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Leopardi – Vita



Nasce il 29 giugno del 1798 a Recanati, un piccolo paese delle Marche che faceva parte dello Stato pontificio. Suo padre è il conte Monaldo, un uomo di cultura, rigido e conservatore. Sua madre è la marchesa Adelaide Antici, una donna dal carattere duro, di fede cattolica tradizionalista e di morale severa.
Cresce in un ambiente familiare chiuso e privo di affetto con i fratelli Carlo e Paolina.
Comincia a studiare sotto la guida del padre e di due sacerdoti. A undici anni prosegue gli studi come autodidatta ed impara il greco, il latino, il francese e l’ebraico.

Nel 1816 c’è la conversione letteraria in cui passa “dall’erudito al bello”, quindi dagli studi filosofico-eruditi alla composizione di testi poetici. In questo periodo partecipa anche alla polemica classico-romantica in cui lui si schiera con i classici. L’anno dopo inizia uno scambio epistolare con Pietro Giordani che diventa una guida sul piano intellettuale e umano.

Con il passare del tempo prova sempre insofferenza per l’atmosfera chiusa e soffocante di Recanati e nel 1819 tenta la fuga che fallisce. La fallita fuga e il peggiorare della malattia agli occhi lo porta a meditare sull’infelicità umana e ad una conversione filosofica, ovvero al passaggio dalla letteratura alla filosofia. Abbandona la religione cattolica e lo porta ad una concezione materialistica. Questo lo porta a comporre i Piccoli idilli.

Nel 1822 riesce a lasciare Recanati e va a Roma dove viene ospitato dallo zio Carlo Antici. Questo gli provoca una delusione perché l’ambiente romano si rivela un ambiente corrotto e meschino. Torna quindi a Recanati dove matura il pessimismo che lo porta ad abbandonare la poesia e dal 1824 si dedica alla prosa e compone le Operette morali.

Nel 1825, invitato dall’editore Stella, si reca a Milano per occuparsi di un’edizione di classici italiani e latini in cui si aggravano le sue condizioni di salute che lo costringono a trasferirsi a Bologna dove vive per un anno e mezzo e frequenta i circoli letterari della città. Si trasferisce poi a Firenze dove conosce Manzoni; poi a Pisa dove gli ritorna il desiderio di dedicarsi ancora alla poesia e dove scrisse i Grandi idilli.

La malattia gli occhi si aggrava e rinuncia al lavoro per l’editore Stella. Torna a Recanati dove rimane per due anni e con più problemi di salute. Grazie a un assegno mensile da parte degli amici toscani, Leopardi lascia Recanati e torna a Firenze dove conosce l’amico Antonio Ranieri e Fanny Targioni Tozzetti della quale ebbe un amore non corrisposto.

Nel 1833 segue l’amico Ranieri a Napoli e qui trascorre l’ultimo periodo della sua vita. Per fuggire dall’epidemia della colera scoppiata a Napoli e si trasferisce con i fratelli Ranieri nella villa vicino al Vesuvio dove scrive il suo testo poetico La Ginestra. Torna a Napoli dove muore il 14 giugno 1837 a causa del peggioramento delle condizioni di salute.