Giovanni Verga


Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di proprietari terrieri; all’ età di vent’ anni, quando Garibaldi guida in Sicilia “L’impresa dei mille”, questo evento segnerà per lo scrittore una data memorabile che lo renderà per sempre fedele ai Valori dell’ Unità Nazionale(1861) e al culto del Risorgimento(periodo storico che va dal 1820 fino al 1861 in cui l’Italia, con varie guerre, conquista l ‘Indipendenza dall’ Austria e l’ Unità).Ispirato proprio dall’ arrivo di Garibaldi in Sicilia, Verga scrive I carbonari della montagna, la storia della lotta del popolo calabrese contro gli invasori francesi. Qualche anno più tardi, precisamente nel 1866, Verga pubblica il romanzo romantico Una Peccatrice. Nel 1869 lo scrittore si trasferisce a Firenze: qui scrive il romanzo epistolare Storia di una capinera, che uscirà nel 1871. Nel 1872 Verga lascia Firenze e si trasferisce a Milano; qui frequenta alcuni gruppi di poeti letterali emergenti, come gli Scapigliati. Nel 1873 pubblica il romanzo Eva, nel 1874 esce Nedda, una novella nella quale per la prima volta emergono i temi che caratterizzano l’ adesione di Verga al Verismo. Nel 1875 escono altri due romanzi, Tigre reale, un esempio di scapigliatura, ed Eros, primo esempio di narrazione oggettiva. Alla fine del 1877 l’ arrivo a Milano di Luigi Capuana, scrittore e critico letterario, contribuisce alla formazione di un gruppo di letterali uniti dal progetto di creare il “Romanzo Moderno”.Il gruppo decide di battezzarsi con il nome di Verismo, traendo ispirazione dal Naturalismo francese sostenuto da Emile Zolà.Il Naturalismo nacque in Francia tra il 1865 e il 1870; con esso anche gli uomini più umili e poveri diventano protagonisti della letteratura. Le principali caratteristiche del Naturalismo sono:
1)Il rifiuto della letteratura romantica (perché basata sul sentimento anziché sulla realtà)
2)Il metodo dell’ impersonalità (esclusione dell’ ‘intervento soggettivo dell’ autore nella narrazione)
3)Rifiuto dei canoni tradizionali del bello

I principali artefici invece che fanno si che si sviluppi il Verismo in Italia furono Luigi Capuana, Giovanni Verga, Matilde Serao e Federico De Roberto.Il primo racconto verista è di Verga ed è intitolato Rosso Malpelo. A partire da questo momento lo scrittore entrerà in un periodo particolarmente produttivo e intenso. Verga progetterà una serie di cinque romanzi, il “ciclo dei vinti”, attraverso il quale egli si propone di rappresentare l’ Italia moderna. Nel 1881 esce il primo romanzo di questa serie, I Malavoglia; nel 1883 Verga pubblicherà due raccolte di racconti: Novelle rusticane e Per le vie. Nel 1889 pubblica il romanzo Mastro-don Gesualdo, seconda opera del progetto dei vinti. Dal 1893 Verga torna a risiedere a Catania: qui scriverà altri racconti (tra i quali La caccia al lupo) e cercherà di lavorare ancora per il teatro. Nel 1920 viene nominato senatore e assiste alla sua pubblica consacrazione come scrittore. Giovanni Verga morirà due anni dopo, il 24 gennaio 1922.

Ma adesso facciamo un passo indietro, ovvero alla prima opera importante di Verga, Storia di una Capinera, pubblicata nel 1871.Il romanzo racconta le sofferenze amorose di una ragazza semplice: Maria, costretta a farsi monaca contro la sua volontà. Maria deve rinunciare all’ amore per il giovane Nino e non riuscendolo a dimenticare arriva al punto di ammalarsi e impazzire, fino a morire. Il romanzo presenta alcuni spunti interessanti:
1)La forma epistolare (assunto per un personaggio semplice e il suo linguaggio elementare)
2) Il tema dell’ orfano e dell’ escluso

3) Il dominio della roba (beni materiali e del denaro che prevalgono sui sentimenti)

Nel 1873 viene pubblicato il romanzo Eva, una ballerina consapevole che il suo successo non è legato al suo talento ma alla seduzione, al trucco, alle luci e ai bei vestiti. I temi di Eva sono presenti anche in Tigre reale ed Eros. Adesso ritorniamo nel 1874; in questo periodo lo scrittore inizia a maturare l’ idea della poetica verista e compone Nedda, che ha come protagonista un umile personaggio collocato in un ambiente rurale descritto in maniera realistica. La storia racconta di Nedda, una povera giovane, raccoglitrice di olive. Dopo la morte della madre, la ragazza viene isolata dai paesani i quali la rimproverano di non portare il lutto. Le critiche si fanno ancora più pesanti quando Nedda inizia una storia di amore con Janu, un contadino che nella Piana di Catania ha contratto la malaria e perciò è stato licenziato. Tuttavia, il ragazzo è deciso a sposare Nedda e, per racimolare il denaro necessario per il matrimonio, torna a lavorare nella Piana di Catania come bracciante agricolo a giornata; durante la mietitura però viene riassalto di nuovo dalla febbre. A questo punto si rassegna quindi a potare gli olivi e un giorno, debole com’ era, cade da un ramo e muore. Nedda cosi resta sola con la figlioletta che aveva concepito con Janu e sempre più povera perché nessuno dava lavoro a una donna incinta. Partorisce quindi una bambina che però si rifiuterà di portare alla ruota del convento e per questo viene ancor di più criticata duramente dalle donne del paese perche con questo gesto fosse stato come se Nedda avesse condannato la bambina alla morte, poiché non aveva di che nutrirla; la figlioletta morirà di stenti.

Nedda quindi rappresenterà il preludio all’ adesione al Verismo di Verga, che avverrà tra la fine del 1877 e la primavera del 1878.Tre fatti che hanno reso possibile questo sono stati:

1)Esce il capolavoro del Naturalismo francese, L’ Ammazzatoio di E.Zolà, recensito da Capuana che lo propone come modello esemplare di narrazione.
2)Capuana va ad abitare a Milano e, insieme a Verga, viene creato il Romanzo Moderno in Italia.
3)In Italia comincia la cosiddetta “questione meridionale”, ovvero la situazione di grave sottosviluppo del Mezzogiorno.

La poetica verista di Verga e Capuana si ispira a quella del Naturalismo francese, nella quale lo scrittore viene considerato come uno scienziato; il compito dello scienziato è quello di osservare i fenomeni e non gli è richiesto nessun giudizio soggettivo, deve solo documentare la realtà in modo vivo e concreto. Questo modo di raccontare è definito impersonalità e all’ interno dell’ opera quindi i personaggi non sono più presentati dal narratore.
Verga quindi, come abbiamo detto in precedenza, si propone un ciclo di romanzi che rappresenti tutti i gradini della scala sociale. Inizierà col scrivere i Malavoglia, poi passerà alla stesura di Mastro don Gesualdo, dopo aver completato poco più di un capitolo della Duchessa di Leyra, abbandonerà l’ impresa.

Hai bisogno di aiuto in Giovanni Verga?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email