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La poetica del Verismo


Lo stile di Verga viene influenzato inizialmente dalla prefazione dell’opera “L’Ammazzatoio” di Zola, dove lo stesso suggerisce l’opportunità di instaurare un’omologazione di contenuto e stile, fra soggetto e strategia narrativa linguistico-formale. Infatti, questa tecnica viene ripresa da Verga, e diventerà poi una delle sue principali caratteristiche. Questo principio è esplicitamente enunciato, insieme a quello dell’impersonalità, della tecnica della regressione, e ad una scrittura condotta con uno “scrupolo scientifico”; ne “L’amante di Gramigna”, manifesto presente nella raccolta “Vita dei campi”.

Vita dei campi (1880)


In questa raccolta, Verga scrive della Sicilia povera e arretrata, della “questione meridionale”, un argomento politico estremamente importante per l’epoca. Lo scrittore prende inoltre spunto per i suoi racconti dall’ “Inchiesta in Sicilia” di Franchetti e Sonnino, e dai volti popolari che tanto gli erano familiari.
Verga nella sua narrazione, applica al popolo siciliano l’ “ideale dell’ostrica”, ovvero una teoria e una tendenza secondo cui la dura lotta per rimanere attaccati allo scoglio della famiglia e il lavoro quotidiano, rappresenta l’unica garanzia di sopravvivenza. Questo ideale viene espresso soprattutto nella novella “Fantasticheria”.
Nella novella “Rosso Malpelo”, l’autore utilizza per la prima volta la tecnica della regressione. Infatti, egli decide di inserire un ipotetico narratore popolare, che vede e giudica gli atti di Malpelo. In questo modo, il narratore non simpatizza più con il protagonista, ma esprime un giudizio carico di convenzionalità, dando una lettura più approfondita e “vera” dei comportamenti del bambino.
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