È però l’attività di traduttore della Bibbia che ha definito Gerolamo Padre della Chiesa.
L’Epistolario comprende 154 lettere tra loro assai diverse, raccolte ed organizzate pensando a una loro pubblicazione. Da tutte traspare un forte coinvolgimento personale ed emotivo dell’autore sia che parli di dispute teologiche o di questioni etiche, sia che polemizzi contro gli eccessi del clero, sia che commemori alcuni defunti o che esprima l‘angoscia per il sacco di Roma del 410.
D’altronde Roma e la cultura classica in generale sono parte integrante della personalità di Gerolamo
L’amore eccessivo per la cultura pagana provoca in lui anche qualche momento di crisi come quando immagina che Dio lo rimproveri di essere “ciceroniano, non cristiano” . Si tratta però più di enfatiche manifestazioni della sua inquietudine che di affermazioni ponderate e razionali.
La ricerca erudita di Gerolamo produsse anche scritti di natura manualistica, che avevano la finalità di proporre informazioni storiche e letterarie ai cristiani colti. Tradusse ad esempio a seconda parte del Chronicon di Eusebio di Cesarea, un compendio di storia universale corredato di tavole cronologiche.
Scrisse anche un De viris illustribus, il cui titolo romanda all’omonima opera di Svetonio, in cui tratta 135 biografie di scrittori cristiani, da Paolo a se stesso.
Contributo alla traduzione della Bibbia
L’incarico affidatogli da papa Damaso di curare una nuova traduzione latina della Bibbia lo impegnò per larga parte della vita. Gerolamo durante il suo soggiorno romano si occupò del Nuovo Testamento del quale confrontò le traduzioni latine esistenti con l’originale greco, dando origine a una versione dei Vangeli più limpida, finalmente priva di volgarismi e grecismi. Si accostò subito ai Salmi ma è nel successivo soggiorno in Palestina che egli affrontò la complessa traduzione dell’Antico Testamento.
La constatazione della pluralità delle versioni esistenti lo portò a considerare l’originale ebraico il vero punto di partenza del suo lavoro. In realtà anche la traduzione di Gerolamo non raggiunge una completa omogeneità poiché in qualche parte abbiamo una forte aderenza alla lettera mentre altrove sono presenti traduzioni ad sensum, in qualche caso davvero molto libere.
Lentamente la traduzione geronimiana si affermò fino ad essere definita nel IX secolo Vulgata (diffusa e popolare) e a diventare quella ufficiale della Chiesa cattolica.
Stile e controversie esegetiche
Gerolamo fu anche autore di opere di esegesi biblica nella quale non raggiunse però esiti particolarmente innovativi. In qualche modo connessa a questioni esegetiche è però la celebre controversia origeniana: l’oggetto di tale disputa erano le accuse di eresia contro l’esegesi allegorizzante del grande intellettuale greco Origene.
Lo stile di Gerolamo è impreziosito da riferimenti scritturali, citazioni o allusioni classiche; vi sono poi vere e proprie imitazioni dell’amato Cicerone ma anche di Seneca.
Negli scritti polemici la lingua giunge a comprendere termini volgari e scurrili ma solitamente mescola forme dotte e altre colloquiali, grecismi ed ebraismi.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della traduzione della Bibbia realizzata da Gerolamo?
- Quali esperienze formative ha avuto Gerolamo durante la sua giovinezza?
- In che modo l'epistolario di Gerolamo contribuisce alla comprensione della sua personalità?
- Quali sono le caratteristiche dello stile di scrittura di Gerolamo?
- Quali controversie esegetiche ha affrontato Gerolamo nella sua carriera?
La traduzione latina della Bibbia commissionata da papa Damaso ha definito Gerolamo come Padre della Chiesa, portando alla creazione della Vulgata, che divenne l'edizione ufficiale della Chiesa cattolica nel IX secolo.
Gerolamo, nato a Stridone, studiò a Roma con Elio Donato e viaggiò in Grecia e Oriente, dove alternò esperienze ascetiche allo studio delle Sacre Scritture e della lingua ebraica.
L'epistolario di Gerolamo, composto da 154 lettere, rivela il suo forte coinvolgimento emotivo in dispute teologiche e questioni etiche, mostrando la complessità della sua personalità e le sue preoccupazioni, come il sacco di Roma del 410.
Lo stile di Gerolamo è caratterizzato da riferimenti scritturali e citazioni classiche, mescolando linguaggio dotto e colloquiale, con l'uso di termini volgari nei suoi scritti polemici.
Gerolamo si è confrontato con la controversia origeniana, che riguardava le accuse di eresia contro l'esegesi allegorizzante di Origene, senza raggiungere esiti particolarmente innovativi nella sua esegesi biblica.