Ominide 74 punti

Giacomo Leopardi nasce a Recanati il 29 giugno 1798. L’infanzia è segnata negativamente dalla durezza distante della madre. Già a dieci anni Giacomo è in grado di scrivere composizioni in latino, oltre che in italiano, nonché piccole trattazioni filosofiche. Più importante dell’insegnamento dei precettori è però il rapporto diretto di Giacomo con la ricchissima biblioteca paterna. Tra il 1809 e il 1816 si svolgono quei sette anni di studio matto e disperatissimo che consentiranno alla cultura di Giacomo una vastità e una sicurezza straordinaria, a prezzo però di irreparabili danni al suo fisico. Nascono così, le prime prove poetiche come le tragedie e altri testi creativi, nonché numerose esercitazioni nel campo dell’erudizione e della filosofia. Intorno al 1816 si colloca quella che lo stesso Leopardi definì conversione letteraria dove dall’amore per l’erudizione si sostituisce una più accesa consapevolezza dei valori artistici. Il 1817 è un anno decisivo nella giovinezza di Leopardi, in quanto conosce l’illustre letterato Giordani, che incoraggia Giacomo. Nell’estate, fissa le prime osservazioni in quel complesso diario del pensiero che formerà lo Zibaldone e nel Dicembre si innamora per la prima volta. Dall’esperienza sentimentale nascono un elegia e il cosiddetto Diario del primo amore. L’amicizia con Giordani e la comprensione ricevuta da esso, rafforzano il desiderio di affermazione individuale. Nel 1819, Giacomo tenta una fuga dalla prigionia famigliare, ma scoperto dal padre, rinuncia, cadendo in un abbattimento ancora più profondo.

Allo Zibaldone, Leopardi, affida un gran numero di riflessioni che segnano la sua cosiddetta conversione filosofica, e cioè l’adesione a una concezione materialistica e atea. La ricerca poetica si svolge lungo due filoni principali che sono la poesia sentimentale degli idilli e la poesia impegnata delle grandi canzoni civili. Nel novembre del 1822, Giacomo lascia Recanati e va a Roma, ma li è una nuova delusione perché la città non gli piace e il letterati gli appaiono presi solo da una meschina e provinciale passione per l’erudizione. Dopo 5 mesi fa ritorno a Recanati e la messa a punto di un pensiero rigorosamente materialistico lo porta su posizioni di combattivo pessimismo. Nel 1824, si getta nella composizione delle operette morali, originali prose e dialoghi filosofici nei quali Leopardi critica con pungente ironia l’ideologia ottimistica del suo tempo e rappresenta la propria sconsolata visione della condizione umana. Nel 1825 lascia nuovamente Recanati e si reca a Milano, li l’editore Stella lo impegna in alcuni progetti editoriali. Nel 1827 vengono pubblicate a Milano, dall’editore Stella, le operette morali ed a Novembre si trasferisce a Pisa, città che lo incanta per il clima. Questo momento rasserenato favorisce il ritorno alla scrittura poetica e quindi scrive A silvia e il risorgimento. Nel 1831 esce a Firenze la prima edizione dei canti, dedicata ai suoi amici di Toscana. Nel 1833 si trasferisce con Ranieri a Napoli e lì, le condizioni di vita di Giacomo peggiorano progressivamente, ma il suo desiderio di intervenire nella vita culturale contemporanea è più forte che mai. Nel 1837, Leopardi compone gli ultimi due canti e infine muore a Napoli nel 14 giugno.

Hai bisogno di aiuto in Giacomo Leopardi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email