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Giuseppe Ungaretti - Vita

Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto. I genitori si trasferiscono qui in cerca di lavoro. Il padre è operaio e contribuisce alla costruzione del canale di Suez. Muore presto e la madre apre un forno. Grazie a questo lavoro riesce a mandare il figlio in una scuola abbastanza prestigiosa. Quando cresce decide di andare a fare l’università a Parigi, alla Sorbona. Il viaggio che lo porta in Italia dura ben 5 giorni. Si ferma un po’ in Italia poi prosegue per Parigi. Qui si comincia a formare la sua personalità poetica. A Parigi entra in contatto con le avanguardie e fa amicizia con i personaggi che ne fanno parte. In questo periodo comincia a scrivere le sue prime poesie e ritrova a Parigi un vecchio amico d’infanzia: Mohamed Sheab, a cui poi dedicherà una poesia (si suiciderà molto giovane). Questa poesia sta all’inizio della raccolta “Il porto sepolto”. A Parigi entra anche in contatto con simbolisti e decadenti. Respira un’aria di grande cultura. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola in Italia come soldato semplice. È un interventista e appoggia la guerra, facendola in prima persona, in trincea. Le sue poesie, soprattutto le prime, sono scritte in maniera stretta e lunga (a volte un verso è composto da una sola parola), come le trincee. Ungaretti veglia un compagno soldato per tutta la notte, che era morto.
In trincea scrive poesie in dei foglietti che tiene in tasca. In Italia pubblica queste poesie e nasce il libro “Vita di un uomo”, una raccolta di poesie che scrive per tutta la vita, diviso in sezioni.
Quando ritorna dalla guerra, a Parigi incontra anche la donna che sarà sua moglie per i successivi 40 anni della vita di Ungaretti. La moglie è parigina. Ungaretti torna poi in Italia nel 1921, alla fine del biennio rosso. Così come fece Pirandello, aderisce al fascismo, convinto che la dittatura potesse consolidare l’idea di nazione da cui si è sempre sentito escluso. L’ermetismo considera Ungaretti come maestro; egli fa un grande studio della parola. Egli non si è mai comunque dichiarato o considerato ermetico. Dal matrimonio di Ungaretti nascono un figlio ed una figlia. Durante il periodo fascista viene preso molto in considerazione, tanto che alla nascita della repubblica avrà problemi a lavorare. Durante il ventennio fascista viene chiamato a San Paolo in Brasile ad occupare la cattedra di letteratura italiana, all’epoca presa molto in considerazione. Accetta e va ad insegnare in quest’università. In questo periodo però, nel 1937, muore il suo unico figlio maschio Antonietto per un’appendice andata in peritonite, a 9 anni. 2 anni prima era morto anche il fratello di Ungaretti. Le poesie che scriverà in questo momento vengono raccolte nella sezione “Il dolore”.
Con la nascita della repubblica ha qualche difficoltà a riprendere contatto con il mondo lavorativo (il fatto che fosse fascista non era ben visto). Continuerà a scrivere e in vecchiaia viene preso in considerazione dai ragazzi del ’68. Egli partecipa anche ad una protesta che i ragazzi hanno fatto contro la biennale di Venezia. La biennale ha ancora uno statuto che risaliva all’epoca fascista. Ungaretti si iscrive al fascismo perché pensa che si sarebbe avuta un’Italia ordinata. Non si può comunque considerare un fascista.
Muore a Milano nel 1970.
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