gliappuntidimatilde
Ominide
Vota
Appunto verificato
Contenuto originale e autentico, validato dal Team di Esperti di Skuola.net Informazioni appunto verificato Informazioni appunto verificato hover
Questo appunto contiene un allegato
Verga, Giovanni - Vita, poetica e opere scaricato 0 volte

Indice

  1. Verga, iniziatore del romanzo moderno
  2. Trasferimenti
  3. L’incontro con Luigi Capuana
  4. Una letteratura più divulgativa
  5. Il ritorno a Catania
  6. La fase romantica dell’apprendistato catanese
  7. I romanzi fiorentini e del primo periodo milanese
  8. Storia di una capinera
  9. Primavera e altri racconti e Nedda, “bozzetto siciliano”
  10. Eva
  11. Tigre reale
  12. Eros
  13. L’adesione di Verga al Verismo
  14. L’emarginazione dell’autore
  15. Differenza tra i Romantici e i Veristi

Verga, iniziatore del romanzo moderno

Giovanni Verga è un autore nato nel 1840 e Catania, di origine meridionale. Nasce in un periodo intermedio tra la Scapigliatura e il Tardo Romanticismo: i suoi atteggiamenti pessimistici e schivi lo rappresentano sono dovuti principalmente al contesto storico in cui vive.
Verga aveva 20 anni quando Garibaldi guidò in Sicilia l’impresa dei Mille. Quell’evento per lui segnò una data memorabile: Verga resterà sempre fedele ai valori dell’unità nazionale e al culto del Risorgimento. Proprio in quell’età giovanile inizia a collaborare con diverse case editrici e riviste, attuando temi risorgimentali come la Storia dei Carbonari della Montagna ( in cui i Calabresi reagiscono agli invasori francesi di Murat)

Trasferimenti

Nel 1869 Verga si trasferisce a Firenze, per lui la vita cambia: Firenze a quei tempi era la capitale d’Italia. In questo periodo Verga si avvicina alla letteratura filantropica-sociale (come la Storia di una Capinera, in cui si parla di una fanciulla emblematica)
Nel 1872 Verga arriva a Milano, dove inizia a frequentare i salotti e i caffè dove si ritrovavano gli artisti e diversi Scapigliati come Emilio Praga. Milano era in quegli anni la capitale economica del paese: studiando il comportamento della gente e i meccanismi economici, Verga si convince sempre di più che l’epoca romantica è finita e che l’arte è diventata ormai un lusso inutile in una società dove dominano solamente le Banche e le Imprese industriali.

L’incontro con Luigi Capuana

Nel 1877 Verga incontra colui che diventerà il suo amico più fedele: Luigi Capuana, anch’egli siciliano. Insieme formeranno il sodalizio, creando il Romano moderno come Rosso Malpelo.
Molte altre opere vengono scritte, come il ciclo dei Vinti, in cui veniva evidenziata la fisionomia dell'Italia moderna, che però non fu mai completato. Egli appare vicino agli ambienti della Destra Storica, che propone un’alternativa agraria al predominio del grande capitale industriale del Nord: tale alternativa avrebbe ridotto il potere degli industriali settentrionali a vantaggio dei proprietari terrieri meridionali

Una letteratura più divulgativa

L’autore continua a coltivare anche un filone narrativo minore, destinato al grande pubblico che preferiva le opere di argomento mondano e aveva infatti accolto con indifferenza i capolavori veristi. Così pubblica nel 1882 il marito di Elena, novelle ambientate nel mondo altoborghese e nobiliare. Quest’opera venne ispirata da Emile Zola. Altre opere vengono esposte con un sentimento tardo romantico, in cui nella produzione prevale l’esasperazione dei sentimenti (come la storia di una capinera, il bolzetto di Nedda e altre)

Il ritorno a Catania

Nel 1893 Verga torna a risiedere a Catania. Nel 1920 viene nominato senatore del Regno e assiste a Catania alle celebrazioni in suo onore, in occasione dei suoi 80 anni, in cui Pirandello tiene un famoso discorso in cui lo contrappone D’Annunzio. Verga muore nel 1922.

