Giacomo Leopardi

E' possibile definire Leopardi come un poeta romantico dal carattere titanico. Giacomo, sin dall'infanzia ha un carattere fragile, molto sensibile. Nato da una famiglia nobile conviveva con una madre bigotta e quasi anaffettiva, incapace di mostrare i suoi sentimenti nei confronti del figlio. I genitori erano molto severi. Il padre era un uomo colto e aveva allestito una grande biblioteca nella propria casa che oggi è diventata un bellissimo museo.
Il pensiero di Giacomo Leopardi è un vero e proprio sistema filosofico. La sua poesia è una riflessione, una contemplazione. I discorsi del poeta non sono mai immediati, come possiamo analizzare nello Zibaldone.
La teoria del piacere.
L'uomo è infelice. Molti di noi hanno quasi tutto però continuano a desiderare altro. La natura umana rimane inappagata. L'uomo si prefigge sempre nuovi obiettivi. L'uomo cerca costantemente di raggiungere la felicità, una felicità assoluta, piaceri tangibili e materiali. Ma non esistono piaceri materiali infiniti. Per questo motivo l'uomo è costantemente infelice. L'uomo è infelice, ma la natura ha dato all'uomo una possibilità di riscatto. In una prima analisi del concetto di natura per Leopardi, essa viene definita benigna. Infatti, la natura offre all'uomo la capacità di immaginare attraverso la fantasia, tipica dei fanciulli. Come i fanciulli, capaci di fantasticare e immaginare erano i popoli primitivi, gli antichi (i Romani, ma soprattutto i Greci). Il mondo dell'immaginazione è unn mondo alternativo che permette di compensare con l'infelicità della realtà. Leopardi arriva alla conclusione che l'uomo moderno non è più capace di immaginare a causa del progresso economico e tecnologico, scientifico, sociale, per la nascita della borghesia, l'accumulo del capitale e del guadagno e degli affari. Questo periodo può essere definito come pessimismo storico nella produzione letteraria e soprattutto nel pensiero di Leopardi. Il pessimismo arriva a diventare persino cosmico. L'uomo non può far altro che subire gli attacchi della natura. L'uomo può ribellarsi con atteggiamento titanico nei confronti della natura, porle delle domande ( Dialo della natura e di un islandese, Il sabato del villaggio,...), ma la natura risponderà con indifferenza contemplando distaccata gli effetti nefasti che ha provocato sulla Terra. L'uomo arriva ad essere impotente.

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