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Giuseppe Ungaretti nacque nel 1888, da una famiglia di emigrati lucchesi,ad Alessandria d’Egitto,dove visse fino all’età di 24 anni. Studiò in collegi di lingua francese e frequentò l’ambiente della Baracca Rossa (punto di incontro di molti letterati).
Nel 1912, lasciò l’Egitto e, dopo una breve sosta in Italia, si stabilì a Parigi per perfezionare gli studi alla Sorbona (università prestigiosa). Abbandonata la facoltà di Giurisprudenza, iniziò a frequentare quella di Lettere. Frequentò gli ambienti dell’Avanguardia (movimenti di pensiero) e lì conobbe diversi esponenti importanti, tra cui: Bergson, Picasso,Gide,Braque,Apollinaire e anche due scrittori italiani: Papini e Soffici, fondatori della rivista futurista ‘’Lacerba’’, sulla quale egli pubblicò le sue prime poesie.
Quest’esperienza a Parigi, per Ungaretti, fu molto rilevante poiché furono anni di maturazione culturale.

Allo Scoppio della Prima Guerra Mondiale, si arruolò come soldato e fu mandato a combattere nel Carso. L’esperienza della Trincea rappresentò un momento di formazione umana e artistica, così come affermò lo stesso autore nella raccolta di poesie ‘’Il porto sepolto’’.
In seguito al conflitto, si stabilì a Roma dove lavorò come interprete nell’ufficio stampa del Ministero degli Esteri.
Nel 1919, pubblicò il volume Allegria dei Naufragi,quale il titolo verrà modificato in ‘’L’allegria’’. Rientrato nella capitale (Parigi) completò gli studi sui classici italiani e sui simbolisti francesi. In questo periodo compose le poesie che confluirono nel volume ‘’Sentimento del tempo’’.
Con la nascita dei due figli, le necessità economiche crebbero e spinsero Ungaretti ad accettare la cattedra di Letteratura Italiana a San Paolo,in Brasile.
Questo periodo fu molto doloroso per due lutti familiari: il primo, per la morte del fratello Costantino (1937) e il secondo, due anni dopo, per il figlio più piccolo, Antonietto.
Questi due lutti, trovarono voce in molte poesie,che appartengono alla raccolta ‘’Il dolore’’.
Le ultime raccolte poetiche realizzate,poi, sono: La terra promessa, Un grido e paesaggi, Il taccuino del vecchio, Morte delle stagioni, Dialogo (raccolte che consolidarono la sua fama internazionale).
Morì a Milano l’1 Giugno 1970.
Le linee fondamentali della poetica:
Uno degli elementi fondamentali della poetica e della produzione di Ungaretti è la dimensione contemporaneamente autobiografica e universale. Questo aspetto si può dedurre dalla conclusione di una raccolta,intitolata Vita d’un uomo: l’articolo indeterminativo ‘’un’’ associato al sostantivo ‘’uomo’’ esprime,infatti, la volontà di raccontare della vita di un individuo in particolare che,però, è un uomo fra tanti.
Vi sono due aspetti peculiari per Ungaretti, che costituiscono l’essenza della poesia: il suo essere dono e il suo essere ricerca.
Il dono è,appunto, l’ispirazione che fa trovare al poeta la parola giusta,pura,che possa esprimere esattamente la verità profonda della realtà.
L’essere ricerca,invece, si basa sulla riflessione critica del poeta,che nasce dall’anima,in base alle proprie esperienze. Tale riflessione serve per farsi portatore non solo dei propri sentimenti, ma anche dei sentimenti degli altri, per entrare nella vita degli altri.
Ed è per questo che la poesia di Ungaretti è anche ‘’poesia della memoria’’: nel senso che la parola attraversa i secoli e si carica dei sentimenti degli altri. Così,anche dopo la scomparsa degli uomini dalla terra, essa rimane.
Il poeta,dunque, assume un ruolo quasi magico, poiché ha la capacità di esprimere l’inconoscibile e indicibile del mondo: solo lui è in grado di <<vedere l’invisibile nel visibile>>,ovvero, di portare alla luce i frammenti di verità nascosti dietro le apparenze.

