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Anonimo: Chi vol lo mondo desprezzare (Laudario di Cortona)


Testo


Chi vol lo mondo desprezzare
sempre la morte dea pensare.
La morte è fera e dura e forte,
rompe mura e spezza porte:
ella è sì comune sorte,
che verun ne pò campare.
Ogne gente con tremore
vive sempre con gran terrore,
emperciò che son securi
di passar per questo mare.
Papa collo 'mperadori,
cardinali e gran signori,
iusti e santi e peccatori
fa la morte raguagliare.
La morte viene com' furone,
spoglia l'omo come ladrone;
satolli e freschi fa degiuni
e la pelle remutare.
Non receve donamente,
le recchezze ha per nïente,
amici non val né parenti
quando viene al separare.
Contra liei non val fortezza,
sapïenza né bellezza,
turre e palazzi né grandezza,
tutte le fa abandonare.

Parafrasi


Colui che vuole disprezzare il mondo
dovrebbe pensare sempre alla morte.
La morte è crudele e indomabile.

Distrugge le mura e sfonda le porte:
essa costituisce talmente una sorte comune a tutti
che nessuno può scampare.

Ognuno, tremando
vive sempre con gran terrore,
per il fatto che sono certi
che questo “passaggio” è inevitabile

Papa con gli imperatori,
cardinali e grandi signori
giusti e santi e peccatori,
la morte mette tutti sullo stesso piano.

La morte arriva come un ladrone,
spoglia l’uomo come un ladro;
rende magri coloro che sono sazi
e fa cambiare loro la pelle.

La morte non può essere corrotta con doni
le ricchezze non servono a nulla
non servono a nulla le raccomandazioni di amici o di parenti
quando l’ora della separazione arriva.

Contro di lei non vale nulla la forza,
e nemmeno la sapienza o la bellezza,
torri, palazzi e nemmeno la grandezza
tutte queste cose ci fa abbandonare.

All’uomo ricco ed agiato,
all’usuraio che è mal nato [per l’attività che svolge],
questa riflessione è amara
per colui che non intende correggersi.

Per i giusti è un gran sollievo,
quando subito arriva la morte:
sotto terra rimane il corpo putrefatto,
l’anima si ricongiunge a Dio.

Peccatori, riprendete la rettavia,
abbandonate i vostri peccati,
meditate sulla morte,
affinché non vi sorprenda mentre vi state dando alla pazza gioia (= pentitevi)

Commento


Lo schema metrico è quello della ballata mista, composta da ottonari e novenari (versi di otto o di nove piedi). Vi troviamo rime siciliane (terròre/securi) e un’assonanza in –r al v. 33.
Il componimento tratta il tema dell’inesorabile potenza della morte che rende tutti uguali e contro la quale non possono nulla le ricchezze e tutti i possedimenti terreni. Di solito, le laudi avevano la forma di una litania, ma in seguito, come in questo caso, si ricorre alla canzone, che invece era riservata ai contenuti licenziosi. Tale modifica viene fatta per scopi polemici nei confronti di componimenti con tendenza oscena e volgare.
Nella produzione medioevale il tema della morte era molto frequente e di essa venivano messi in risalto alcuni aspetti piuttosto che altri. In questo compimento quello che importa all’autore è sottolineare l’inesorabilità della morte che rende tutti uguali , mentre l’annientamento fisico è solo accennato brevemente.
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