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Il tradimento di Gano ne la Chanson de Roland

La chanson de Roland – Il tradimento di Gano


Parafrasi


I
Il re Carlo, nostro grande imperatore,
è rimasto per sette anni in Spagna:
ha conquistato le montagne fino alla costa.
Non esistono castelli che gli abbiano resistito;
non c’è rimasto, né muro, né fortezza da espugnare,
al di fuori di Saragozza, costruita su di una montagna.
Il re Marsilio, che non ama Dio, la occupa,
Egli serve Maometto ed invoca Apollin, il maledetto:
non può impedire che la disgrazia lo raggiunga laggiù.
II
Il re Marsilio si trova a Saragozza
Si è recato in un giardino, all’ombra degli alberi.
Si siede su di una scalinata di marmo blu;
intorno a lui, più di ventimila uomini.
Chiama i suoi duchi e i suoi conti:
“Sappiate, signori che la disgrazia ci sopraffa
“L’imperatore Carlo della dolce Francia
“È venuto a confonderci in questo paese
“Non ho esercito che possa combatterlo.
“E non ho soldati in grado di uccidere i suoi.
”Consigliatemi come se foste i miei saggi,
“difendetemi dalla morte e dalla vergogna!”
Non c’è nessun infedele che proferisca parola,
eccetto Blancardino del Castello di Valfonda.
III
Blancardin era una degli infedeli più saggi;
per il suo valore, era un buon cavaliere,
era un uomo pieno di saggezza ed esperienza per assistere il suo signore;
disse al re: “Non vi turbate!
“Mandate a Carlo Magno, orgoglioso e fiero,
“l’assicurazione di fedeli servizi e grande amicizia.
“Gli regalerete degli orsi, dei leoni, dei cani,
“settecento cammelli e mille sparvieri già allevati,
“quattrocento muli carichi d’oro e di argento,
“cinquanta carri dei quali farà un convoglio militare:
“potrà tranquillamente pagare i suoi soldati.
“ha combattuto già a lungo su questa terra:
“è l’ora che se ne ritorni in Francia, a Aix-la-Chapelle.
“Voi lo seguirete alla festa di San Michele,
“abbraccerete la religione cristiana
“sarete il suo vassallo con onore e ricchezze.
“Se vuole degli ostaggi, mandategliene,
“dieci o venti, affinché abbia fiducia in voi.
“Inviamo i figli delle nostre spose:
“io gli invierò il mio, con il rischio che sia ucciso
“è meglio che essi siano uccisi,
“ piuttosto che noi perdiamo il nostro onore e la nostra dignità,
“ e che siamo ridotti a chiedere l’elemosina!”
IV
Blancardin dice: “Ve lo giuro sulla mia mano destra,
“e sulla barba fluttuante sul mio petto.
Vedrete ben presto la disfatta dell’esercito dei Franchi,
“i Franchi se ne ritorneranno in Francia, la loro terra.
“Quando ciascuno sarà rientrato nella propria terra,
e quando Charles sarà rientrato a Aix-la-Chapelle,
“si terrà una grande per il 29 settembre, San Michele
“Verrà il giorno, il termine passerà,
“di noi non sentirà né le parole, né avrà più notizie
“Il re è pieno di orgoglio e il suo cuore è crudele:
“farà decapitare nostri ostaggi.
“E’ meglio che essi perdano la loro testa
“piuttosto che noi perdiamo la luminosa e bella Spagna
“e che noi subiamo tutti i mali e le sofferenze!”
Gli infedeli dicono: “Potrebbe succedere così!”
V
Terminato il consiglio,
Il re Marsilio chiamò Clarin de Balangue,
Estamarin e Eudropin, dello stesso lignaggio
e Priamon e Guarlan dalla folta barba,
e Machiner e suo zio Maheu,
ert Jouner et Malbien d’Oltremarer,
et Blancandrin, per illustrare la questione.
Fra i più coraggiosi, ne chiama dieci:
“Signori baroni, andrete da Carlo Magno.
“sta assediando la fortezza di Cordres.
“Porterete in mano dei rami di olivo:
“in segno di pace ed umiltà.
“Se con la vostra abilità, riuscirete a trovare per me un accordo
“vi darò oro ed argento in quantità,
“terre e feudi quanti ne vorrete.”
Gli infedeli risposero:”Con ciò saremo soddisfatti!”
VI
Il re Marsilio aveva tenuto il suo consiglio.
Dice ai suoi uomini: “Signori, partite;
“porterete in mano dei rami di olivo,
“da parte mia, chiederete a Carlo Magno
“di avere pietà di me in nome del suo Dio.
“prima della fine di questo mese
Lo seguirò con mille miei fedeli;
mi convertirò alla religione cristiana,
sarò il suo servitore pieno di amore e di fede.
“Se reclama degli ostaggi, ne avrà senza dubbio.”
Blancandrin: “Riuscirete a concludere un eccellente accordo.”
VII
Marsilio fece portare sei mule bianche
che gli aveva mandato il re di Sautillla,
I freni sono d’oro, le selle sono incrostate di argento.
Coloro che stavano per portare il messaggio, erano a cavallo;
nelle loro mani, portano dei rami di olivo.
Giunsero da Carlo Magno, che governa la Francia:
egli non poteva rendersi conto che lo ingannavano in qualche modo.
VIII
L’imperatore è contento e allegro:
ha preso Cordres di cui ha distrutto le mura,
con le sue catapulte ha abbattuto le torri;
i suoi cavalieri ne hanno ricavato un notevole bottino
d’oro, d’argento e attrezzature di valore.
Nella fortezza, non c’è più alcun infedele
In vita o di religione musulmana.
