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GIOVANNI VERGA

Biografia


Nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di proprietari terrieri. Fece i primi studi grazie a maestri privati ( letterato antonino Abate, da cui percepì il patriottismo e il gusto romantico). Corso di studi molto irregolare. Apprezzamento verso i letterati Francesi moderni lasciano un’impronta sensibile nei suoi romanzi. Nel 1865 lascia la provincia e si reca a Firenze. Ritorna nel 1869, conscio del fatto che per scrivere doveva abbandonare l’ambiente provinciale e venire a contatto con la vera società letteraria.
Nel 1872 a Milano. Nel 1878 pubblica Rosso Malpelo, muovendo i primi passi verso il verismo. Dal 1893 torna a vivere definitivamente a Catania. Muore nel 1922.

La svolta Verista


Rosso Malpelo è la prima opera della nuova maniera verista, ispirata all’impersonalità narrata con linguaggio duro, che riproduce il modo di raccontare del popolo. Viene visto come una vera e propria conversione di Verga, con la volontà di raccontare del Vero se pur in maniera graduale, in quanto egli non aveva strumenti in modo da rendere più netta questa svolta. Con la conquista di questo metodo egli non vuole abbandonare gli ambienti dell’alta società ma si propone di tornare di studiarli una volta acquisiti maggiore esperienza.

Tecnica verista

Impersonalità:
• Concetto di straniamento, vedere le cose secondo un’altra prospettiva, in seguito ai suoi principi ( ovvero la rappresentazione artistica deve raccontare del reale e raccontato in modo tale che il lettore possa vedere la realtà senza il filtro dello scrittore, con i propri occhi)
• L’eclisse dello scrittore, non deve comparire nel narrato con le sue opinioni, non deve lasciarsi il segno del proprio passaggio, deve essere totalmente impersonale, deve rinunciare alla sua prospettiva e regredisce al livello valoriale dei personaggi;
• Il lettore deve avere l’impressione di vedere i fatti che vengono raccontati, nessuno deve spiegare l’antefatto di una storia o il carattere dei personaggi, bisogna assolutamente evitare l’intromissione dello spettatore;
• Deformazione del normale nei Malavoglia = i sentimenti autentici della famiglia vengono filtrati secondo il punto di vista della comunità, che giudica solo in base al principio dell’interesse economico e del diritto del più forte;
• Straniamento rovesciato → comportamento crudele presentato come normale

Tecniche narrative

La scomparsa del narratore onnisciente, rinuncia alla propria visione del mondo. Il narratore è allo stesso livello del mondo rappresentato, allo stesso livello dei personaggi, come se a raccontare fosse uno di loro. Non offre quindi dettagliate rappresentazioni del mondo circostante, e il linguaggio è spoglio, povero.


Ideologia Verghiana

Egli ritiene che l’autore debba eclissarsi perché non ha diritto di rappresentare l’opera, non può giudicarla.
Pessimismo:
• Società umana dominata dal meccanismo di lotta per la vita, il più forte schiaccia il più debole. Gli uomini non sono mossi da ideali di pietà, altruismo o generosità ma da puri interessi economici e utilitaristi.
• Legge di natura non è modificabile, non si possono dare alternative
• In quanto legge impossibile da cambiare egli non ritiene giusto muovere giudizi, se uno credesse nella possibilità di modificare il reale si può giustificare l’intervento dell’esterno della materia;
• La letteratura può solo studiare la realtà, non può modificarla
• Ha conseguenze conservatrici in quanto nega ogni trasformazione storica della realtà;
• Consente di cogliere ciò di negativo nella realtà, messe in evidenza la disumanità della lotta per la vita, lo sfrenarsi delle ambizioni e degli interessi, il trionfo dell’utile e della forza, la brutalità dell’oppressione dei più indifesi.
• Rappresenta quindi l’oggettività delle cose
• L’allontanamento dei soliti miti: del progresso, del popolo, della vita di campagna, non è proteso nostalgicamente alle forme di vita passata
• Non c’è nella sua scrittura un atteggiamento populista o di pietà sentimentale verso il popolo

Naturalismo di Zola

• Voce narrante è in funzione dell’autore, col suo modo di vedere e quindi del borghese colto, intervenendo spesso con giudizi sia espliciti che impliciti
• Lo scrittore dà un giudizio dal suo punto di vista, quindi tra il narratore e il personaggio vi è un distacco netto e il narratore lo fa sentire esplicitamente
• Linguaggio letterato e colto
• Estraneo alla tecnica della “regressione”
• Assume il ruolo di uno “scienziato” che si allontana dall’oggetto per osservarlo dall’alto