La fase romantica dell’apprendistato catanese

La formazione letteraria di Verga è molto attardata, come manifesta il suo scritto I carbonari della montagna, in cui si hanno molti aspetti risalenti al romanzo storico. Altri scritti sono Sulle lagune, una storia d’amore tra un ufficiale ungherese e una ragazza veneziana sullo sfondo delle guerre di indipendenza. Il protagonista rappresenta una delle nazionalità oppresse dall’Austria e tende a simpatizzare con i patrioti italiani, e Una peccatrice, una storia d’amore tra la nobildonna Narcisa Valderi e il giovane artista Pietro Busio. La donna è colpita da un sentimento di passione travolgente che dopo un po’ stanca l’artista, per cui Narcisa cadrà in una folle depressione e non accetterà la realtà così com’è, finendo per morire. (concezione Romantica)
In Una peccatrice, la struttura narrativa è molto elementare: ci si basa su vicende in cui è presente il buono e il cattivo, e in una invertita relazione tra uomo e donna, in cui sarà alla fine la donna a morire per amore-dolore per l’uomo.
I canoni dei temi patriottici quali sono? L’amore per la patria prevalente in i carbonari e assente in la storia di una capinera.

I romanzi fiorentini e del primo periodo milanese

la fase tardo-romantica e scapigliata.

Storia di una capinera

Questo scritto è influenzato da Francesco dall’Ongaro e Caterina Percoto e sembra ispirarsi alla letteratura filantropico-sociale. Il tema è la monacazione coatta delle ragazze povere, e l’autore qui tenderà a raccontare tutte quelle vicissitudini intime e quotidiane che non vengono mai raccontate. Vi si narra di una educanda, Maria, rimasta orfana. Suo padre si sposò con una donna molto indifferente a Maria e avente già una figlia, la sorellastra della protagonista. In un periodo di colera, Maria, prima di ottenere i voti e quindi di finire in convento, ha avuto la possibilità di vivere nella casa di campagna con la sua “famiglia” e di conoscere sia il mondo che un ragazzo di cui si innamora: Nino. Ma Maria, non avendo una dote in quanto il padre era povero e la matrigna preferiva la sua legittima figlia, venne spedita in convento. Alla fine la protagonista venne a conoscenza del matrimonio tra Nino e la sorellastra e, non vedendoci più dal dolore, muore. (concezione romantica).
Questo scritto mostra molti punti di interesse, comuni a molte altre opere di Verga quali:
1. Il punto di vista di un personaggio semplice e del romanzo epistolare (Maria e le lettere)
2. Il linguaggio fiorentino, secondo i dettami del manzonismo
3. Il tema dell’orfano e dell’escluso, presente anche in Rosso Malpelo e in Nedda
4. Il motivo della esclusione sociale e della vittima si congiunge a quello economico, che prevale
In definitiva, il linguaggio dell’amore è particolarmente negato d forze maggiori.

Primavera e altri racconti e Nedda, “bozzetto siciliano”

Questo scritto non prevede la concezione romantica già notata precedentemente. Certo, si parlerà sempre di una storia d’amore ma la ragazza non ha qui la forza amore-passione che portava alla follia Maria in storia di una capinera: qui la vittima è rassegnata e inconsapevole e perciò si abbandonano le posizioni romantiche dell’autore.
La storia narra di una semplice contadina chiamata Nedda il cui lavoro quotidiano era quello di raccogliere le olive ai piedi dell’Etna. L’autore spesso e volentieri interviene a difendere l’animo innocente e buono della protagonista, e perciò la protegge dalle critiche delle altre comari.
Nedda è un’orfana (come molti protagonisti di Verga). Ella si innamora di un ragazzo di nome Janu, il quale si ammalò di malaria ma non rinunciò per questo al suo lavoro di contadino. Un giorno, però, cadde dall’albero e morì, lasciando Nedda con una figlioletta. Ella, secondo le maniere di quei tempi, doveva essere lasciata in convento perché figlia illegittima, ma non lo fece, e perciò venne criticata dalle comari che lavoravano con lei. Alla fine la figlioletta muore di stenti, e Nedda rimarrà sola, con il suo dolore e la sua miseria.

