La lirica cortese in Toscana


Guittone d'Arezzo 1230 – 94

Nel secolo XIII fiorisce in Toscana una lirica molto varia di tendenze e di temi. Alcuni continuano la maniera siciliana; altri come Ciacco dell'Anguillaia riprendono i modi popolareggianti già fioriti presso quella scuola e molti riconoscono come loro maestro Giuttone d'Arezzo.
Francescano moderato, compone liriche d'amore, poesie religiose e componimenti politici. Rimatore siculo – toscano. “Ahi lasso, or'è stagion de doler tanto” (sulla sconfitta dei Guelfi subita a Montaperti).
Bisogna distinguere nell'attività poetica di Guittone due periodi ben distinti. Nel primo di occupò prevalentemente della materia amorosa, introducendo secondo la maniera provenzale riflessioni sulla natura d'amore e sulla sua psicologia, ma le sue liriche sono per la verità povere di poesia e appesantite da oscure espressioni, con la tecnica in uso presso i provenzali del poetare oscuro. Tuttavia i poeti della successiva generazione cercheranno di continuare sulla scia le esperienze che egli aveva iniziato.

Nel secondo periodo della sua vita, caratterizzato da una profonda crisi religiosa, dopo essere entrato nell'ordine religioso dei cavalieri di S. Maria chiamati frati Gaudenti. Guittone abbandonò la poesia d'amore trattando esclusivamente temi di natura religiosa ma anche politica e morale, dove trovò accenti di schietta poesia.

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