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I Malavoglia: il ciclo dei vinti e l'analisi negativa del progresso e l'automiglioramento


I Malavoglia è un romanzo che appartiene al ciclo dei vinti ovvero un ciclo di romanzi. che Verga prevede di scrivere in modo tale da denunciare le leggi dure dell'economia e dell'ambiente dei vari ceti sociali. La moda del ciclo di romanzi era stata portata in Italia da Emile Zola.
che negli stessi anni aveva composto un ciclo formato da 20 romanzi. Verga fallisce e si ferma all'opera Mastro Don Gesualdo.

Si chiama ciclo dei vinti. perché i vinti sono il soggetto dell'opera; essi non sarebbero soltanto i ceti più umili, ma tutti, ovvero gli sconfitti del processo economico. Nella prefazione ai Malavoglia Verga parla poi del Progresso e che lo fa con una metafora molto interessante, ovvero la metafora del fiume e ne sottolinea l'aspetto positivo visto da lontano Quindi, così come il fiume da lontano appare impetuoso anche il progresso è visto come positivo. mentre da vicino il progresso come il fiume è capace di travolgere le persone che stanno nelle sue vicinanze.

Cruciale nell'analisi Malavoglia è capire la concezione dell' inquietudine per Verga. Per Verga, l'inquietudine è il motore della storia ed è ciò che spinge l'uomo a migliorare la propria condizione. è quella, per usare le parole di Verga, “ vaga bramosia dell'ignoto “ ; anche I Malavoglia hanno provato ad entrare in un processo di auto-miglioramento, il quale però fallirà (sono felici finchè non provano a diventare pescatori = imprenditori).
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