Il porto sepolto

Il porto sepolto è la prima raccolta poetica di Ungaretti, pubblicata nel 1916. Essa è costituita da circa 30 poesie, scritte nel periodo in cui l’autore combatteva nel Carso.
Uno degli aspetti particolari è il carattere autobiografico di tutti i componimenti, poiché egli riporta sempre fedelmente il luogo e la data in cui furono scritti.

Principalmente in questa raccolta, dopo aver vissuto in prima esperienza la condizione da soldato,egli sente la necessità di usare un’espressione poetica scarnificata,essenziale. La parola,quindi, viene isolata,scavata, assume toni di estrema intensità emotiva. Inoltre interrompe la linearità del messaggio, con dei continui ‘’a capo’’ che spingono il lettore ad andare sempre oltre.
Il titolo prende spunto da una leggenda egiziana,che racconta di un porto sommerso: in realtà, il porto è una metafora esistenziale (porto:meta; acque:mistero),che indica una meta dell’uomo irraggiungibile,a causa degli avvenimenti drammatici della storia che impediscono il suo raggiungimento, facendo rimanere l’uomo disperso nel mistero,travolto in una costante inquietudine.
Ma il porto è anche quello di Alessandria, che ricorda al poeta di quando era bambino, in quanto egli si recava per accogliere amici di famiglia o per accompagnarli.

L’allegria

L’allegria raccoglie 70 componimenti,più 4 prose liriche (scritte tra il 1914-1919) ed è formata da cinque sezioni: Ultime, Il porto sepolto, Naufragi, Girovago e Prime; Le sezioni si susseguono in ordine cronologico, in quello che lo stesso autore definì ‘’diario’’.
Essa costituisce la prima fase del percorso poetico di Ungaretti e anche un intenso lavoro di correzione e sistemazione. Lo studio delle varianti e delle esclusioni dei componimenti e della punteggiatura, è molto importante, poiché ci consente di capire come l’autore volesse offrire ‘’un’interpretazione della propria esperienza personale assoluta’’, in cui il dato biografico divenisse universale per tutta l’umanità.

Il tema del viaggio e del naufragio,per il suo significato sostanziale, rappresenta un filo rosso che attraversa tutte le opere di Ungaretti.
Il titolo della raccolta venne,poi,modificato nel 1931 per una necessità sentita dal poeta. Tale passaggio, indica il bisogno di sottolineare la volontà di vivere, una ‘’positività vitale’’ di fronte alla condizione tragica della vita. Egli cerca di cogliere l’allegria dell’attimo nell’universale naufragio, cercando di vedere nel negativo,sempre il lato positivo.
Stile e linguaggio:
Il linguaggio che egli adotta per esprimere i suoi sentimenti non è quello eloquente ed oratorio della nostra tradizione letteraria, ma un linguaggio nuovo, breve, scarno ed essenziale. Quindi vi è la demolizione del verso,della sintassi e della misura.
Le sue poesie, specialmente quelle delle sue prime raccolte, sono caratterizzate da versi brevi, talvolta ridotti ad una sola parola, da tanti spazi bianchi, spesso da mancanza di punteggiatura e tuttavia da una musicalità loro propria.
La parola appare nuda, isolata e nasce dolorosamente dal profondo dell'anima, assume una densità nuova: è il risultato di una concentrazione estrema ed esprime, da sola, un'immagine o tutto un concetto.
Ungaretti operò una vera e propria rivoluzione della poesia moderna. Questo stile poetico, cui fu dato il nome di Ermetismo o Poesia ermetica,quale influenzò altri poeti italiani del '900.
Sentimento del tempo
La raccolta Sentimento del tempo del 1933,comprende 70 componimenti,raggruppati in sette sezioni: Prime (7 liriche) La fine di crono (20 componimenti), Sogni e accordi (15 liriche),Leggende (7 poesie),Inni (7 liriche), La morte meditata (6 poesie) e L’amore (8 componimenti);
Essa, è intitolata così, poiché risente dell’influenza di Bergson, per quanto riguarda la dimensione del tempo. Solo che vi è una differenza. Mentre Bergson,così come gli altri futuristi, concepivano il tempo come accelerazione, velocità esteriore, Ungaretti lo sente come una durata interiore, qualcosa di soggettivo,carico di memoria.
Infatti, mentre Bergson rappresentava il tempo con un gomitolo di filo, per indicare la durata, Ungaretti ricorre all’immagine del fiume che scorre incessantemente: le sue acque si mescolano,così come il passato e il presente nella memoria dell’uomo.
Nella nuova raccolta,egli supera la dimensione soggettiva che dominava la raccolta precedente e vuole dare,invece,voce a conflitti universali, eterni, a interrogativi che coinvolgono tutti gli uomini. Inoltre, avvia un percorso al recupero dei classici,della metrica tradizionale,della punteggiatura e della sintassi.
In Sentimento del tempo domina l’indicativo imperfetto: il tempo della circolarità,del ritorno. Dunque, il tempo della memoria.
Esso è divisibile in due momenti: il primo, dal fascino offerto dalla città di Roma che prende,così, il posto del paesaggio egiziano, parigino e del Carso; il secondo, dall’esperienza religiosa,poiché Roma,per la sua aura di sacralità, trasmette al poeta il sentimento dell’eterno e anche del vuoto.
In questo periodo vi è un certo interesse per il Barocco e l’influenza della sua poetica. Con le nuove scoperte astronomiche, l’uomo si rende conto di non essere più al centro del mondo,ma della sua piccolezza, dell’inquietudine, della meraviglia e dell’angoscia di fronte a uno spazio infinito.
Pertanto,i modelli fondamentali di riferimento di tale raccolta, oltre al Barocco, sono Leopardi e Petrarca, del quale riprende il senso dell’assenza, ovvero, il recupero di una dimensione religiosa (appunto perché sostiene che la sua poesia, in quanto pensiero interiore,sia di fondo religioso, perché tratta i problemi dell’uomo e della storia,del suo rapporto con l’eterno,della sua fragilità).

