Concetti Chiave
- La poetica dell'impersonalità di Verga si basa sul racconto di fatti reali senza interventi soggettivi, mettendo il lettore a diretto contatto con la realtà narrata.
- La tecnica della "regressione" del punto di vista permette al narratore di assumere la mentalità e il linguaggio dei personaggi, eliminando la presenza dello scrittore colto.
- Lo straniamento trasforma il familiare in strano e viceversa, filtrando la realtà attraverso una prospettiva completamente estranea.
- Verga promuove un racconto essenziale, privo di analisi psicologiche dettagliate, dove la psicologia dei personaggi emerge dai loro comportamenti e parole.
- La narrazione segue una logica di consequenzialità e causa-effetto, riflettendo un approccio scientifico alle dinamiche psicologiche e sociali.
Impersonalità
Alla base del nuovo metodo narrativo vi è la poetica dell'impersonalità. Secondo la concezione di Verga (enunciata in alcune lettere e nella Prefazione al racconto L'amante di Gramigna), la letteratura deve avere come oggetto il “documento umano”, cioè un fatto reale e documentato, il quale deve essere raccontato dando al lettore l'impressione di assistervi in prima persona. Per questo lo scrittore deve "eclissarsi", scomparire dalla narrazione, senza esprimere commenti e giudizi soggettivi.
L'autore deve anche “mettersi nella pelle” dei suoi personaggi, guardare la realtà con i loro occhi ed esprimersi con il loro linguaggio (tecnica della regressione). Inoltre, deve evitare di fornire indicazioni su antefatti, luoghi e personaggi. La narrazione deve procedere come se il lettore appartenesse a quello stesso ambiente, e man mano i personaggi si fanno conoscere con le loro azioni e le loro parole. Cosi, evitando 'intromissione dell'autore, si può creare “l’illusione completa della realtà”, eliminando ogni artificiosità letteraria.
Regressione del punto di vista
Verga sceglie di adottare non più il consueto narratore onnisciente, che riflette la mentalità e il linguaggio dello scrittore. La voce narrante adotta lo stesso modo di pensare, giudicare e parlare dei personaggi tramite la tecnica della “regressione” del punto di vista” : e come se a raccontare non fosse lo scrittore colto, ma un qualunque personaggio, che non compare direttamente nella vicenda e che appartiene all’ambiente sociale rappresentato. In questo modo il punto di vista dello scrittore non si avverte mai e il lettore ha “l’illusione completa della realtà”.
Di conseguenza anche il linguaggio adottato riproduce il parlato popolare, ricco di termini dialettali, modi di dire, proverbi, imprecazioni, e caratterizzato da una sintassi elementare e talora scorretta. Spesso Verga rappresenta ambienti popolari e rurali e mette in scena personaggi rozzi e incolti, con mentalità e linguaggio diversi da quelli dello scrittore borghese. Rosso Malpelo si apre affermando che “Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo”. La logica dietro questa affermazione non è certo quella di un intellettuale borghese quale era Verga, ma è invece una visione primitiva e superstiziosa della realtà.
Straniamento
Lo straniamento consiste nell'adottare un punto di vista completamente estraneo all'oggetto narrato. In tal modo, le cose più abituali e normali appaiono insolite, strane, incomprensibili; mentre, viceversa, ciò che è strano appare normale.
I sentimenti autentici propri della famiglia Toscano ("normali") vengono filtrati attraverso il punto di vista della collettività del villaggio, che giudica solo in base al principio dell'interesse economico e della legge del più forte, finendo per apparire "strani". Quando sono in scena i personaggi meschini e insensibili del coro del villaggio, si verifica uno straniamento "rovesciato": il loro comportamento ottuso appare normale.
Impersonalità e “regressione” – L’amante di Gramigna, Prefazione
Ha la forma di una lettera indirizzata a Salvatore Farina, romanziere e giornalista, direttore della "Rivista minima" a Milano (su cui il racconto fu pubblicato originariamente, nel 1880, con il titolo L'amante di Raja). Farina era contrario alle tendenze veriste, e perciò Verga si rivolge a lui argomentando le sue idee.
È, con la Prefazione ai Vinti, l'unico testo teorico che Verga abbia pubblicato. Egli voleva parlare attraverso le sue realizzazioni artistiche concrete, senza esibire teorie più o meno suggestive. Si possono desumere da questa pagina alcuni punti essenziali della poetica di Verga.