L’imperatore si trova in un grande giardino,
insieme a Orlando e Oliviero,
con il duca di Sanson e Anseis il fiero,
e con Goffredo d’Anjou, il gonfaloniere del re.
C’erano anche Gérin e Gérier;
e nel luogo dove si trovavano c’erano anche molti altri cavalieri;
quindicimila della dolce Francia.
I cavalieri sono seduti su bianche stoffe di seta;
per divertirsi, i più saggi e i più anziani
giocano a tavola reale o a scacchi,
e i vivaci giovani praticano lo scherma.
Sotto un pino, vicino ad una rosa canina,
hanno montano un trono, fatto tutto di oro puro:
qui si è seduto il re che governa la dolce Francia.
Porta la barba bianca e il capi fiorito;
il suo corpo è bello e il suo atteggiamento è fiero:
se qualcuno lo cerca, non occorre indicarlo.
E i messaggero scesero da cavallo
lo salutarono da amici e come si deve.
IX
Blancardin ha preso la parola per primo,
e dice al re: “Che Dio vi salvi,
“il Glorioso che dobbiamo adorare!
“Ecco ciò che vi invia il re Marsilio, il valoroso:
“Egli ha cercato la religione della salvezza.
Vuole darvi molte sue ricchezze,
orsi e leoni e cani da caccia tenuti al guinzaglio,
“settecento cammelli e mille astori che hanno appena fatto la muta,
“quattro cento muli carichi d’oro e d’argento,
“cinquanta carri di cui voi farete un convoglio;
“ci saranno tante monete d’oro fine
“ che voi potrete pagare tranquillamente i soldati che avete assoldato
“Siete rimasto abbastanza tempo in questo paese;
“è l’ora che voi ritorniate in Francia, a Aix.
“E’ a Aix, che il mio padrone vi seguirà, come esso dice.”
L’imperatore tende la mano verso Dio.
China la testa e inizia à meditare.
X
L’imperatore tiene la testa inclinata.
Per parlare, non si è mai lasciato prendere dalla fretta:
ha l’abitudine di parlare a volontà.
Quando si alza, ha il viso dall’aspetto fiero;
dice agli ambasciatori: “ Avete parlato molto bene
“Il re Marsilio è il mio grande nemici:
“in quali condizioni mi potrò fidare
“delle parole che mi avete detto?
-Vuole che vi fidiate prendendo degli ostaggi, dice il Saraceno
“ ne avrete dieci, quindici o venti.
“Pur rischiando la vita, vi aggiungerò un mio figlio,
“e penso che ne avrete altri ancora più nobili.
“Quando sarete nel palazzo padronale,
in occasione della grande festa di San Michele del Periglio,
“il mio padrone vi seguirà, ve lo promette.
“nei vostri bagni, che Dio fece per voi,
“egli vorrà farsi cristiano.”
Carlo risponde : “E’ ancora in tempo per salvarsi l’anima”
XI
Il pomeriggio era bello e il sole luminoso.
Carlo ordine di mettere i muli nella stalla
Nel grande giardino, il re fa montare una tenda,
ed ordina che vi siano alloggiati i dieci ambasciatori;
dodici servitori hanno fornito loro tutto il necessario.
Ci restano tutta la notte fino al sorgere del giorno seguente.
L’imperatore si è alzato la mattina presto,
Ha ascoltato la messa e il suono delle campane.
Il re se ne è andato un pino,
Chiama i suoi baroni per tenere un consiglio:
In ogni cosa, vuole procedere con l’aiuto dei grandi Francia.
XII
L’imperatore va a sedersi sotto un pino,
convoca i suoi baroni per tenere un consiglio,
il duca Ogier e l’arcivescovo Turpin,
Riccardo il Vecchio e suo nipote Henri,
e il prode conte di Guascogna, Acelin,
Thibaud da Reims e Milon, suo cugino,
e furono presenti anche Gérier e Gérin;
con loro arrivò il conte Orlando,
e Oliviero, il prode e il nobile;
fra i Franchi di Francia, ce ne furono più di mille;
Giunse anche Gano, autore del tradimento.
Allora inizia il consiglio che fini male.
XIII
Signori Baroni, dice l’imperatore Carlo,
il re Marsilio mi ha inviato i suoi ambasciatori.
Mi vuole regalare una grande quantità dei suoi averi,
orsi e leoni e cani da tenere al guinzaglio,
settecento cammelli e mille astori già mutati
“quattrocento muli arabi carichi d’oro,
“ed oltre a ciò, più di cinquanta carri.
“ma mi chiede di ritornare in Francia:
“verrà con me a Aix, nel mio palazzo,
“a quel punto riceverà la nostra legge, quella più santa;
“si farà cristiano, io gli darò le sue Marche;
“ma non conosco quali siano le sue reali intenzioni.”
I Francese dicono: “E’ bene fare attenzione.”
XIV
L’imperatore aveva terminato il suo discorso.
Il conte Orlando, che non è d’accordo,
si alza in piedi ed esprime il suo parere contrario.
Dice al re: “Guai a credere alle parole di Marsilio!
“Sono già sette anni compiuto che siamo venuti in Spagna;
“Ho conquistato per voi Pamplona et Commibles,
“Ho preso Valtierra e Piña,
“E Balaguer, e Tudèle e Siviglia :
“Qui, il re Marsilio operò un grande tradimento,
“inviò quindici suoi soldati,
“ognuno portava un ramo di olivo;
“sono le stesse parole che essi pronunciarono in quell’occasione.
“Voi chiedeste consiglio ai vostri baroni,
“che vi dettero un parere con molta leggerezza;
“Inviaste al re pagano (Marsilio) due vostri conti,
“uno era Basan e l’altro Basilio;
“egli li uccise in mezzo alle montagne, sotto Haltille.
