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Leopardi: biografia


a) Il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza

Giacomo Leopardi nasce nel 1978 a Recanati, una piccola città, nello Stato Pontificio, da una famiglia aristocratica. A causa di gravi problemi di tipo finanziario conseguenza di cattivi investimenti del padre, la gestione dell’economia familiare passa allora in mano alla madre, una donna mancante del tutto di affettività. Giacomo è costretto a condurre una vita appartata, senza rapporti con i giovani della sua età e passa tutto il tempo nella biblioteca del padre, arrivando a compromettere perfino la sua salute fisica e psichica. Questi studi gli danno una cultura ampia, ma fatta di sole nozioni (erudizione).

b) Recanati e lo studio dei classici

A 18 anni, Leopardi comincia a studiare gli scrittori classici e moderni come Alfieri, Foscolo e Goethe, interviene del dibattito fra sostenitori del classicismo e del romanticismo, sostenendo questi ultimi e l’idea secondo cui la letteratura italiana ha bisogno di rinnovamento e quindi si deve allontanare dall’imitazione dei classici. In politica si fa conoscere come un patriota molto convinto. Questo è il momento in cui dagli studi nozionistici del periodo precedente, il Leopardi passa al gusto del “bello”.
c) Recanati e il passaggio dall’interesse per il “vero”
Per lui, la vita nell’ambiente familiare di Recanati è simile ad un carcere: la famiglia vorrebbe che egli abbracciasse la carriera ecclesiastica, la sua esistenza è dolorosa ed ha problemi di salute. È così che egli progetta di fuggire da Recanati, ma viene scoperto da padre. Questo è il periodo in cui si dedica alla studio della lingua greca per sette anni, fino a rovinarsi la vista. Non potendo più leggere, si dedica alla filosofia ed è attirato dalle teorie meccanicistiche del Settecento (= secondo il meccanicismo sia in campo fisico che spirituale tutto è regolato da un rapporto causa/effetto e non c’è posto per un fine religioso. Vicino al meccanismo è il materialismo secondo cui nell’esistenza conta solo la materia e viene negata l’importanza dell’elemento spirituale). In questo periodo, Leopardi (1819-1823) si allontana dalla religione cattolica, scrive alcuni idilli, lo Zibaldone e delle canzoni filosofiche. In tale periodo, Leopardi si converte dal “bello” al “vero”.
d) Il soggiorno a Roma e la riflessione filosofica
Nel 1822, si reca a Roma da uno zio, ma la città lo delude: la vita culturale è mediocre e questo fa accrescere in lui il malessere. A questo punto, si accorge che la sua dolorosa condizione esistenziale non dipende dal luogo in cui è nato e dalla famiglia che lo tiene segregato: tale condizione è caratteristica di ogni uomo e di ogni tempo. Quindi preso da queste delusioni giovanili, comincia a riflettere sul significato dell’esistenza umana e scrive le Operette morali.

e) Il ritorno alla poesia

Tra il 1825 e il 1828, Leopardi si reca a Milano, poi a Bologna e quindi a Firenze e a Pisa. A Pisa il clima più dolce gli è molto utile per salute e gli amici lo spingono a ritornare a scrivere delle poesie. Durante il soggiorno a Pisa, egli scrive A Silvia. Tuttavia, la morte del fratello alcuni problemi economici costringono il poeta a far ritorno a Recanati in cui passera 16 mesi. Leopardi definisce questo periodo come una “notte orribile” preso da mille sofferenze sia fisiche che morali. Questo, però, non gli impedisce di scrivere alcuni dei canti più famosi

f) Il periodo fiorentino

Mel 1830, alcuni amici fiorentino fanno un’offerta a Giacomo Leopardi: un assegno in cambio della collaborazione di una rivista fiorentina letteraria. A Firenze la sua vita cambia, è piena di stimoli culturali e politici. Conosce Manzoni e Stendhal e frequenta i salotti letterari della città Qui si innamora di Fanny Targioni Tozzetti e a lei sono dedicate molte liriche composte in questa città che vanno sotto il titolo “Ciclo di Apasia”.

g) Il periodo napoletano

Nel 1833, Leopardi si trasferisce a Napoli, con il suo amico Ranier, nella speranza che il clima di quella città sia utile alla sua salute. L’ambiente napoletano, con le sue tendenze religiose e cattoliche rendono più acuto il suo spirito polemico che gli danno l’occasione di scrivere delle opere polemiche. Nel 1936, a Napoli scoppia un’epidemia di colera e Leopardi si rifugia a Torre del Geco con un suo amico. Qui scrive la lirica La Ginestra in cui il suo pessimismo prende una aspetto di solidarietà. Muore nel 1837, a 39 anni.

Questionario

1. Come avviene la formazione culturale e letteraria di Leopardi?
La formazione culturale e letteraria del Leopardi avviene studiando nella biblioteca del padre di Recanati in cui egli accumula una grandissima quantità di nozioni. Successivamente, egli passa alla lettura delle grandi opere classiche e moderne fra cui Alfieri e Foscolo.
2. Quali conseguenze ha sulla vita del giovane Leopardi l’angustia dell’ambiente familiare?
La vita a contatto della vita familiare non ha un effetto positivo per Leopardi. Allontanato da tutte le amicizia si butta a capo fitto nello studio fino a rimetterci sia la salute fisica che psichica.
3. Quando avvengono e in che cosa consistono le due “conversioni” giovanili del poeta?
Le due “conversioni” giovanili riguardano l’interesse per “il bello”, a scapito delle nozioni erudite, all’età di 18 anni e il successivo interesse verso ciò che è vero che conducono il poeta a fare sue le teorie meccanicistiche e materialiste. avvenuto dopo la fallita fuga da Recanati.
4. In quale occasione Leopardi lascia per la prima volta Recanati?
Egli lascia per la prima volta Recanati nel 1822 ,per recarsi a Roma, ospite di uno zio. L’atmosfera romana lo delude e questa esperienza non fa che accentuare il suo pessimismo.
5. In quale periodo della sua vita Leopardi attraversa una fase di silenzio poetico?
Tale periodo corrisponde al soggiorno romano, durante il quale il poeta non scrive più poesie e preferisce riflettere sul significato dell’esistenza dell’uomo.
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