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"L'allegria" di Ungaretti


Ungaretti racconta le esperienze vissute in guerra in due raccolte “Il porto sepolto” e “Allegria di naufragi”, successivamente riunite in un’unica raccolta, “L’allegria”, in cui è possibile vedere l’aspetto più innovativo della sua poesia.

Il porto sepolto”:

Il porto sepolto” è una raccolta fondamentale per lo studio di Ungaretti poiché attraverso di essa è possibile rendersi conto della matrice di ispirazione ungarettiana.
Il titolo fa riferimento ad una leggenda che circolava in Egitto: si raccontava che l’antica Alessandria avesse un meraviglioso porto che poi, però, per una serie di vicissitudini, rimase sepolto.
Questa leggenda e questo titolo sono connessi alla poetica ungarettiana poiché Ungaretti, un po’ come Saba (“amai la verità che giace al fondo”), era convinto che la verità non fosse visibile ma che bisognasse scavare per ottenerla. Il porto è sepolto e la sua poesia rappresenta il tentativo di riportare alla luce ciò che non è naturalmente visibile, ovvero la possibilità di conoscenza della verità che ha a che fare col senso della vita. Il poeta, inoltre, ha anche una funzione sociale, poiché è quell’essere superiore agli uomini comuni (poeta veggente) che sa rintracciare all’interno della realtà aspetti segreti e ignoti all’uomo comune, essenziali per capire il significato della vita.

L’allegria di naufragi

Il titolo di questa raccolta di poesie è costruito sull'accostamento ossimorico di due termini: “allegria” e “naufragio”; come può essere connessa l’idea della gioia con l’immagine tragica del naufragio? Secondo Ungaretti, il naufrago è colui che è scampato al pericolo della morte, cioè è colui che, pur affaticato, assetato, sporco ed affamato, arriva a toccare la riva e scopre di essere ancora vivo nonostante tutti i pericoli che ha dovuto affrontare; di qui deriva l’allegria (“piacer figlio d’affano” diceva Leopardi; il piacere nasce cioè dalla percezione di aver scampato il pericolo). Questa allegria è la gioia di un attimo in cui ci si rende conto di essere salvi. Questo stato d’animo, però, dura solo un attimo, poiché dopo il naufragio ci si rende conto di essere ancora in pericolo di vita. Quindi l’allegria è una brevissima epifania con cui l’uomo sente la gioia di esser vivo, per ripiombare, poi, nella disperazione.
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