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La lirica in Italia

Alle origini della letteratura italiana si diffuse un filone di poesia lirica-tragica, ovvero secondo lo stile alto codificato da Aristotele. Questo filone letterario si sviluppò attraverso tre scuole: la scuola siciliana, la scuola toscana e il Dolce Stil Novo.

La scuola siciliana

La scuola siciliana si sviluppa alla corte di Federico II di Svevia. Con il termine “scuola siciliana” intendiamo tutti quei letterati che operarono nella corte di Federico II, anche se nati in altre parti d’Italia. Federico II era un grande mecenate, infatti era solito invitare a corte molti poeti invitandoli a scrivere. Tra l’altro lo stesso Federico II scriveva e così anche suo figlio. Federico era infatti un uomo molto aperto alla cultura, una cultura laica che s diffuse anche attraverso la costruzione dell’università di Napoli Federico II. Federico II oltre ad essere un grande uomo di cultura, fu anche un grande uomo politico. Fondò uno stato accentrato molto simile agli stati moderni.
In Sicilia arrivarono ben presto i poeti provenzali che, dopo la crociata contro gli albigesi, furono costretti a fuggire via dalla Francia meridionale. Essendo venuti a sapere che in Francia c’era un sovrano generoso e ospitale, si trasferirono lì. Arrivati in Italia meridionale questi poeti trovano una situazione storica, sociale e culturale molto diversa da quella lasciata in Francia. La più grande differenza consiste nel fatto che la società della Francia meridionale era ancora una società feudale. Nel regno di Federico II il feudalesimo non c’è più, ma c’è solo uno stato centralizzato moderno. Quando questi poeti scrivono le loro poesie d’amore e parlano della donna come un feudatario e dell’uomo come un vassallo, ripetono gli schemi che avevano vissuto in Francia e che non appartengono più alla loro vita. Le loro poesie quindi diventano espressione di elaborazione formale e di schemi letterali e non sono più espressione viva e sentita del loro vissuto quotidiano. Ricordiamo tra questi Jacopo De Lentini il quale fu il creatore del sonetto che ebbe tanto successo nella letteratura italiana. Per il resto non ricordiamo tanti nomi di poeti in quanto questi non scrivevano per rappresentare se stessi ma per esprimere la loro appartenenza alla corte di Federico II e per esprimere il loro essere membri di una élite privilegiata.
La scuola siciliana durò finché ci fu il regno di Federico II. Quando quest’ultimo fu sconfitto nella battaglia di Benevento, finì non solo il regno, ma anche la scuola siciliana.
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