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Scuola toscana


Guittone d’Arezzo rappresenta la scuola toscana, che fiorisce nella seconda metà del 1200. Essa conosce e trae spunto sia dalla scuola siciliana che da quella provenzale: ne estrae alcuni elementi adattandoli però alla realtà della toscana, molto diversa a livello politico e sociale. Nel frattempo la scuola siciliana volge al termine con la morte di Federico II nel 1250 e di suo figlio Manfredi nel 1266. L’asse culturale si sposta quindi in Toscana. Qui però la politica è più vivace, perché ci sono lotte tra comuni e lotte interne ai singoli comuni. La vita politica è intensa, attiva, per esempio a causa degli scontri tra guelfi e ghibellini. Nella Magna Curia invece il potere era centralizzato e non c’era nessun dibattito politico. La scuola toscana inoltre non ha un unico centro, ma molteplici centri culturali: Pisa, Lucca, Arezzo, Siena, Firenze. I registri stilistici sono quindi molto diversi e vari e ci sono più sfumature stilistiche a seconda della città. La scuola toscana è però molto influenzata da quella siciliana, tanto che in alcuni casi si parla di scuola siculo-toscana. Questo avvenne perché uno dei figli di Federico, Ezio o Enzo, sconfitto dai guelfi, era stato tenuto prigioniero a Bologna, dove aveva portato l’influsso della poesia siciliana.
L’ambiente della toscana, segnato dal dibattito e dalla vivacità politica, porta per la prima volta una variazione sui temi della poesia: oltre all’amore si tratta di questioni politiche, morali, civili, religiose. Le tematiche si ampliano, perché la politica è vivace e c’è più libertà di espressione. (la magna curia era sì aperta a stimoli e influenze ma era comunque un ambiente rarefatto e sotto un potere assoluto. Non si trattavano questioni politiche, perché il sovrano era uno solo, né quelle religiose, perché Federico II era laico) Il tema amoroso viene visto in modo nuovo:
es. in un componimento una donna lamenta di dover sposare un uomo scelto da suo padre. C’è una sfumatura d’amore diversa. Chi scrive è ora un cittadino, spesso impegnato in prima persona nei dibattiti politici della città. Questi argomenti sono quindi fondamentali per loro.
Il linguaggio è più teso, più complesso, più articolato anche dal punto di vista logico.

Per quanto riguarda il tema religioso, questo non viene trattato in una prospettiva teologica, ma in relazione a tematiche di tipo etico, al comportamento, alla morale. La religione è un mezzo che insegna a comportarsi in maniera etica e corretta a livello politico e sociale. Non è l’aspirazione ad unirsi a Dio, ma è vista nelle sue ripercussioni sulla politica. È un modo per raggiungere l’ordine e la giustizia sociale. Se gli uomini si comportano correttamente, secondo le regole della religione, ne derivano ordine e giustizia e quindi anche uno Stato ordinato e giusto.

Stile e forme metriche toscane


I toscani introducono delle varianti del sonetto. Inventano poi un’altra forma metrica, la ballata o canzone a ballo. La struttura è quella della canzone ma, come in Provenza, torna la musica. Non sappiamo se ci fosse anche la danza insieme. Dal punto di vista stilistico c’è un polilinguismo, perché non c’è un unico centro culturale, ma ognuno usa la forma dialettale del proprio comune.
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