“Continuate a fare la guerra come l’avete iniziata,
“conducete a Saragozza tutto il vostro esercito,
“assediate la città per tutta la vostra vita,
vendicate coloro che il traditore fece uccidere.”
XV
L’imperatore tiene la testa china,
si liscia la barba, si sistema i baffi,
non risponde a suo nipote, né positivamente, né negativamente.
I Baroni tacciono, all’infuori di Gano.
Si alza in piedi, viene davanti a Carlo,
con un atteggiamento molto fiero, comincia il suo intervento
e dice al re: “Guai se voi date retta ad un imbroglione,
“io o un altro, se non nel vostro interesse.
“Quando il re Marsilio vi dice
“Con le mani giunte, che diventerà il vostro servitore
“e che sarà padrone di tutta la Spagna perché voi gliela avete data,
“poi si convertirà alla religione che noi pratichiamo,
“a colui che vi consiglia di rifiutare questo accordo,
“non importa, sire, che morte noi potremmo morire,
“non ascoltiamo i pazzi, diamo retta ai saggi.”
XVI
Dopo questo, è arrivato Naimes.
A corte non esisteva un migliore vassallo.
Dice al re: “Avete ben udito:
“ecco ciò che il conte Gano vi ha risposto;
“in quello che ha detto c’è della saggezza a condizione che sia ascoltato.
“il re Marsilio è stato vinto in guerra:
gli avete tolto tutti i suoi castelli;
con le vostre macchine da guerra, avete distrutto le sue mura,
bruciato le sue città e vinto i suoi uomini.
“Quando vi fa sapere di essere a vostra disposizione,
“si commetterebbe un peccato se si continuasse a fargli guerra
“Dato che egli dà come garanzia degli ostaggi,
“questa grande guerra non deve durare più a lungo.”
I Francesi dicono: “Il duca ha parlato bene.”
XVII
“Signori baroni, chi invieremo laggiù,
“a Saragozza, dal re Marsilio?”
Il duca Naimes risponde: “Ci andrò io, con il vostro permesso.
“Datemi subito il guanto e il bastone.”
Il re risponde: “Voi siete un uomo pieno di saggezza;
per questa barba e per i miei baffi,
non andrete ora così lontano da me.
“Andate a sedervi, perché nessuno chiede di voi.”
XVIII
“Signori baroni, chi potremo inviare
“dal Saraceno che sta occupando Saragozza?”
Rolando risponde: “Posso benissimo andarci io!
-Voi non ci andrete di certo, dice il conte Oliviero.
“il vostro carattere è molto aspro e orgoglioso
“temo che potreste arrivare ad azzuffarvi
“Se il re vuole, ci potrei andare io.”
Il re risponde: “Tacete entrambi!
“Né voi, né lui ci andrete.
« Per questa barba che vedete essere tutta bianca,
“guai se fosse designato uno dei dodici Pari!”
I Francesi tacciono, eccoli ammutoliti.
XIX
Turpin de Reims si è alzato dai ranghi
e disse al re: “Lasciate stare i vostri Franchi!
“Siete rimasto per sette anni in questo paese:
“hanno sopportato molte pene e avuto molte sofferenze.
“Sire, datemi il guanto e il bastone
“e andrò dal Saraceno di Spagna,
“Così andrò a vedere che aspetto a.”
L’imperatore risponde adirato:
2Sedetevi su questo tappeto bianco!
“Non ne parlate più se non ve lo ordino!”
XX
“Nobili cavalieri, disse l’imperatore Carlo,
“indicatemi un barone delle mie terre
“affinché possa portare il mio messaggio a Marsilio.
”Orlando disse:”Sarà Gano, il mio patrigno.”
I Francesi dicono: “E’ un uomo capace di ricoprire l’incarico.
“Se voi lo scartate, non ce ne saranno altri di più saggi da inviare.”
E il conte Gano fu soffocato dalla proposta.
Si strappa dal collo le sue grandi pellicce di martora,
resta vestito della sua tunica di seta.
Aveva il colore degli occhi alterato e il viso fiero.
Il corpo ben modellato e il petto largo;
è così bello che tutti i suoi pari lo ammirano.
Disse a Orlando: “Sei un pazzo, perché ti fai prendere dalla rabbia?
“ Si sa che sono il tuo patrigno
“ e nonostante questo ha proposto che sia io ad andare da Marsilio.
“ Se dio permette che io possa ritornare sano e salvo da laggiù
“ ti muoverò una lotta così grande
“che durerà fintanto che vivrai.”
Orlando risponde: “Sto udendo propositi intrisi di orgoglio e di follia.,
“Si sa bene che non mi importa nulla delle minacce.
“Ma è un uomo sensato che deve portare il messaggio:
“ se il re vuole, sono pronto a farlo al vostro posto!”
XXI
Gano risponde: “Non andrai al mio posto!
“Tu non sei il mio vassallo ed io non sono il tuo signore.
“Carlo chiede che io ricopra questo incarico:
“Andrò a Saragozza, da Marsilio.
“Ma farò uno scherzo qualche giorno prima
“che io lenisca la grande contrarietà in cui mi trovo
Quando Orlando sente queste parole, si mette a ridere.
XXII
Vedendo che Orlando se ne ride,
Gano prova tanto dolore che per poco non scoppia di collera.
Ci manca poco che non perda i sensi.
Dice al conte: “Non vi amo per niente;
“Mi avete coinvolto in una ingiusta decisione.
“O giusto imperatore, eccomi qui:
“Io voglio adempiere il vostro ordine.”
XIII
“So bene che devo recarmi a Saragozza.
“Colui che si reca si reca, non può tornarne.