Eva

Eva è un’opera pubblicata da Treves (una famosa casa editrice milanese). Rappresenta un manifesto dell’avanguardia.
Protagonista è Enrico Lanti, un siciliano trasferitisi a Firenze in cerca di fortuna come artista. A Firenze, conosce una ragazza che lavorava nello spettacolo, Eva, di cui si innamora. Ma se da una parte Eva preferisce una relazione alquanto breve e legata soprattutto a lavoro (concezione moderna dell’arte) Enrico le prometteva un amore eterno, che andava oltre la professione lavorativa e che toccava perciò la sfera sentimentale (concezione romantica). Ma Eva rifiutò, così che Enrico uccise il suo amante e fece in ritorno in Sicilia, dove morì. Si ha perciò una duplice sconfitta dell’artista: sia quella professionale che quella amorosa.
In Eva si evidenzia ormai la figura dell’artista, il quale, se vuole avere successo, deve ormai avere gli stessi atteggiamenti moderni di Eva e lasciare il passato romantico incarnato nella sua regione natale (la Sicilia). Il tema della ballerina viene vista perciò come la società che cambia, che si interessa di nuovi ideali senza sentimenti ma volti solo all’economia, la seduzione e il lavoro.

Tigre reale

Nata è una nobile russa malata di tisi che, spinta dal dolore che dalla passione erotica, passa la sua ultima notte con il protagonista, in cui si evidenzia la tendenza scapigliata, con toni esasperati e violenti.

Eros

Protagonista di Eros è il marchese Alberti, il quale solo alla fine della sua vita capì che i valori della vita erano l’amore e la fedeltà di sua moglie, piuttosto che sentimenti frivoli e meschini, ovvero leggeri e senza un peso. Ma è troppo tardi: quando lui lo capì sua moglie morì addolorata per tutte le sofferenze che egli le procurò, e lui finì per suicidarsi. Con Eros la parabola della delusione romantica è completata.

L’adesione di Verga al Verismo

Verga aderisce al Verismo per diversi concetti e punti fondamentali: La poetica Verista elaborata da Verga
- è positivistica perché parte dal presupposto che la verità sia oggettiva e scientifica;
- è materialistica perché il comportamento umano è assimilato a quello di ogni altro animale, e quindi si basa sui bisogni materiali e sull’egoismo individuale;
- è deterministica perché nega la libertà del soggetto il quale è sempre determinato dall’ambiente in cui vive e quindi dalle leggi economiche che dominano la popolazione, il paese e la città. Inoltre si ha un’impersonalità dell’arte, soprattutto dell’autore il quale diventa scrittore-scienziato.
Si ha un contrasto tra valori nuovi e rurali, incentrati sull’individualismo. Il narratore giudica con commenti le vicende trattate (ovvero attua il tardo romanticismo, come abbiamo già visto in Eros). La novità delle opere a seguire è la forma epistolare. L’adesione al Verismo nasce nel 1887, attraverso anche molti fattori sociali tra cui la questione meridionale e la formazione del romanzo moderno, l’unico per Verga ad esprimere la realtà così com’è. Si ha inoltre un’esigenza: dare vita ad una letteratura in cui è presente la veridicità. Si guarda la realtà più con la mente che con gli occhi, quindi un connubio tra la forma e il soggetto: il canone più importante della poetica di Verga.

L’emarginazione dell’autore

L’esclusione della soggettività dell’autore implica l’impersonalità dello stesso, in quanto egli ormai perde l’aureola nella società e non viene più incluso nella popolazione, bensì viene escluso. Questa emarginazione è particolarmente evidenziata nelle opere di Verga quali Mastro Don Gesualdo, la duchessa di Leyla, I Malavoglia ma soprattutto Rosso Malpelo.
Si ha inoltre l’eclissi dell’autore al narratore: non è più concesso intervenire con i propri commenti e con i propri giudizi. È esclusa anche la presentazione dei protagonisti da parte del narratore: saranno ormai i personaggi dell’opera a introdurre i nuovi personaggi, e quindi Verga si immedesima nella popolazione di quei tempi. A narrare le vicende devono essere personaggi stessi: si ha perciò una stretta correlazione fra livelli sociologici e livelli stilistici, e modificandosi i primi devono modificarsi anche i secondi…lo stile deve adeguarsi alla materia trattata.

Differenza tra i Romantici e i Veristi

Mentre lo scrittore romantico interviene di continuo personalmente perché crede al valore degli ideali e ha fiducia nella possibilità di modificare la storia e la società, ormai Verga ha perso questo potere, ovvero ha perso l’aureola l’intellettuale: ha ormai perduto il ruolo ideologico e la centralità protagonistica che aveva avuto durante il romanticismo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community