Anni catanesi:
nasce il 2 settembre 1840 a Catania da famiglia ricca
− agiati possidenti terrieri liberali nobili
− scuola privata
− impara principalmente dai romanzi francesi (Dumas – Sue)

1857:
− facoltà di legge a Catania, ma interrompe gli studi per la scrittura di un romanzo
1860 – 1864 arruolato nella Guardia nazionale che appoggia Garibaldi e mantiene l'ordine in Sicilia

periodo fiorentino:
1865 – 1869 si trasferisce definitivamente → anni cruciali per la sua maturazione
− centro culturale ed era appena diventata capitale
− vuole uscire dall'atmosfera della provincia che era soffocante
− frequenta i salotti e viene presentato a letterati importanti
1866: Una peccatrice
Storia di una capinera 1871 → diventa famoso
− conosce Capuana

Milano e il successo letterario:
1872

− frequenta salotti e caffè
− scapigliatura → analogo dello scrittore Boemien parigino: quell'uomo che vuole muovere un'accusa alla società borghese. Un uomo che vuole il disordine e la messa in crisi del sistema.
− legge i romanzi russi
− conosce Emilio Treves che diventa suo editore
Scrive i cosiddetti Romanzi mondani:
1873 Eva – Eros – Tigre reale

1874: Nedda-->Testo della conversione al verismo:
− ambientazione siciliana
− personaggi umili

1878: Rosso Malpelo
1880: Vita dei campi
1881: Malavoglia
insieme queste nuove opere creano un ciclo (come fece Zola), il Ciclo de I vinti
le opere veriste vengono accolte con freddezza infatti continua a scrivere anche romanzi più vicini allo stile degli anni 70

Ha anche successo la rappresentazione teatrale di Cavalleria Rusiciana tratti da Vita nei campi.
− Novelle rusticiane 1883
− Mastro-don Gesualdo 1888-9
quest'ultimo ha successo e rinfranca l'autore che però non riesce a completare il ciclo di romanzi I vinti.

Ultime 2 raccolte di novelle:
− I ricordi del capitano d'Arce 1891
− Don Candeloro e co 1894

ritorno in Sicilia:
1893
− ripiegamento del suo carattere → pessimismo nei confronti della modernità, disicantato.
− conservatorismo politico
− gli rimangono pochi amici letterati, tra cui Capuana e De Roberto → passione per la fotografia e il cinema

Muore a Catania il 27 gennaio 1922.

L'opera:
2 Verga: il Verga dei primi romanzi borghesi e poi il Verga dei romanzi veristi

Primi scritti storici - rinascimentali

I romanzi borghesi:
− Una peccatrice
− Storia di una capinera
− Eva
− Tigre reale
→ piacciono molto
L'influsso è di Flaubert: sono più su un piano romantico, romanzi sentimentali.
− è una letteratura di moda
− suggestione dell'insano (Madame Bovary) → bovarismo, è una corrente di quei romanzieri che cercano i personaggi sempre insoddisfatti dalla società che non trova una vera soddisfazione al desiderio del cuore.
Ma nello scrivere questi romanzi si accorge che la vita “è più profonda la dove è più semplice”

La conversione artistica:
I primi romanzi sono scritti in un momento di grane fama e affascinano i lettori. Poi succede qualcosa, viene illuminato da un racconto di un capitano di bordo: breve, senza una frase più del necessario.

Il Verga verista:
1872 va a Milano dove sta per 20 anni → qui Verga scrive Nedda con un'introduzione, viene pubblicata nel 1874 su “Rivista italiana”.
− Rosso Malpelo 1878
− prefazione all'Amante di Gramigna
− prefazione ai Malavoglia
Nedda è il primo bozzetto che segna un nuovo orientamento

Differenza tra Verga e Zola
-verga era considerato un seguace di Zola
-verga critica il pogresso.
-vuole andare oltre il puro “documento” della realtà: vuole fare della narrazione un potente strumento di osservazione della realtà.
-per Verga il romanzo ha anche un indiretta funzione di denuncia della società

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