“Al di sopra di tutto, ho per moglie vostra sorella,
“Ho un figlio, che più belle non ce n’è,
“E’ Baldovino, dice, che diventerà un prode..
“E’ a lui che lascio in eredità le mie terre e i miei feudi.
“Prendetelo sotto la vostra protezione: “Non lo vedrò più.”
Carlo risponde: “Il vostro cuore è troppo tenero,
“poiché ve lo ordino, bisogna che voi andiate.”
XIV
Il re dice: “Gano, avvicinatevi;
“prendete il bastone e il guanto.
“L’avete udito: i Franchi hanno scelto voi.
-Sire, dice Gano, è Orlando che ha macchinato tutto!
“Non l’amerò per tutta la mia vita,
“E nemmeno Oliviero, perché il suo amico.
“I dodici Pari, perché essi lo amano tanto,
“qui, io li sfido, sire, davanti ai vostri occhi.”
Il re dice: “Provate troppo risentimento.
“Di certo ora partirete, poiché velo ordino.
-Posso andare, ma non avrò nessuno che mi protegga;
“né Basile, né suo fratello Basan ebbero qualcuno che li proteggesse.”
XXV
L’imperatore gli porge il guanto destro;
ma il conte non avrebbe voluto essere lì:
quando stava per prenderlo, gli cadde a terra.
I Francesi dicono: “Dio, che cosa significa?
“Da questa ambasceria ne deriverà una grande perdita.
-Signori, dice Gano, avrete notizie (= non è finita qui)
XXVI
“Sire, dice Gano, permettete che me ne vada.
“Poiché devo andare, non ho più di indugiare.”
Il re dice: “(Andate) In nome di Gesù e in nome mio!”
Con la mano destra, l’ha assolto e benedetto.
Poi gli consegnò il bastono e la lettera.
XVII
Il conte Gano si reca nella sua tenda.
Inizia a pararsi con le migliori
Vesti che può trovare:
Ai suoi piedi ha fissato degli speroni d’oro;
Sistema su fianco Murgleis, la sua spada;
E’ salito su Tachebrun, il suo destriero;
suo zio Guinemer, gli teneva la staffa.
Qui avreste visto piangere tanti cavalieri,
che gli dicevano tutti: “Quanta sventura, barone!
“siete rimasto a lungo alla corte del re,
“eravate considerato un nobile vassallo.
“Colui che vi segnalò come ambasciatore
Non avrà protezione, e nemmeno sarà difeso da Carlo Magno.
“Il conte Orlando non avrebbe dovuto pensare a questo
“perché discendete da una famiglia di alto lignaggio.”
Poi, dicono: “Sire, portateci con voi!”
Gano risponde: “Che non dispiaccia a Dio!
“E’ meglio che muoia soltanto io, piuttosto che tanti valenti cavalieri.
“Andrete, signori, nella dolce Francia:
“da parte mia, salutate mia moglie,
“e Pinabel, mio amico e mio pari,
“e Baldovino, mio figlio, che voi conoscete;
“aiutatelo e consideratelo il vostro signore.”
Si mette in viaggio, si è incamminato verso Saragozza.
XXVIII
Gano sta cavalcando sotto un oliveto, con piante di olivo molto alte,
si è unito agli ambasciatori saraceni;
ma ecco Blancardin che si sofferma a parlare con lui;
stanno conversando con una grande astuzia.
Blancardin dice: “Carlo è un uomo meraviglioso,
“lui che conquistò la Puglia e la Calabria intera!
“attraversò il mare salato per arrivare in Inghilterra
“e per vantaggio di S. Pietro ne guadagnò il tributo:
“che cosa vuole da noi, qui, sulla nostra terra?”
Gano risponde: “Il suo animo è così’.
“Non ci sarà mai un uomo che valga quanto lui.”
XXIX
Disse Blancardino: “I Franchi sono uomini molto nobili!
“ questi duchi e questi conti fanno del male al loro signore,
dandogli un consiglio simile:
“tormentano ed opprimono, lui ed altri .”
Gano risponde: Veramente, non conosco nessuno che si comporti così,
eccetto Orlando. Che un giorno ne pagherà le conseguenze.
“Ieri mattina, l’imperatore era seduto all’ombra;
“arrivò suo nipote, vestito dell’usbergo,
“e aveva racimolato del bottino dalle parti di Carcassonne;
“in mano teneva una mela vermiglia:
“Prendete, bel sire, disse Orlando a suo zio,
“vi do in regalo le corone di tutti i re!
Il suo orgoglio dovrebbe essere la causa della sua perdita,
“perché ogni giorno si espone alla morte.
“Se vi è qualcuno che lo uccida, solo allora avremo una pace totale.
XXX
Blancardin dice: “Orlando è proprio odioso,
“perché lui vuole assoggettare tutte le genti
“ e rivendicare per sè il possesso di tutte le terre!
“Grazie all’aiuto di chi pensa di compiere tali imprese?
“Gano risponde: “Conta sull’aiuto dei Franchi
“Lo amano talmente che lo sosterranno sempre.
“Offre loro, come regalo, tanto oro e tanto argento,
“muli, destrieri, stoffe di seta e vesti e tappeti!
“Lo stesso imperatore ottiene da lui tutto quello che desidera;
“Gli conquisterà tutte le terre da qui fino in Oriente.”
XXXI
Gano e Blancandrin cavalcarono tanto a lungo
Che si fecero una reciproca promessa
di fare in modo che Orlando fosse ucciso.
Cavalcarono tanto per vie e sentieri
che a Saragozza scendono da cavallo e si sistemano sotto un albero di tasso..
