Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - Poetica ed evoluzione della sua poesia

Ungaretti - Poetica ed evoluzione della sua poesia



Nella produzione poetica di Ungaretti possiamo individuare due fasi, in cui è presente la stessa poetica, ma con un’ evoluzione
• 1.a fase = comprende le poesie nate dall’esperienza della 1.a guerra mondiale (raccolta “Il porto sepolto”, poi diventata “Allegria di naufragi” e infine “L’Allegria”).
Sono liriche che nascono dall’esperienza della trincea e della guerra che Ungaretti ha combattuto sull’altopiano del Carso.

• 2.a fase = Raccolte “Sentimenti del tempo” e “Il dolore”. In queste liriche, anche se più tradizionali di quelle della prima frase, il poeta ricorre spesso all’allegoria e ad immagini piuttosto complesse.
Ungaretti ha sempre avuto il desiderio di costituire un legame molto stretto fra vita e letteratura; è per questo momento che, nel 1969, egli pubblica un’opera “Vita di un uomo”, in cui inserisce e riorganizza tutta la sua precedente produzione poetica. L’uomo a cui allude nel titolo è il poeta stesso con tutta la sua biografia, però è anche l’uomo inteso in senso universale. Per questo motivo, Ungaretti può essere considerato il simbolo di tutta l’umanità (= di tutti gli esseri umani) costretta a lottare contro una condizione esistenziale caotica per ricercare armonia e ordine.
La prima raccolta,” L’Allegria” ha origine dall’esperienza avuta direttamente dal poeta nell’aver combattuto durante la 1.a guerra mondiale. Ciò è dimostrato dal fatto che le poesie di questa raccolta portano sempre all’inizio una data ed il luogo del fronte dove sono state composte.
I temi presenti sono: Prima guerra mondiale, fragilità dell’uomo, violenza che la storia mette in atto nei confronti dell’uomo. Il riferimento letterario è costituito dal Futurismo, dall’Espressionismo e dal poeta francese Apollinaire. Di fronte alle atrocità della guerra, egli prova l’esigenza di scrivere una poesia del tutto nuova, fatta da frammenti di frasi o da parole singole che sanno rendere vive e presenti i sentimenti e le sensazioni. Infatti, dal punto di vista della forma, non esistono né rime, né punteggiatura e i versi sono brevissimi. Tuttavia, in questi componimenti, il poeta non si limita a descrivere le sue sensazioni e i suoi stati d’animo. Egli si preoccupa di attribuire alle sensazioni provate un carattere universale, valido per tutti e non solo un valore legato alla propria biografia. Per questo motivo, egli è continuamente alla ricerca della parola giusta che sia in grado illuminare e spiegare con maggior precisione le condizioni dell’esistenza dell’uomo. Questa parola viene chiamata dal poeta “parola pura”.
Per conferire alla “parola” la centralità e l’importanza all’interno delle sue liriche, Ungaretti ricorre a una tecnica poetica del tutto nuova che prevede:
• delle poesie molto brevi che a volte sembrano dei frammenti in cui però ogni parte ha un significato molto ricco
• una sintassi molto semplificata: le subordinate sono rare e spesso egli ricorre allo stile nominale, cioè ad una forma che è priva di verbi e presenta soltanto dei sostantivi
• l’eliminazione della punteggiatura; questo è utile per dare ad ogni termine la dovuta messa in rilievo
• l’uso del verso libero, a volte costituito da una sola parola
Ungaretti fa anche un uso molto frequente di metafore e di allegorie che permettono di accostare elementi della realtà senza alcun punto in comune, almeno apparentemente.
Nel periodo che segue gli anni ’20, la poesia di Ungaretti diventa più tradizionale come nella raccolta Sentimento del tempo, pubblicata nel 1933 e nella raccolta Il dolore (1947).
In queste liriche si trova un ritorno al verso tradizionale, ad una sintassi in cui è presente una principale legata ad una o più subordinate e, a volte, anche troppo complessa. Il linguaggio diventa ricercato; il poeta ricorre anche in questi casi all’allegoria e alla metafora. In esse è evidente un collegamento con il simbolismo francese. Per questi motivi, i versi pur essendo tradizionali - di 11 o 7 piedi - risultano oscuri, di difficile comprensione, ricchi di immagini ricercate, come quelli della poesia barocca. Gli scrittori di riferimento sono quelli del barocco, come Racine, Gongora o Shakespeare, oppure i grandi classici della letteratura latina o italiana come Virgilio, Petrarca, Leopardi. I temi sono:
• il tempo che trascorre in modo inesorabile
• il dolore che da personale diventa universale
• la morte e aspetto divino della vita (quest’ultimo è un tema che va ricollegato alla conversione del poeta al cattolicesimo)
Invece, le liriche della raccolta Il dolore riprendono il motivo autobiografico e il tema della religione consolatrice, per cui esse sono assai semplici e di più facile comprensione