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Il dolce stil novo e Dante Alighieri

Il dolce stil novo nasce tra Bologna e Firenze nella seconda metà del 1200. Il fondatore dello stil novo era Guido Guinizelli. Per il poeta la sua esperienza letteraria è rivolta ad un sentimento: l'amore.
I temi fondamentali sono l'esperienza amorosa che caratterizza ogni individuo; la sapienza filosofica per entrare nell'animo umano e capire. Gli stil novisti scrivono in modo semplice, ma raffinato.
Al contrario di Guinizelli, Cavalcanti invece considera l'amore come segno di sofferenza, in particolare l'amore non corrisposto. Uno degli esponenti dello stil novo è Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1205 da una famiglia guelfa. I guelfi sono divisi in guelfi bianchi e guelfi neri. I bianchi sono coloro che stanno vicino al popolo, mentre i neri sono le famiglie ricche, i nobili. Ben presto si appassiona alla poesia. Si innamora giovanissimo di Beatrice che muore all'età di 24 anni. La donna è la sua musa ispiratrice dei versi della Divina Commedia. Con la morte di Beatrice, Dante, attraversa un momento di tristezza, riprendendosi grazie allo studio della filosofia e alla partecipazione alla vita politica.
Dante è eletto priore del comune di Firenze, ma in seguito a violenze, i capi dei guelfi bianchi e i capi dei guelfi neri vengono mandati in esilio. Intanto il Papa Bonifacio VIII invia a Firenze un esercito con a capo Carlo di Valois per la pace, ma in realtà è a favore dei neri che successivamente acquisiscono il potere e Dante viene mandato a Roma, con l'accusa di ribellione verso il Papa e di aver rubato del denaro pubblico. Viene richiamato a Firenze per scusarsi, ma lui rifiuta. Inizia così a scappare in varie corti. Muore a Ravenna nel 1321.

Vita nuova

La Vita Nuova è una serie di racconti scritti da Dante. La vicenda narrata ha inizio con il primo incontro tra Beatrice e Dante, quando entrambi avevano nove anni. Dopo nove anni si rincontrano e Dante ottiene il saluto di Beatrice. Egli, per conservare il segreto dell'amore che prova verso questa donna, dedica alcune opere a delle donne in cui si racconta del suo amore verso queste ultime.
Questo episodio allontana Beatrice da Dante, negandogli persino il saluto. Nonostante ciò, il poeta dichiara il suo amore nei suoi contronti. Non riesce a guardarla negli occhi, rovinando tutto. Intanto Dante, attraverso i suoi incubi, prevede il futuro: prima con la scomparsa del padre di Beatrice e poi con quella della sua amata che muore nel 1290 (un anno dopo). Dopo due anni si innamora di un'altra donna, dalla quale ha tre figli.

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