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Stilnovo (sintesi)

Un'altra scuola poetica del Duecento fu quella dello Stilnovo. Il primo stilnovista fu Guido Guinnizzelli, un bolognese, fiorito intorno al 1270. In quell'anno, Bologna era sede di una prestigiosa università nella quale si insegnavano diritto e retorica. Dopo Bologna, la nuova poesia dello Stilnovo approdò a Firenze.

Tutti i maggiori poeti stilnovisti furono fiorentini: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Dino Frescobaldi. La definizione di dolce stil novo fu data da Dante in un passo celebre del Purgatorio. In questo passo, Dante evidenzia la differenza che c'era fra quel gruppo di rimatori cortesi e i poeti della generazione successiva, gli stilnovisti.

Dante, quindi, utilizzò questi due aggettivi per descrivere la nuova etica:
nuova perché, rispetto ai siciliani e siculo-toscani, gli stilnovisti non ripetono modi e temi di altri, ma cercano un contatto più personale e più sincero con l'amore e con la propria vita interiore.

dolce perché nelle poesie risalta una forma armoniosa e melodica, escludendo immagini o parole troppo crude.

Gli stilnovisti, inoltre, fecero un passo in avanti per due motivi:
• lo Stilnovo riprendeva immagini e concetti dalla filosofia allora in voga nelle università, la Scolastica. L'amore diveniva una via di conoscenza, un'esperienza fortemente intellettuale.
• alcuni poeti stilnovisti interpretarono l'amore come un'esperienza religiosa.

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