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crisi della visione antropocentrica

“E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce”

Gli uomini preferiscono la menzogna (tenebre, progresso) alla verità (luce), cioè la consapevolezza della propria condizione tragica.

Lo sviluppo tematico

Il tema, suggerito dal paesaggio desertico e lavico del Vesuvio, è quello della lotta dell’uomo contro la natura: si trova in un paesaggio di morte, ma la ginestra consola con la sua presenza.

Desolazione e consolazione: Viene inizialmente descritto il paesaggio di rovine delle pendici del Vesuvio, e poi la ginestra, che con il suo profumo dà un segno di vita e si contrappone all’aridità e alla solitudine di quei luoghi. Viene fatta poi una polemica contro chi esalta la condizione umana e la civiltà e il progresso.

Secolo superbo e sciocco: Il poeta si rivolge al secolo presuntuoso e stolto che ha abbandonato il pensiero laico e razionale e ha retrocesso con ciò che chiama ‘progresso’.
La solidarietà fra gli uomini: Nella terza strofa Leopardi definisce la natura dell’uomo magnanimo e nobile: ha il coraggio di riconoscere la verità della propria infelice condizione, che si mostra grande di fronte al soffrire e non incolpa altri uomini delle sue disgrazie, ma le attribuisce alla natura. E’ consapevole che l’umanità si è unita in società contro il comune nemico, la natura, e considera gli esseri umani suoi fratelli, porgendo e ottenendo un valide aiuto nei pericoli della lotta comune.
L’uomo e l’universo: Nella quarta strofa, Leopardi ripropone la consapevolezza di una solitudine desolata. Polemica quindi contro le idee ottimiste che credono l’uomo signore dell’universo.
La ginestra, allegoria della dignità umana: Nell’ultima strofa torna l’immagine iniziale della ginestra, che abbellisce i luoghi desolati con i suoi cespugli profumati: se sopraffatta dalla lava piegherà il capo senza opporre resistenza, accettando il proprio destino.

La morale della solidarietà: un pessimismo combattivo

La morale leopardiana di solidarietà sociale, rivela un pessimismo non rassegnato, ma combattivo.
Il poeta si oppone alle illusioni politiche e religione, e ribadisce il valore della ragione: davanti al potere della natura, fornisce agli uomini uno strumento di consapevolezza del loro nulla.
Orgoglioso della propria nobiltà spirituale, il poeta testimonia il vero, l’insignificanza del genere umano e la sua piccolezza; sostiene l’idea di una fraternità su cui costruire una società nuova contro la vera nemica, la natura.

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