Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - In memoria, analisi

Ungaretti - In memoria - Analisi



Lo scopo della lirica è quello che mantenere vivo il ricordo dell’amico con cui Ungaretti divideva una stanza a Parigi, morto suicida a causa di una complessa situazione esistenziale.
La lirica può essere divisa in tre parti
1. La storia di Sceab (vv 1-21) che, nonostante vari tentativi di integrazione come la scelta di un nome occidentale, non riesce a superare il dramma dello sradicamento e sceglie il suicido, unica via di uscita.

2. La descrizione del suo funerale (vv. 22-34) che si svolge in un sobborgo parigino, in un’atmosfera di solitudine e di desolazione, resa dalla similitudine del sobborgo di Ivry con uno spazio urbano desolato e abbandonatoi al termine di una fiera, ormai finita.
3. Il poeta si prende l’incarico di conservare il ricordo del giovane amico, tramite la poesia (vv. 35-37)

Il tema è quello della crisi di identità culturale di un giovane nordafricano che non si ritrova più nel modo di vivere del popolo da cui ha origine e contemporaneamente incontra difficoltà di integrazione nel paese in cui si è trasferito. La sua vita, già così drammatica, è resa ancora più infelice dal luogo in cui viveva: un stanza in un piccolo albergo, condivisa col poeta, che si affaccia su di un vicolo in discesa e squallido. Si tratta di particolari apparentemente insignificanti, ma che in realtà ci vogliono far capire il senso di estraneità trasmesso dalla grande metropoli.
Il tema trattato acquista anche un valore universale e attuale: la condizione di sradicamento è vissuta anche oggi molti migranti che non si identificano più con la cultura della loro patria e nemmeno pienamente in quella del paese ospitante.
Sceab decide di uccidersi perché non è riuscito a superare tale lacerazione. Ungaretti ha vissuto la stessa situazione esistenziale, ha conosciuto la stessa la sofferenza che però ha superato grazie alla poesia, a cui ha affidato il compito di ricordare e di lasciare una testimonianza di sé.

Nel testo si alternano verbi al passato remoto (Amò…, mutò….., Fu…., visse.) con verbi all’imperfetto (Si chiamava….., non aveva più Patria,…..non era Francese…, non sapeva più vivere……, non sapeva sciogliere….., abitavamo……). Questo alternarsi sintetizza il desiderio del giovane di adattarsi al nuovo mondo e il legame con le tradizioni. Infatti, il passato remoto indica un’azione lontana che ormai si è compiuta, mentre l’imperfetto ci richiama ad un’azione che ha avuto una certa durata nel passato per cui il suo uso sottolinea la sofferenza del ragazzo persistente nel tempo.
La condizione di sradicamento esistenziale di Scebab è resa dalle espressioni: non aveva più / Patria, non era Francese, non sapeva più / vivere

Da punto di vista linguistico e strutturale,l a lirica è caratterizzata dagli elementi seguenti:
• mancanza di punteggiatura, sostituita da spazi vuoti fra una strofa e l’altra.
• una sintassi del periodo molto semplice e lineare.
• uso di versi molto brevi, spesso costituiti da una sola parola
• presenza di numerosi “enjambements” relativi a termini collegati ai concetti fondamentali (o parole calde) della lirica, quali suicida, Patria, vivere, canto. Fra l’altro, l’isolamento del termine “suicida” contribuisce a sottolineare ancora di più il dramma vissuto dal ragazzo nord-africano
• il lessico è molto semplice e facilmente comprensibile
• i termini sono legati a campi semantici che rimandano alla morte e alla negatività in genere: suicida, non… più vivere, appassito (= squallido) vicolo, decomposta (smantellata, smontata) fiera, voci verbali alla forma negativa