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Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri è nato a Siena verso il 1260 da famiglia nobile. Dalla giovinezza ebbe a che fare con la giustizia; la sua vita è caratterizzata dalla presenza del vizio e frequentazione di compagnie più maldestre della città natale. Partecipò, al fianco dei fiorentini, contro Arezzo nel 1288, dove è probabile che conobbe Dante Alighieri.
Cecco Angiolieri viene considerato un uomo frivolo, spensierato e disordinato. Ebbe come ideale di vita tre cose: la donna, il gioco e la taverna; tuttavia ci ha lasciato un ricco Canzoniere (raccolta di sonetti) dal quale risale il suo romanticismo di vita nell’amore per Becchina (diminutivo di Rebecca). Per lei scrive versi nei quali trionfa l’amore materiale. Nelle sue rime è frequente il motivo dell’odio dei suoi genitori e traspare la sua ribellione a tutto ciò che gli è di ostacolo al soddisfacimento delle sua passioni. La poesia quindi, rappresenta per il poeta uno sfogo, l’unica capace di colmare la sua ribellione. Cecco Angiolieri si inserisce all’interno della poesia comico-realista, che si è sviluppata in Toscana intorno al 1260. Le tematiche principali sono la vita e l’amore, in prospettiva meno spirituale rispetto al dolce stilnovo.

Tra i sonetti più conosciuti possiamo ricordare:
- S'I fosse foco, arderei 'l mondo;
- I' ho sì gran paura di fallare;
- E sono sì altamente innamorato.

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