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Nella poesia, l'amore occupa senza dubbio un posto ben privilegiato fin dalle sue origini e soprattutto in quella lirica. Sebbene i modi in cui si esprime e si manifesta il sentimento amoroso cambiano a seconda delle epoche e dei contesti culturali a cui appartengono, la poesia d'amore si caratterizza sempre per il fatto di nascere da un sentimento reale rivolto ad un preciso destinatario: la persona amata.

La poesia d'amore dall'antichità al Medioevo


Nella tradizionale poesia d'amore europea esistono alcuni grandi momenti in cui la riflessione ha portato a vere e proprie svolte. Nell'antichità classica l'amore è legato soprattutto al piacere della bellezza e al possesso fisico, alla sessualità e alla sensualità; i poeti antichi hanno espresso molti sentimenti legati all'animo: dal desiderio alla gelosia, dal rimpianto alla gioia, ma l'origine di tutti questi sentimenti è la dimensione fisica. La tradizione antica cede il passo a nuove forme di espressione a partire dalla fine dell'XI secolo, quando nelle corti di Provenza nasce la Poesia dei Trovatori, che propongono il punto di visto dell'amore che ispira le regole di corte e verrà chiamato "Amore cortese", che non sdegna la bellezza e ciò che lo caratterizza è la gentilezza d'animo. Tra la fine del 1200 e del 1300 questa concezione dell'amore viene rielaborata e approfondita in chiave religiosa dai poeti stilnovisti (poeti dello stilnovo) che ne accentuano la spiritualità (trasforma la donna in una figura divina, considerandola un angelo: Donna-Angelo); quindi si può capire come il sentimento diventi più spirituale.
Per questi poeti la bellezza fisica perde la sua importanza e si chiarisce che la gentilezza non ha a che fare con la condizione sociale, ma con l'interiorità.

Grandi poeti di poesia d'amore


Le poesie più importanti rientranti nel genere della poesia d'amore sono quelle di Francesco Petrarca, in cui l'amore cortese e quello stilnovistico passano ad una dimensione più umana e terrena: la donna amata era bella e spirituale e contemporaneamente fonte di ispirazione e insieme di tentazione. In questo genere di poesia l'amore diventa un sentimento contraddittorio e ambiguo, che oscilla tra istinto e ragione, procurando dolore perché non può realizzarsi completamente, e quindi rimane lacerato tra una dimensione profana e una divina.
Questo modello di poesia rimane come esempio fino al 1600. Poi vi è William Shakespeare, che nei suoi versi si confronta molte volte con il canzoniere di Petrarca. L'ultima rivoluzione della concezione dell'amore avviene all'inizio del 1800 con il Romanticismo, in cui veniva esaltata la bellezza; l'amore romantico supera la concezione fra sacro e profano e si presenta come "Amore-passione" fra due persone che si scelgono per attrazione istintiva dando vita ad un "rapporto unico".
Infine sul piano poetico l'età romantica predilige generi diversi da quello amoroso; di questo ne sono interpreti alcuni autori inglesi: John Keats, George Gordon Byron e Elizabeth Barret Browning.
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