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Lapo Gianni - Le mura di Firenze inargentate


Testo


Amor, eo chero mia donna in domíno
l’Arno balsamo fino,
le mura di Firenze inargentate
le rughe di cristallo lastricate,
fortezze alte, merlate,
mio fedel fosse ciaschedun latino;
il mondo ‘n pace, securo il cammino;
non mi noccia vicino;
e l’a’re temperata verno e state;
e mille donne e donzelle adornate,
sempre d’amor pressate,
meco cantasser la sera e ‘lmattino;
e giardin fruttuosi di gran giro,
con grande uccellagione,
pien di condotti d’acqua e cacciagione;
bel mi trovasse come fu Assalonne;
Sansone pareggiassi e Salomone;
servaggi de barone;
sonar vïole, chitarre, canzone;
poscia dover entrar nel cielo empireo.

Giovane sana allegra e secura,
fosse mia vita fin che ‘l mondo dura.

Commento


Con la fantasia, il poeta si costruisce tutto un mondo ideale, fatto di gentilezze e di splendori, dove immagina di trasferirsi insieme alla donna amata. Per le immagine e l’atmosfera creata, più che collegarsi al dolce Stilnovo, la lirica si riallaccia ad un motivo meno aulico, ma che appare continuamente nella lirica del Duecento e del Trecento.
Il poeta inizia rivolgendosi all’Amore per chiedergli, innanzitutto, di possedere la sua donna; aggiunge che il suo desiderio è che l’Arno trasporti un balsamo sopraffino, al posto della consueta acqua, che le mura di Firenze abbiano un aspetta argentato, che le strade siano lastricate di cristallo, che la città sia circondata da mura alte e merlate, che ogni italiano possa essere suo suddito, che tutto il mondo sia in pace e che le strade siano sicure, che il vicino non gli causi alcun danno, ed il clima temperato sia in inverno che in estate, che ci siano mille donne e fanciulle tutte adornate, sempre incalzate dall’Amore che cantino con me mattino e sera; e vorrebbe avere dei vastissimi giardini ricchi di frutta, ricchi di uccelli, pieni di ruscelli e di cacciagione; vorrebbe essere bello quanto Assalonne (figlio di David), con la forza di Sansone e la saggezza di Salomone; chiede di poter disporre di tanta servitù quanta ne può avere un barone, poter suonare ogni strumento musicale per accompagnare il canto di canzoni, quindi dover entrare nell’Empireo (sede di Dio, degli angeli e delle anime beate).
Infine desidera che, fino a quando esisterà il mondo (cioè fino al momento del giudizio universale), la sua vita sia allegra, sempre sana e sicura e di non dover mai conoscere la vecchiaia.
Nel complesso, bisogna sottolineare che il poeta trae i suoi colori dalla terra e non dal cielo, come del resto l’amore da lui cantato è ben lontano dalla contemplazione religiosa. Per questo, la sua poesia (sono giunte a noi solo 16 liriche) presenza toni ed atteggiamenti molto terreni che ci fanno pensare ad una concreta storia d’amore
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