Ominide 413 punti

La poesia ungarettiana è principalmente legata all’esperienza dell’autore al fronte. Sappiamo infatti che fu un poeta italiano e volontario nella Grande Guerra e che sostenne le politiche interventiste. Quando il Governo Salandra ufficializzò la guerra contro l’Austria-Ungheria, il poeta decise di arruolarsi come soldato semplice. Ungaretti non si rese protagonista di azioni eroiche ma grazie alla sua poesia ha lasciato alcune delle pagine più toccanti della Grande Guerra. Durante l’esperienza in trincea, egli prese coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. Durante il riposo, in mezzo alle trincee del Monte San Michele o nelle retrovie della pianura friulana, iniziò a scrivere una sorta di diario in forma di poesia, composte da poche ma significative parole accompagnate da una data e da un luogo. Il suo amico (e poeta) Ettore Serra lo convinse a farsi consegnare i foglietti dove annotava questi suoi pensieri e nel 1916 ne fece stampare ottanta copie intitolate “Il Porto Sepolto”. Al suo interno si potevano leggere 29 poesie, alcune divenute poi famosissime come “Fratelli” oppure “San Martino del Carso”.

Al termine della Grande Guerra, il poeta si recò in Francia dove curò una seconda edizione de “Il Porto Sepolto”, intitolata questa volta “Allegria di naufragi” e stampata a Firenze nel 1919. Alle prime poesie se ne aggiunsero altre, composte tutte nel 1917, tra cui la famosissima “Mattina” (composta da sette sillabe: “M’illumino d’immenso”). La raccolta prese poi il titolo definitivo di “L’Allegria”, a sottolineare l’esperienza della Prima Guerra Mondiale come dolore ma anche come scoperta dei valori più autentici di fratellanza e umanità.
L’originalità della poesia ungarettiana si coglie dal tipo di linguaggio, la profondità è invece una questione di tematiche. Dal punto di vista delle tematiche, abbiamo già detto che Ungaretti attinge i suoi temi dalla sua vita di combattente al fronte. Troveremo quindi le sofferenze patite in guerra e la solitudine che ne consegue, il tema della caducità della vita e il dolore, l’angoscia della morte che incombe e il desiderio di pace e di serenità, la fratellanza umana e il bisogno di sentirsi in armonia con la natura (a questo proposito si ricorda in particolare la poesia “I fiumi”).
Per quanto riguarda il linguaggio invece, la poesia ungarettiana ci colpisce subito per la sua originalità stilistica. Si può notare infatti come quasi tutte le poesie di Ungaretti adottino un linguaggio scarno ed essenziale, con una sintassi spezzata, in frammenti, dunque perfettamente in linea con la tematica della guerra, che ha distrutto tutto e che sembra aver distrutto anche la parola umana. I versi sono liberi, ridotti talvolta a una sola parola. In definitiva, è subito chiaro che ci troviamo davanti a un linguaggio nuovo.
Tutte le poesie de l’Allegria sono datate e recano la segnalazione del luogo di composizione, così che, nell’insieme, costituiscono una sorta di diario autobiografico in una particolarissima stagione di vita. La raccolta avrebbe ricevuto ulteriori, pur se lievi, modifiche da parte del poeta fino all’edizione del 1969. Si presenta strutturata in cinque sezioni o gruppi: “Ultime”, “Il porto sepolto”, “Naufragi”, “Girovago”, “Prime”.
L’Allegria reca in sé la rivoluzione più importante conosciuta dalla poesia italiana contemporanea. Il poeta infatti rinuncia quasi del tutto alla punteggiatura e alle rime, per mettere in evidenza i singoli vocaboli: poche parole, quasi scarnificate e ridotte all’osso, e addirittura isolate graficamente sul foglio. Le pause, date soprattutto dagli spazi bianchi, equivalgono appunto ai silenzi da cui la parola nasce: tutto ciò, nelle intenzioni del poeta, serviva a trasferire in poesia il disordine e lo sconcerto della guerra e, su un piano più generale, serviva a restituire alle parole la profondità e la purezza, che il lungo uso spesso aveva inquinato. Per Ungaretti la poesia deve rappresentare le cose essenziali, quelle che davvero contano nell’esistenza umana. È per questo che la poesia ungarettiana è spesso ricordata per la sua carica emotiva struggente.

Hai bisogno di aiuto in Giuseppe Ungaretti?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email