Fantasticheria

Completata definitivamente nel 1878 circa, "Fantasticheria" è una novella di Giovanni Verga, fondamentale nella sua opera, non solo per l'avvicinamento stilistico al Verismo, ma anche per la forte dichiarazione poetica, che prende per la prima volta in esame il mondo dei "vinti" e i suoi principi.
Essa racconta di una nobile donna, da quanto si evince amica del narratore, che giunge ad Aci Trezza, una frazione di un piccolo paese della Sicilia, ed essendosene innamorata, decide di trattenersi per addirittura un mese. In realtà ben presto, affievolitisi lo stupore e l'ammirazione per la bellezza del paesaggio, la donna termina le attività da poter svolgere e si scopre stanca di quel luogo che tanto aveva amato. Decide perciò di tornare a casa propria e, una volta pronta per la partenza, si chiede come possa la gente del luogo trascorrervi una vita intera.

A questo punto il narratore, utilizzando una serie di flashback e intrecci temporali, inizia a raccontare le storie del popolo di Aci Trezza, costituito prevalentemente da pescatori. Costoro conducevano una vita grama, fatta di stenti, miseria e molte sventure. Nonostante tutto il loro desiderio più grande era proprio quello di morire laddove erano nati.
Questo loro principio di vita è definito "l'ideale dell'ostrica", poiché i Trezzani, così si chiamano gli abitanti di Aci Trezza, proprio come le ostriche, non volevano staccarsi dal proprio scoglio per nessuna ragione. Quando tuttavia decidevano di farlo, allora venivano inghiottiti dal mare della vita, che se li portava via.

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