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Rustico di Filippo – Oi dolce mio marito Aldobrandino


Oi dolce mio marito Aldobrandino,
rimanda ormai il farso suo a Pilletto,
ch’egli è tanto cortese fante e fino
che creder non déi ciò che te n’è detto.

E no star tra la gente a capo chino,
ché non se’ bozza, e fòtine disdetto;
ma sì come amorevole vicino
con noi venne a dormir nel nostro letto.

Rimanda il farso ormai, più no il tenere,
ch’e’ mai non ci verrà oltre tua voglia,
poi che n’ha conosciuto il tuo volere.

Nel nostro letto già mai non si spoglia.
Tu non dovéi gridare, anzi tacere:
ch’a me non fece cosa ond’io mi doglia.

Parafrasi


Oh Aldobrandino, dolce mio marito,
restituisci pure il farsetto a Pilletto;
è un giovane tanto educato e perfetto amante
che non devi credere a ciò che è stato detto di lui.

E non te ne stare in mezzo alla gente con la testa bassa [per la vergogna]
perché non sei cornuto e te ne faccio smentita [te lo dimostro];
egli, come un vicino di casa pieno di premure,
venne a dormire con noi nel nostro letto.

Ormai, rimanda indietro il tuo farsetto, non lo tenere più,
poiché [Pilletto] non verrà più [nel nostro letto] contro il tuo desiderio,
dal momento che egli ha conosciuto la tua volontà.

Nel nostro letto non si spoglierà mai più!
Tu non devi adirarti [gridare per l’ira], anzi devi tacere,
perché a me non fece alcuna cosa di cui mi debba lamentare.


Commento


Il sonetto è un esempio tipico di descrizione di una questione amorosa nella lirica di tipo realistico-giocoso che ha caratterizzato la Toscana nel XIII e XIV secolo.
Non è il poeta che parla, bensì la donna infedele che si rivolge al marito cornuto, Aldobrandino per convincerlo che le dicerie sulla sua infedeltà sono false.
Il sonetto ha un notevole effetto comico, ottenuto tramite un discorso molto disinvolto e persuasivo che ci fa pensare ad una novella del Boccaccio. Il giovanotto intraprendente ha avuto un rapporto sessuale con la donna ed ha dimenticato il farsetto, un indumento che di solito non si toglie quando si fa visita a qualcuno e la cui presenza costituisce una prova dell’accaduto.
Il linguaggio ha un significato letterale ed allusivo. Il primo è rivolto al marito affinché si tranquillizzi e non dia retta alle dicerie che corrono. Il secondo, costruito sui doppi sensi, è rivolto al pubblico il quale, col progredire della lettura del sonetto, capisce bene come sono andate le cose. Infatti, il lettore arriva a convincersi che il fatto è successo nel letto della coppia, e che il giovanotto è molto esperto nell’arte amatoria (altro che amorevole vicino), e con ironia, apprendiamo che egli pensava che Aldobrandino non avesse nulla in contrario.
La frase finale pronunciata dalla donna ”a me non fece cosa ond’io mi doglia” è particolarmente realistica ed ironica perché il giovanotto non ha arrecato nulla alla donna di cui essa si possa lamentare, il che significa che ciò che il giovanotto ha fatto ha sempre avuto il consenso della donna e le ha creato piacere.
Lo stile comico ed umoristico deriva dall’uso di termini concreti tratti dalla vita quotidiani: farso, bozza, amorevole, vicino, letto, spoglia e dallo’uso ironico di termini tradizionali che ci riportano alla letteratura cortese come fino, cortese fante
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