All’ombra di un pino c’era un trono
ricoperto di un tessuto di seta di Alessandria:
Là era seduto il re che governava tutta la Spagna;
intorno a lui, ventimila Saraceni;
Non c’è nessuno che proferisca una sola parola
per le notizie che vorrebbe udire.
Ed ecco allora Gano e Blancandrin.
XXXII
Blancandrin si presentò davanti Marsilio;
teneva per mano il conte Gano,
e disse al re: “: Salve da parte di Maometto e Satana
di cui noi osserviamo le sante leggi!
“Abbiamo trasmesso il vostro messaggio a Carlo.
“Egli alzò al cielo entrambe le mani,
“rese grazie al suo Dio senza dare altra risposta.
“Egli ci invia un nobile barone qui presente,
“che è francese e un uomo molto potente:
“da lui, udirete se avrete o no la pace.”
Marsilio risponde: “Parli pure, lo ascoltiamo!”
XXXIII
Ma il conte Gano aveva ben riflettuto su come comportarsi.
Con grande abilità, comincia a parlare,
come un uomo che sa bene come fare.
E dice al re: “Che Dio vi salvi
“Dio il Glorioso che tutti noi dobbiamo adorare!
“ Carlo Magno il prode, vi fa sapere
“ che voi riceviate la santa religione cristiana;
“ vi vuole dare come feudo la metà della Spagna.
“ Se non volete accettare questo accordo,
“ sarete catturato e incatenato con la forza;
“ sarete condotto a Aix-la-Chapelle
“ e qui, previo giudizio, sarete condannato a morte:
“ a Aix morirete nella vergogna e in modo vile.”
Il re Marsilio si spaventò molto, nell’udire queste parole.
Teneva un giavellotto che era guarnito di penne d’oro;
Lo voleva colpire, e l’avrebbe fatto se non fosse stato impedito.
XXXIV
Il re Marsilio ha cambiato di colore;
ha agitato l’asta del suo giavellotto.
Quando Gano lo vide, afferrò la spada,
la tirò fuori dal fodero per una lunghezza di due dita,
e le ha detto: “Siete molto bella e luminosa!
“Vi ho portata molto a lungo alla corte reale!
“Mai l’imperatore di Francia potrà dire
“che sono morto da solo in terra straniera
“prima che i migliori non vi abbiano acquistata ad un caro prezzo!”
Gli infedeli dicono: “Impediamo la mischia!”
XXXV
I migliori Saraceni hanno talmente pregato Marsilio
che egli si è seduto sul suo trono.
L’algalife disse: “Ci avete fatto un cattivo servizio
“quando avete cercato di colpire il Francese,
“Avreste dovuto ascoltarlo e intenderlo.
“-Sire, disse Gano, devo sopportare tutto questo.
“Non lascerei per tutto l’oro che Dio fece,
né per tutta la ricchezza esistente in questo paese,
“di dirgli, se ne ho la possibilità,
ciò che Carlo Magno, il re potente, gli fa sapere:
glielo fa sapere tramite me come al suo mortale nemico.
Portava un mantello di zibellino
che era ricoperto di una seta di Alessandria.
Lo getta a terra ; Blancandrin lo raccoglie,
ma non vuole disfarsi della sua spada:
la tiene con la mano destra impugnandola per il pomello d’oro.
Gli infedeli dicono: “Ecco un nobile barone!”
XXXVI
Gano si è avvicinato al re;
gli ha detto:” Avete torto ad adirarvi,
“perché Carlo, che governa la Francia,
“vi invita ad accettare la religione cristiana;
“vi darà come feudo la metà della Spagna.
“Orlando, suo nipote, avrà in feudo l’altra metà:
“la dovrete condividere con una persona molto orgogliosa!
“ Se non volete accettare questa proposta,
“verrà ad assediare Saragozza;
“sarete catturato e incatenato con la forza;
“sarete condotto direttamente a Aix,
“Non avrete né palafreno, né destriero,
“né mulo, né mula da poter cavalcare;
“sarete gettato su di un cattivo animale da soma.
“Laggiù, (a Aix) , dopo essere stato giudicato, sarete decapitato.
“Il nostro imperatore vi manda questa lettera.”
Egli ha messo la lettera nella mano destra dell’infedele.
XXXVII
Marsilio, per l’ira, aveva cambiato colore in viso
Rompe il sigillo, ha gettato a terra la cera,
guarda la lettera, ne vede il contenuto:
“Carlo che domina la Francia,
mi fa sapere che io mi ricordi del suo dolore e della sua ira:
“si tratta di Basan e di suo fratello Basile,
“a cui ho tagliato la testa sulle alture di Haltoie;
“se mi voglio garantire la vita,
“che io gli mandi mio zio l’algalife;
“altrimenti mai avrà benevolenza nei miei confronti.”
Poi suo figlio si rivolse a lui
e dicendogli: “Gano ha detto parole insensate.
“Ne ha fatte tante ma.
“Consegnatemelo, farò giustizia.”i, che non deve vivere più a lungo.”
Quando Gano senti queste parole, afferrò la sua spada;
si appoggia al tronco del pino.
XXXVIII
Il re se n’è andato nel giardino,
ha portato con sé i suoi migliori vassalli,
e anche Blancandrin dal pelo canuto lo seguì,
come Jurfaret, che è suo figlio e suo erede,
e l’Algalife, sduo zio e suo fedele.
Disse Blancandrin: “Chiamate il Francese:
“mi ha dato la sua parola a favore dei nostri interessi.”
Disse il re: “Ebbene, conducetelo qui.”
Gano ha preso Blancandrin per le dita della mano destra,
e Blancandrin lo conduce nel giardino fino al cospetto del re.
Qui discutono in merito all’infame tradimento.
