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La genesi dell'opera

Vengono composte a Recanati. Sono 20 testi in prosa di un argomento filosofico, di gusto satirico, scritti in forma di dialogo, ma anche di discorso o narrazione.
In questo periodo Leopardi rivolge uno sguardo critico alle filosofie del suo tempo. In particolare, si propone di svelare la verità sul destino doloroso riservato all’uomo dalla Natura, suggerendo di reagire con un atteggiamento comporto e virile o di ironico distacco.

Le edizioni
Una prima edizione comprende le prime 20 operette, anche se Leopardi ne compose poi altre, diventando 25, ma ne eliminò una.

Le fonti
L’idea delle Operette fu ispirata dalla tradizione della satira greca e latina, di cui Leopardi riprese il sarcasmo e il gusto per il paradosso e l’invenzione fantastica, la varietà dei registri linguistici e formali.
Troviamo anche l’influenza dei letterari del tardo Settecento, tra cui Voltaire.

Temi e personaggi
La varietà tematica
Nelle Operette compaiono tutti i temi più significativi del pensiero leopardiano:
- L’elogio del mondo antico;
- La ricerca della felicità, condannata ad un insuccesso;
- L’insignificanza dell’uomo nell’universo;
- L’impossibilità di soddisfare l’aspirazione al piacere;
- La noia, la morte e la solidarietà.
La molteplice natura dei personaggi
Per comunicare il proprio pensiero, Leopardi si serve di vari personaggi, reali e letterali; cita Tasso, Parini, Copernico e Colombo. Infine, un gruppo di personaggi è composto dalle personificazioni di concetti astratti, quali Natura, Morte e Moda.

Operette
Dialogo di un folletto e di uno gnomo
L’illusione antropocentrica viene messa in luce dalle parole di due creature fantastiche: il folletto e lo gnomo, che osservano l’estinzione dell’uomo, ma la natura prosegue come se nulla fosse accaduto.
Dialogo della Natura e di un islandese (pessimismo cosmico)
Tentando di sfuggire al dolore e alla forza malvagia della natura, un islandese attraversa il mondo intero; quando i due si incontrano, al viaggiatore che chiede spiegazioni alla natura della sofferenza, essa risponde di essere indifferente alla sorte di tutte le creature.
Dialogo di Plotino e di Porfirio
Il filosofo Plotino cerca di convincere l’amico Porfirio ad abbandonare i progetti suicidi: la vita è dolore e noia, ma è compito dell’uomo cercare di rendere sopportabile l’esistenza.

Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere
Un viaggiatore, invitato ad acquistare un calendario, dimostra che il solo piacere possibile è nel futuro: è quello provocato dall’attesa e dalla speranza, dalle illusioni che alleviano la condizione di infelicità.
Dialogo di Tristano e di un amico
Accusato da un amico di essere troppo pessimista, Tristano finge di cambiare opinione; presto ritorna però a polemizzare con la cultura dominante, sostenendo la vanità delle illusione, il valore della verità e l’attesa della morte.

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