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Guido Guinizzelli


La poesia/canzone che inizia con il verso “Al cor gentile rempaira sempre amore…” fu l’incipit dello Stilnovo. È stata scritta nel 1265 in volgare toscano. Anche prima della poesia di Guinizzelli in Italia si scrivevano già poesie, in lingua francese (d’oil). Il tema fondamentale è il binomio amore-cuore nobile; soltanto in un cuore nobile può albergare l’amore. Guido Guinizzelli parla ancora di amore laico (terreno), ma sempre irrealizzato. Parla di una donna terrena, ma che ha l’apparenza di un angelo. L’autore prese come esempio la lirica francese.
Guido Guinizzelli era un giurista bolognese, non nobile di nascita; prende la sua nobiltà dal fatto che è poeta. Successivamente lo Stinovo si trasferirà da Bologna a Firenze. Lo Stilnovo inizialmente era una tecnica stilistica paragonabile al trobar lieu, ma la differenza sta nel fatto che non era sublime. Le strofe della canzone si chiamano stanze. Nelle canzoni medievali, alla fine, vi era una strofa/stanza di congedo.

Parafrasi della poesia


La natura ha creato amore e cuore gentile insieme; appena ci fu il sole immediatamente ci fu luce, e non c’è stato prima il sole; e l’amore prende luogo nella nobiltà nella stessa maniera in cui il calore prende posto nel fuoco. Il fuoco d’amore si accende nel cuore nobile come la virtù nella pietra preziosa, e dalle stelle non discendono nelle pietre preziose le virtù prima che il sole non le ingentilisca. Dopo che il sole, con la sua forza, ha tirato fuori dalle pietre preziose ciò che non è nobile, la stella dà loro valore. Così il cuore, che dalla natura è eletto, è puro e nobile, la donna come una stella lo fa innamorare. L’amore, per tale ragione, sta nel cuore gentile come il fuoco sta su un candelabro. Il fuoco splende luminoso e non conosce tanto modo, tanto è fiero; così un cuore di natura malevola incontra l’amore come il fuoco caldo si spegne con l’acqua. L’amore sta nel cuore nobile come sua dimora naturale esattamente come il diamante sta nel minerale del ferro. Il sole colpisce il fango tutto il giorno, ma il fango rimane fango e il sole rimane caldo: l’uomo superbo dice di essere uomo nobile, ma io paragono il superbo al fango e il cuore gentile al sole; l’uomo non deve credere che la nobiltà/gentilezza sia priva di coraggio quando uno è aristocratico; ma il cuore gentile non ha virtù, come l’acqua è trasparente, ma il cielo n_____. Nella penultima strofa l’autore sostiene che la donna sia come un angelo per volere di Dio. O donna, creatura del cielo Dio quando sarà davanti a me e mi dirà che presunzione ho avuto; soltanto a me sono lecite le lodi e alla Madonna, regina del Paradiso; io potrò rispondergli che aveva sembianze di un angelo del Paradiso e che non fu sbagliato se l’amai.
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