XXXIX
Bel sire Gano, gli dice il re Marsilio,
“Vi ho trattato con un po’ di superficialità,
“quando ho rischiato di colpirvi e vi mostrai una grande ira.
“Ve ne chiedo scusa, offrendovi queste pelli di zibellino,
“l’oro ne vale più di cinquecento libbre:
“prima di domani sera, la ricompensa sarà bella.”
Gano risponde: “Non rifiuto.”
“Se vuole, Dio ve ne darà merito.”
XL
Marsilio dice: “Gano, in verità sappiate
“ che io desidero volervi molto bene.
“ Vi voglio sentire parlare di Carlo Magno.
“ E’molto vecchio, ed ha vissuto molto;
“ à mio parere, ha superato i duecento anni di età.
E’ stato in tanti luoghi,
“Ha ricevuto tanti colpi sul suo scudo,
“ ha ridotto tanti re a mendicare!
“Quando si stancherà di guerreggiare?”
Gano risponde. “Carlo non è quello che voi credete.
“ Non esiste nessun uomo che lo veda e che impari a conoscerlo
“e che non dica che l’imperatore è un prode.
“Davanti a voi non lo saprei lodare
“ affinché in lui ci sia più onore e prodezza.
Il suo valore chi potrebbe illustrarvelo?
“Dio lo ha illuminato di una tanta nobiltà
“che egli preferisce morire piuttosto che venir meno alla sua dignità di barone.”
XLI
Marsilio dice: “Ho motivo di meravigliarmi
“ di Carlo Magno che canuto e vecchio.
“ A mio parere, ha duecento anni e forse di più.
Il suo corpo si è logorato combattendo in tanti luoghi,
ha preso tanti colpi de lancia e di arma da punta,
“ ha ridotto tanti potenti re a mendicare!
“Quando sarà mai esausto di guerreggiare?
-Non si stancherà, disse Gano, fintanto che suo nipote vivrà:
“non esiste sotto la volta celeste un barone come lui.
“ Altrettanto prode è il suo compagno Olivier;
“ i dodici Pari, che Carlo ama tanto,
“ formano la sua avanguardia con mille cavalieri.
“ Carlo è al sicuro, perché non teme nessun uomo.”
XLII
Il Saraceno disse: “ Mi meraviglio
“ a proposito di Carlo Magno che è canuto e bianco!
“ Da quello che so, ha più di duecento anni.
“Ha conquistato tante terre,
“ ha ricevuto tanti colpi di arma da taglio (= spiedo) ben affilata,
“ ha ucciso e vinto sul campo di battaglia tanti re potenti!
“ Quando sarà mai stanco di fare la guerra?
-Fintanto che vivrà Rolando, dice Gano, non si stancherà;
“fino in Oriente non esiste un barone come lui.
Il suo compagno, Olivier, è molto valente;
“ i dodici pari, che Carlo ama tanto,
“ formano l’avanguardia insieme a ventimila Franchi.
“ Carlo è al sicuro, non teme alcun uomo vivente.”
XLIII
“ Bel sire Gano, dice il re Marsilio,
“ dispongo di un tale esercito che non ne vedrete mai uno più bello;
“ posso disporre di quattrocentomila cavalieri.
“ Posso combattere con loro contro Carlo e i Francesi?”
Gano risponde: “Questa volta fate attenzione!
“ Subireste una grande perdita di uomini.
“ Sarebbe una follia, cercate di essere più saggio.
“ Date all’imperatore così tanti beni
“ che ogni Francese se ne dovrà meravigliare.
“ In cambio di venti ostaggi che gli manderete,
“ il re se ne ritornerà nella dolce Francia;
“ lascerà dietro di lui la retroguardia.
“ Suo nipote Orlando ne farà parte, ne sono sicuro,
“ e ci sarà anche Olivier, il prode e cortese.
“ I conti sono morti, se c’è qualcuno che mi vuole credere.
“ Carlo vedrà crollare il suo grande orgoglio;
non avrà più alcun desiderio di dichiararvi guerra.”
XLIV
“ Bel sire Gano, ………………..
“ Come potrò far uccidere Orlandoi?”
Gano risponde: “So come fare.
“ Il re si troverà ai valichi di Cize;
“ Avrà sistemato la sua retroguardia dietro di lui;
“ ci sarà anche suo nipote Orlando, il potente;
“ e Olivier in cui ripone tanta fiducia.
“ Dispongono di ventimila uomini.
“ Inviate loro centomila vostri soldati
“ affinché innanzitutto diano battaglia;
“ l’esercito dei Franchi sarà ferito e mutilato;
“ non lo dico per questo: sarà il martirio dei vostri uomini.
“ Sfidate i Franchi in battaglia una seconda volta:
“ dalla quale Rolando non si tirerà fuori.
“ Allora, avrete concluso un’ impresa di bella cavalleria.
“ Per tutta la vostra vita, non avrete più guerre da combattere.”
XLV
“Potrebbe darsi che Orlando fosse ucciso.
“Carlo perderebbe il braccio destro del suo corpo;
“ allora scomparirebbero i meravigliosi eserciti;
“ mai più Carlo sarebbe in grado di ricostituire forze così imponenti;
“ La terra degli Avi resterebbe tranquilla.”
Sentite queste parole, Marsilio, lo bacia sul collo,
poi comincia a far portare i tesori
XLVI
Marsilio dice: “Perché ne parlerebbero …..?
“ Un accordo non ha valore se ……..
“ Voi mi giurate di tradire Orlando.”
Gano risponde: “Che sia come desiderate!”
Sulle reliquie della sua spada Murgleis,
giura di tradire, e così che viene commesso un atto abominevole.
XLVII
In quel luogo c’era un trono tutto d’avorio.
