Indice
Introduzione
L’opera fu composta di getto nel 1480, quando Poliziano si trovata a Mantova per invito del cardinale Francesco Gonzaga che era diventato protettore del poeta.Allorché, trascorsi molti anni, dalla composizione dell’opera, il Poliziano ne consentì la stampa, vi volle premettere una lettera a Carlo Canale, con la quale condannava la sua “favola” come indegna di essere conservata. Si scusava, ricordando che l’aveva composta in fretta, nel tempo di due giorni.
L’Orfeo riprende il mito classico, ispirandosi soprattutto ad Ovidio e alle Georgiche di Virgilio, nel cui IV libro è ampiamente riportata la vicenda.
La vicenda
Il pastore Aristeo, invaghito della ninfa Euridice, la insegue e ne provoca la morte per ché essa, presa dal terrore, non si accorta della presenza di un serpente velenoso. Il morso dell’animale la uccide. Orfeo, sposo di Euridice, si reca nell’Ade per scongiurare Plutone affinché gli sia restituita la sua compagna e il suo canto è talmente dolce e avvincente che il dio degli Inferi si commuove. Euridice viene restituita a Orfeo, a condizione che egli non si giri a guardarla finché non saranno arrivati sulla terra. Ma il patto viene infranto e Euridice, di conseguenza, viene riassorbita nel mondo dei morti. E a nulla valgono i lamenti e le espressioni di dolore di Orfeo. Sulla terra, dove egli maledice il dfato e rifiuta ogni altro amore, le Baccanti, prese d’ira, lo dilaniano.Commento
La favola di Orfeo se da un lato riprende l’argomento e vari aspetti dei poeti classici, dall’altro, risulta essere frammentaria e di un’ingenua semplicità a livello di costruzione, una semplicità che caratterizzava le rappresentazioni sacre del Medioevo. In molti passi, si individua con facilità. Sia l’influsso dei toni e dei motivi popolari, sia il gusto degli umanisti. Infatti, accanto ad un’ode saffica in lingua latina che glorifica il cardinale Francesco Gonzaga, troviamo delle ottave che richiamano i rispetti popolar e perfino degli spunti di stampo comico.[ Il rispetto è una strofa composta da otto versi, le cui rime seguono uno schema fisso. Il nome “rispetto” deriva dal fatto si trattava di una forma di devozione e di ossequio nei confronti della donna amata. Se, invece, il contenuto era di disprezzo o di sdegno, allora si adoperava il termine “dispetto”]. Nonostante ciò, il testo arriva ad avere una sua unità poetica, derivata dal motivo della bellezza, affascinante sì, ma altrettanto fugace e dal motivo del desiderio straziante, ma sempre irraggiungibile. Per il succedersi di passi lirici e dialogati non sempre ben connessi fra di loro, ci danno l’impressione di un’opera frammentaria.Rispetto alle Stanze, l’Orfeo ha un valore poetico senz’altro inferiore. Delle stanze riecheggia i motivi e i versi ma con un tono artistico più smorto, se non banale. Tuttavia, l’opera conserva un valore notevole per la storia letteraria italiana perché rappresenta il sorgere di un tipo di rappresentazione diverso dopo tutto un periodo in cui gli argomenti sacri predominavano. Per la prima volta, l’interesse è, infatti, rivolto verso la mitologia, esalta le figure dell’antichità classica che vengono circondate da un’aureola di bellezza Dal punto di vista metrico, si tratta di ottave a cui si alternano parti in terza rima, ballate e altri generi.