Il dolore

Il dolore è una raccolta realizzata dopo due drammatici avvenimenti autobiografici: la morte del fratello Costantino (1937,a causa della guerra) e la morte del figlio di 9 anni Antonietto, avvenuta (1939,a causa di un’appendicite mal curata).
La raccolta contiene poesie suddivise in 6 sezioni: Tutto ho perduto, Giorno per giorno, Il tempo è muto, Incontro a un pino, Roma occupata e I ricordi;
Il sentimento del dolore è al centro della poesia: il dolore individuale che si riflette,però, nel dolore collettivo della guerra. Si tratta,quindi, di un recupero collettivo: dopo il paesaggio brasiliano, torna quello romano di Sentimento del tempo,ora minacciato dalla distruzione della guerra.
Le immagini della guerra,infatti, cercano di trovare una loro solidarietà con gli altri uomini ,perché solo la fraternità permette di superare il dolore causato dalla storia.

Le ultime raccolte

• Terra promessa: è costituita da 7 frammenti di un poema rimasto incompiuto. Essa doveva costituire un melodramma sulla vicenda di Enea,esiliato da Troia, alla ricerca di una nuova terra promessa, che risulta però irraggiungibile.
(mentre Sentimento del tempo è poesia di un uomo che sta lasciando la propria giovinezza,per entrare nella maturità, Terra promessa,è poesia della vecchiaia e dell’inverno);
• Taccuino del vecchio: i temi centrali sono l’inverno,la fragilità dell’uomo,la solitudine del poeta, la nostalgia per tornare a un’innocenza originaria,possibile solo con la morte e nel suo oblio. La terra promessa,infatti, si presenta come la morte,il faro cui il vecchio capitano percorre tranquillo;
• Un grido e paesaggi: comprende 6 liriche, alcune segnate dalla tragica scomparsa del figlio Antonietto, altre legate a esperienze di viaggio o al periodo brasiliano. In tale raccolta è evidente la dimensione della memoria;
Qui,oltre al recupero definitivo della tradizione , vi è la riduzione tra prosa e poesia, poiché il poeta va alla ricerca di un linguaggio quotidiano,come una sorta di diario.

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