Marsilio si fa portare davanti un libro:
vi è scritta la legge di Maometto e di Tervagan.
Il Saraceno di Spagna ha giurato che,
se trova Orlando nella retro-guardia,
combatterà con tutto il suo esercito,
e che, se può, senz’altro Orlando vi morirà.
Gano risponde: “Che la vostra volontà possa compiersi.!”
XLVIII
Allora si fece avanti un infedele, Valdabrun.
Costui si presenta al cospetto del re Marsilio.
Ridendo chiaramente, dice a Gano:
“ Prendete la mia spada, nessuno ne possiede una migliore;
“ la sua guardia, vale più di mille impugnature.
“ Ve la do, bel sire, per amicizia,
“ affinché voi ci aiutiate in merito a Orlando, il barone,
affinché noi possiamo trovarlo nella retro-guardia.”
-Sarà fatto, risponde il conte Gano.
Poi si baciarono sul viso e sul mento.
XLIX
Dopo si fece avanti un infedele, Climorin
Ridendo chiaramente, dice a Gano:
“Prendete il mio elmo, non ne ho mai visto uno migliore.
“ Aiutateci contro il marchese Orlando,
“ a trovare il mezzo per da poterlo coprire di vergogna.
-Sarà fatto”, risponde Gano.
Poi si baciarono sulla bocca e sul viso.
L
Allora arrivò la regina Bramimonda:
“ Vi voglio molto bene, sire, disse al conte,
“ perché il mio signore e tutti i suoi uomini vi stimano molto.
“ A vostra moglie invierò in regalo due collane,
“ sono d’oro, con ametisti e giacinti:
“ valgono più di tutte le ricchezze di Roma.
“ Il vostro imperatore non ne ha mai avute di così belle.”
Egli le a prese e le ha messe nel suo stivale.
LI
Il re chiama Mauduit, il suo tesoriere:
“ Il tesoro di Carlo, è pronto?”
E costui risponde: “Sì, sire, tutto a posto per il meglio:
“ settecento cammelli, carichi di oro e di argento,
“ e venti ostaggi, fra i più nobili che esistano sotto la volta celeste.”
LII
Marsilio prese Gano per la spalla,
gli ha detto: “ Sei molto prode e saggio.
“ In nome della legge che voi considerate la più santa di tutte,
“ non ritirate plus da noi il vostro cuore.
“ Vi voglio dare una grande quantità dei miei beni,
“ dieci muli carichi dell’oro più fino proveniente dall’Arabia;
“ non passeranno anni che io non vi faccia lo stesso dono.
“ Prendete le chiavi di questa grande città:
“ presentate al re Carlo tutti le sue ricchezze,
“ poi fate in modo che Orlando sia inviato nella retro-guardia.
“ Se lo posso trovare in qualche porto o valico,
“ io gli darò battaglia fino alla morte.”
Gano risponde: “Mi sto attardando!”
Poi è montato a cavallo e si mette in cammino.
LIII
L’imperatore si sta riavvicinando al suo paese.
E’ venuto alla città di Galne.
Il conte Orlando l’aveva presa e distrutta;
da quel giorno, è rimasta deserta per cento anni.
Le re sta aspettando notizie da Gano,
e il tributo di Spagna, la grande terra.
La mattina dopo, all’alba, non appena si fa giorno,
il conte Gano est arrivato all’accampamento
LIV
L’imperatore si è alzato di buon’ora;
ha assistito alla messa e ascoltato le campane.
stava in piedi sull’erba verde, davanti alla sua tenda.
C’erano Orlando, Olivier il coraggioso,
il duca di Naimes e molti altri.
Giunse Gano, il fellone, lo spergiuro.
Egli comincia a parlare con molta astuzia
e dice al re: “Che Dio vi salvi!
“ Vi porto le chiavi di Saragozza;
“ vi faccio portare da Saragozza un grande tesoro
“ e venti ostaggi, metteteli bene sotto sorveglianza;;
“ il re Marsilio, il nobile, vi fa sapere
“ che non lo dovete biasimare in merito all’ algalife,
“ perché con i miei occhi ho visto quattrocentomila uomini armati,
“ con indosso gli usberghi, molti dei quali con l’elmo allacciato,
“ con la spada dal pomello d’oro incrostato, fissata alla cintola,
“ che l’hanno accompagnato fino al mare:
“ essi fuggono da Marsilio a causa della religione cristiana
“ che essi non vogliono, né ricevere, né conservare.
“ Prima di aver navigato per quattro leghe,
“ si trovarono coinvolti in una tempesta e in un temporale:
“ sono tutti naufragati, voi non ne vedrete più, nemmeno uno.
“ se l’algalife fosse stato in vita, ve lo avrei condotto
“ Per quanto riguarda il re infedele, sire, credete in verità
“ che voi non vedrete trascorrere questo mese
“ che egli non vi segua nel regno di Francia.
“ Accetterà la religione che voi praticate,
“ con le mani giunte, sarà il vostro vassallo;
“ è merito vostro se egli possiede il regno di Spagna.”
Il re dice: “Che Dio sia ringraziato!
“ Avete operato bene e per questo avrete una bella ricompensa.”
Si ordine all’esercito di suonare mille trombe
I Franchi tolgono l’accampamento, caricano le loro bestia da soma,
tutti si avviano verso la dolce Francia
LV
Carlo Magno ha devastato la Spagna,
ha preso i castelli, ha violato le città.
Il re dice di aver terminato la guerra.
L’imperatore sta cavalcando in direzione della dolce Francia.
Il conte Orlando a issato il gonfalone
Sulla sommità di un’altura, l’ha innalzato verso il cielo.
I Franchi montano il loro accampamento in tutto il territorio.
