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Verga


Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 e muore nel 1922. Proviene da una famiglia agiata di proprietari terrieri con ascendenza nobiliare. Giovanni compie i primi studi presso lezioni private e un suo precettore fu il patriota Antonino Abate. A 18 si iscrive alla facoltà di legge, ma bene presto lascia gli studi dedicandosi alla letteratura. La sua formazione avviene grazie alla lettura dei piú grandi scrittori francesi tra cui Dumas, Sue ed Décolleté. Nel 1865 si reca a Firenze mentre nel 1872 si trasferisce a Milano dove entra in contatto con l'ambiente della Scapigliatura. Nel 1893 ritorna a Catania dedicandosi alle sue proprietà terriere. Durante la 1 guerra mondiale si schiera dalla parte dei nazionalisti.


Opere: Amore e patria

1861-62 I carbonari della montagna
1863 Sulla laguna
1866 una peccatrice
1872 storia di una capiniera
1875 Eros
1875 tigre reale
1878. Rosso malpelo
1880. Vita dei campi
1881 I malavoglia
1883 novelle rusticane
1883 per le vie
1884 cavalleria rusticana
1887 novelle di vagabondaggio
1889 mastro don Gesualdo
La duchessa di Leyra(incompleto)
1903 dal tuo al mio.


Romanzi preveristi

Una peccatrice: narra la storia di un intellettuale che vede il successo anche se si inaridisce l amore per la donna amata. Il protagonista si suicida.

Storia di una capiniera: narra la storia di Maria una ragazza costretta a farsi suora che si innamora del futuro sposo della sorellastra. Maria muore alla fine di colera.

Eva:storia di un giovane pittore che brucia le sue illusioni per una ballerina

Eros: storia di un giovane aristocratico corrotto dalla società vuota

Tigre reale: storia di un giovane innamorato di una Femme fatale.

La svolta verista

1878: Rosso Malpelo storia di un ragazzo che lavora in miniera.
L'approdo al verismo é una svolta capitale infatti é frutto di una chiarificazione progressiva di propositi radicali. Questa svolta ha come fulcro principale la concezione materialistica e l'impersonalità, infatti bisogna lasciare il fatto nudo e crudo. Il narratore non é onnisciente poiché si eclissa nella storia dell'opera perché non ha alcun diritto di giucare ne la storia ne i personaggi. In Verga troviamo un linguaggio spoglio, povero, punteggiato da modi di dire, paragoni, controversie e proverbi.

L'ideologia verghiana

Verga è un pessimista ateo é afferma come LA società umana è dominata dalla lotta per la vita e perciò immodificabile. Questo pessimismo consente a Verga di cogliere con lucidità ciò che vi è di negativo nella realtà. Infatti egli non é uno scrittore di facili costumi bensí é scomodo, aspro sgradevole che urta il lettore favorendo una riflessione critica.
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