Ideologia di Zola

• Crede che la letteratura possa contribuire a cambiare la realtà, piena fiducia della funzione progressiva di essa
• Scrittore Borghese democratico, in un contesto parigino dotato di una dinamicità e una società pienamente sviluppata
• N.B. → i valori artistici non sono la conseguenza immediata dell’ideologia di uno scrittore
• Difetti→ mitologia scientifica rozza e ingenua, mitizzazione del popolo come forza selvaggia e primitiva, pesantezza dell’intento di documentare con fare scientifico

LE VARIE OPERE

Fantasticherie ( Rosso malpelo, Cavalleria rusticana, La lupa, Jeli il pastore, Fantasticheria.)
Atteggiamento verista ma ancora tipicamente romantico, nostalgia di un paradiso perduto di innocenze contro una modernità dominata da passioni violente e primitive. Conflitto tra l’individuo diverso e il contesto sociale che non l’accetta. Contraddizione poi risolta tra le tendenze romantiche e le nuove tendenze veriste.


Fantasticheria

L’autore si rivolge in forma di lettera a una donna dell’alta società, che fermatasi nel villaggio di Arci Trezza, dopo due giorni se ne va annoiata chiedendosi come si possa vivere qui un’intera vita.

Rosso Malpelo

Voce del narratore al livello dei personaggi, inizia con una serie di stereotipi ( Malpelo dai capelli rossi perché ragazzo malizioso e cattivo). Narratore non è depositario della verità in quanto non attendibile ciò che ci dice. Testo che dà inizio alla svolta “verista”, quindi la voce narrante è a livello dei personaggi, non è portavoce della visione del mondo dell’autore, quindi narratore non è depositario della realtà.
Processo di straniamento, fa apparire strano ciò che dovrebbe essere normale. Il pessimismo viene espresso con la scelta di narrare dal punto di vista degli operai della cava


Ciclo dei vinti


Volontà di tracciare un quadro sociale , descrivere la società italiana e tutte le classi, dai ceti popolari all’aristocrazia. Il criterio è il principio della lotta per la sopravvivenza che il poeta sviluppa dalle leggi di Darwin = tutta la società dominata da una ricerca dell’utile, del vantaggioso, il più forte schiaccia il più debole . L ‘oggetto della sua narrazione sono i vinti.

Prefazione dei Malavoglia


Indica con chiarezza il tema di fondo → descrizione di una famiglia di un piccolo villaggio di pescatori il cui equilibrio viene rotto in seguito a forze nuove, il bisogno di migliorare la propria esistenza e vita.
Al centro dell’attenzione il progresso in seguito al processo di unificazione italiano, un progresso mosso da forze materialistiche ovvero la ricerca di bisogni materiali.
La forma della scrittura deve essere inerente al soggetto rappresentato, nel caso dei Malavoglia il narratore si adegua alle categorie mentali e al linguaggio popolare, nel caso del Gesualdo si adegua e il timbro si innalza.
Descrizione degli aspetti negativi del progresso, soffermandosi sui vinti nella lotta per la vita.


I Malavoglia (1881)

Rappresentano la vita di un mondo rurale antico, dominato da orari tradizionali che si adeguano al ciclo delle stagioni, il romanzo è la rappresentazione del processo per cui la storia penetra in quel sistema arcaico rompendone l’equilibrio.
Il romanzo rappresenta la disgregazione del mondo contadino e l’impossibilità dei suoi valori puri e disinteressati. È un mondo mitico che non è mai esistito e non sono mai quindi esistiti i valori di serenità e autenticità.
Costruzione bipolare: romanzo composto da molti personaggi senza che risulti un effettivo protagonista. Si dividono in due : i Malavoglia con la fedeltà ai valori puri, dall’altro la comunità del paese mossa solo dall’interesse. Si alternano quindi due punti di vista opposti nella narrazione. L’ottica del paese ha il compito di straniare i valori proposti dai Malavoglia, appaiono strani visti secondo la visione della comunità. La visione positiva della realtà arcaica e contadina si scontra con il verismo pessimistico.

Novelle rusticane

1883, ripropongono i personaggi e ambienti della campagna siciliana in un’ottica più pessimista che porta in luce la fondamentale importanza dei motivi economici dell’agire umano.
La roba
• Abbandono definitivo della nostalgia del mondo rurale.
• La famiglia non è più al centro dell’ideale, al centro vi è il tema della dinamicità sociale che travolge tutti gli equilibri tradizionali.
• Figura del self-mad man.
• Ottica narrante interna al mondo rappresentato, proveniente dal basso.
• Mazzarò perfettamente integrato nella logica della lotta per la vita e quindi vi è una celebrazione dell’uomo che è riuscito a farsi da solo: ammirazione per la potenza dell’accumulo materialista.
• Ascesa eroica del protagonista, capacità di sacrificare tutto per la roba.
• Tendere sempre oltre gli obbiettivi raggiunti, eroe faustiano.
• Straniamento rovesciato: Mazzarò si scontra con la natura stessa, non solo le leggi o uomini

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