Gli infedeli cavalcano attraverso le larghe valli,
rivestiti dei loro usberghi, e molto bene…..,
con gli elmi allacciati, con le spade fissate in vita,
con gli scudi al collo e le lance pronte.
Si sono fermati in una foresta, in cima alle montagne.
Sono in quattrocentomila ad aspettare che sorga il sole.
Dio! Che dolore che i Francesi non lo sappiano!
LVI
Il giorno se ne va, la notte è calata.
Carlo, il potente imperatore, sta dormendo.
Sognava di trovarsi alle più grandi porte di Cize,
teneva in mano la sua lancia di frassino;
il conte Gano gliel’ha strappata di mano;
agitandola violentemente , l’ha frantumata
a tal punto che le schegge volano in alto, verso il cielo.
Carlo dorme, non si sveglia.
LVII
Dopo questo sogno, ne fece un altro.
Era in Francia, nella sua cappella, a Aix;
Un verro crudele, lo morse al braccio destro;
in direzione delle Ardenne, vide venire un leopardo;
che, ferocemente, attacca la sua persona.
Dal fondo della sala, si fa avanti rapidamente un levriero,
che viene verso Carlo galoppando e saltando;
egli taglia l’orecchio destro al primo, cioè al verro,
e combatte furiosamente il leopardo.
I francesi dicono che si sta combattendo una grande battaglia;
non sanno quale vincerà.
Carlo dorme, non si sveglia
LVIII
La notte trascorre e giunge l’alba chiara,
All’interno dell’esercito ……
L’imperatore cavalca in modo fiero.
“ Signori baroni, dice l’imperatore Carlo,
“guardate i porti e gli stretti passaggi;
“indicatemi colui che comanderà la retroguardia.”
Gano risponde: “Orlando, mio figliastro;
“ non barone altrettanto valente.”
Quando il re sente le sue parole, lo guarda duramente
E gli risponde: “Siete un demonio vivente.
“ Nel vostro corpo è entrata una rabbia mortale.
“ E chi sarà davanti a me, a capo dell’avanguardia?
Gano risponde: “Ogier di Danimarca;
“non avete alcun barone che possa ricoprire questo ruolo meglio di lui.
LIX
Quando il conte Orlando si è visto designare,
ha parlato come deve fare un cavaliere:
“ Sire, patrigno, devo esservi grato
“ per avermi designato al comando della retro-guardia!
“ Carlo, il re che tiene la Francia, non subirà perdite,
“ credo, né palafreniere, né destriero,
“ né mulo, né mula che debba cavalcare
“ Non vi perderà, né cavallo da sella, né bestia da soma
“ che prima non sia stato disputato con la spada.”
Gano dice: “Dite la verità, lo so bene”
LX
Quando Orlando apprende che sarà posto nella retroguardia,
preso dalla collera, dice al suo patrigno:
“ Ah! canaglia, uomo cattivo e di vile origine,
“ hai creduto che il guanto mi sarebbe caduto a terra,
“ come successe a te per il bastone in cospetto di Carlo?”
LXI
O Imperatore giusto, dice Orlando, il barone,
“ datemi l’arco che tenete in mano,
“ Non mi si rimprovererà, che io sappia,
“ che mi cada dalle mani, come successe a Gano
“ per il bastone che gli cadde dalla mano destra, quando lo prese.”
L’imperatore tenne la testa china
Si lisciò la barba e si torse i baffi;
Non può trattenere le lacrime.
LXII
Dopo questo è venuto Naimes;
A corte non esisteva un migliore vassallo di lui.
Disse al re: “L’avete sentito:
“ il conte Orlando è proprio adirato.
“ E’ a lui che è stata affidata la retroguardia:
“ nessun barone potrà cambiare qualcosa.
“ Dategli l’arco che avete già teso,
“ e trovategli qualcuno che possa assisterlo come si deve.”
Il re glielo dà, e Orlando lo prende.
LXIII
L’imperatore chiama il suo nipote Orlando:
“ Bel sire nipote, lo sapete bene
“ vi lascerò in dono la metà del mio esercito.
“ Abbiate cura di questi soldati, è per la vostra salvezza.”
Il conte dice: “Non ne farò nulla.
“ Che Dio mi confonda, se smentisco la tradizione del mio lignaggio!
Terrò ventimila Franchi molto valenti.
“ Attraversate i valichi in piena sicurezza:
“ fino a quando sarò in vita, non avete motivo di temere qualcuno.”
LXIV
Il conte Orlando è salito sul suo destriero.
Verso di lui avanza il suo compagno Olivier.
Anche Gérin viene, e anche il prode conte Gérier,
Si aggiungono Oton e anche Béranger,
poi Astor e Anseïs il Vecchio,
quindi si uniscono Gérard de Roussillon, il Fiero
e il ricco duca Galfier.
L’arcivescovo dice: “ Ci andrò anch’io, per il mio capo!
-Ed io come voi, dice il conte Gautier,
“ sono un uomo fedele a Orlando, non gli devo mancare!”
Essi scelgono fra di loro ventimila cavalieri
LXV
Il conte Orlando chiama Gautier de l’Hum.
“Prendete mille uomini di Francia, la nostra terra,
“occupate le zone deserte e le parti più alte,
“ che l’imperatore non vi perda nemmeno uno dei suoi soldati.”
Gautier risponde: “Per voi è proprio quanto devo far.”
Con mille Francesi di Francia, la loro terra,
Gautier esce dalle file e si reca verso le gole e le alture;
Non ritorneranno, per le peggiori notizie notizie,
prima che settecento spade non siano state sfoderate.
Il re Almaris del regno di Belferne
in questo giorno darà loro una battaglia terribile.
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