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Il Contrasto di Cielo D’Alcamo


Il contrasto è un genere letterario nella forma del mimo giullaresco, cantato o rappresentato, nel XIII secolo, nelle pubbliche piazze. È incentrato su un dialogo con battute serrate tra due personaggi, che conferisce al genere un carattere popolareggiante.
Il Contrasto di Cielo D’Alcamo è imperniato su un dialogo, che si svolge in Sicilia, fatto di botta e risposta, tra un uomo che chiede amore ad una donna che però inizialmente non lo corrisponde. Ma, alle lusinghe dell’uomo, la dama infine cede, dietro promessa di matrimonio. È una parodia dell’amor cortese, realizzata attraverso il rovesciamento dell’omaggio del cavagliere alla dama in una seduzione condotta con modi più sbrigativi e sensuali.
Riassunto dell’opera: Il corteggiatore esordisce paragonando la donna ad una rosa che schiude i suoi petali a maggio, desiderata da donne, fanciulle e spose. La prega di liberarlo da quel sentimento che gli tormenta l’animo. Ma lei gli ribatte che non deve avere alcuna speranza di conquistarla, anzi è più facile che riesca ad accumulare tutta la ricchezza che c’è nel mondo. Piuttosto che stare con lui, la donna si dichiara disposta a tagliarsi i capelli e, addirittura, a farsi suora. Ma l’uomo non si perde d’animo e torna alla carica: se lei si taglierà i capelli e si farà suora, lui morirà. Per tutta risposta, l’ostinata ragazza gli consiglia di andarsene prima che suo padre ed i suoi parenti possano vederlo. Allora l’uomo mostra tutto il suo “coraggio”: se i parenti della fanciulla dovessero prendersela con lui, egli si appellerebbe alla legge. Il dialogo prosegue tra proposte e dinieghi, millanterie da una parte e dall’altra, battute di spirito. Alla fine la donna cede alle insistenti preghiere del suo interlocutore e gli propone di chiederla in sposa ai genitori: se questi acconsentiranno, ella sarà pronta a sposarlo.
Per quanto riguarda la struttura metrica, il Contrasto è formato da trentadue strofe di cinque versi ciascuna: i primi tre versi sono dodecasillabi, col primo emistichio sdrucciolo, i restanti due sono endecasillabi. In ogni strofa la rima è AAABB.
Il linguaggio del Contrasto appare una mescolanza di modi aulici e popolari. Il dialogo, cadenzato sullo schema delle battute a botta e risposta, è rapido e vivace, a volte galante, a volte anche volgare.
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